martedì 30 dicembre 2008

UNA LEGGERA TURBOLENZA SULL' ALA DESTRA


"Quando all’ex comandante in capo delle Forze Aeree Israeliane, Dan Halutz, fu chiesto che cosa si provasse a sganciare una bomba su un quartiere di Gaza densamente popolato, la sua risposta fu breve e precisa: “Si prova una leggera turbolenza sull’ala destra”.

Gilad Atzmon, ex-militare israeliano ora anti-sionista, www.palestinethinkthank.com

venerdì 26 dicembre 2008

NATALE ALL' INFERNO

Goffredo Busoni (Crisitan De Sica), brillante broker della borsa di Milano, scopre che il suo amico di una vita Rodrigo Lardazza (Massimo Boldi), allevatore di panda per la ristorazione, ha una passione per i travestiti polacchi. Decide quindi di fargli un regalo: l' aids. Contatta quindi tale Macek (ora Sigismonda) e, previa essersi assicurato della sua positività al test dell' HIV, lo invia come dono di Natale alla cena della vigilia della famiglia Lardazza.
Quello che Busoni non sa è che in quel momento Rodrigo non è a casa sua, bensì in un monolocale a Bovisa, nel quale sta picchiando la figlia adottiva Marika (Cristina Capotondi) affinché questa gli fornisca una fellatio. Purtroppo il pestaggio risulta eccessivo e il cranio di Marika riversa quasi tutto il proprio contenuto su un delizioso parquet appena lucidato col ProntoLegno. L' ira e lo sdegno di Rodrigo lo spingono a utilizzare comunque tutti i fori della sventurata (compreso quello del cranio, interpretato da un grande Claudio Bisio) fino ad eiaculazione comunque precoce.
Tornato a casa, Rodrigo trova tutti e sette i membri della sua famiglia (interpretati magistralmente da un camaleontico Massimo Dapporto) che copulano con Macek-Sigismonda, accompagnati dalle fragorose risate di nonno Stefano (Gabriele Lavia) che nel frattempo, non si sa bene per quale motivo, sta frullando dei passerotti in un minipymer.
Lo sgomento spinge Rodrigo a verificare i fatti, ma solo dopo aver ucciso il travesta polacco con un pastamatic (Enrico Papi).
Tempo due mesi e la malattia si porta via tutta la famiglia Lardazza meno Rodrigo, che è tanto indignato da evitare l' aggiunta di olive nel suo Martini Dry. Scoperto grazie a un ex-spia del Sismi (Pio Pompa) il mandante del travestito, Rodrigo invita Goffredo in un viaggio in India col suo aereo privato, fornito gentilmente dall' ex-comandante della Guardia di Finanza Speciale (Roberto Speciale).
Goffredo, non sospettando niente, accetta. Una volta arrivati, Goffredo viene drogato ed abbandonato in una bidonville alla periferia di Mumbai, nudo e con una banana nel culo. Dopo un lungo percorso di iniziazione e sodomia da parte di alcuni profughi pakistani, Goffredo ritrova l' amico in un bordello, tutto intento a cercare di stipare il suo uccello cerebroleso da qualche parte in una neonata (Shilou Pitt). Proprio mentre Goffredo sta per colpire Rodrigo alle spalle con una scimitarra (Magdi Cristiano Allam), una violenta esplosione risuona nelle vicinanze, seguita da molte altre sempre più vicine.
I due si risvegliano in un incubo bellico, circondati da sirene di ambulanze, militari, reparti speciali e folle in lacrime, entrambi nudi e con una banana nel culo (due ottime Anna Finocchiaro e Alba Parietti). In una toccante scena neorealista di umanità ritrovata, Rodrigo rivela a Goffredo di aver invitato, pochi giorni prima, anche tutta la famiglia dell' amico, e di avergli pagato un soggiorno in uno degli alberghi a rischio attentati, che -coincidenza- è appena esploso.
Mentre Goffredo si contorce dal dolore, Rodrigo, sfilandosi la banana dal culo, scorreggia. Liberatosi dal gas e rilassatosi, Rodrigo salta sullo stomaco di Goffredo, che non riesce a reagire per le troppe lacrime, e di conseguenza scorreggia via la banana dal suo culo, con un effetto sonoro misto che non mancherà di sbellicare il pubblico italiano.
I due vengono raccattati dalle forze ONU e rispediti a casa, dove troveranno solo povertà, crisi economica e avvisi di sfratto sulle rispettive porte. Si ritroveranno solo il Natale successivo, in una mensa della caritas, dove incontreranno anche i loro produttori e il loro staff di un tempo, intenti a litigarsi la coscia di una prostituta pugliese morta (Giusy Ferreri). Aggiuntisi alla gazzarra per il cibo, finiranno per divorarsi l' uno con l' altro tra urla isteriche e pianti nervosi, filmati per tutto il tempo col cellulare da un ragazzino algerino che per lavoro spaccia crack fuori dalle elementari.

Titoli di coda.

Exit music: "Hallelujah" di Jeff Buckley.

Appuntamento all' anno prossimo.
Grazie.

mercoledì 24 dicembre 2008

VAI A DIRLO ALLA MONTAGNA, CHE E' NATO GESU' CRISTO

Questo è il mio regalo di Natale per tutti voi.

domenica 21 dicembre 2008

BUON!

E mi unisco al mio amico Antonio Bruno nell' augurarvi un buon.


sabato 20 dicembre 2008

SCUSATE, VOLEVO PARTECIPARE

Cordoglio e indignazioni unanimi e trasversali contro questa vignetta di Mauro Biani:


Avrete sentito, immagino. Segio Staino, Piddino e pacioso direttore di "M", inserto satirico dell' unità si scusa. Si scusa?
Staino, se tra un' abbuffata di sentimenti e una gita fuori porta dell' ovvio ti viene in mente qualcosa di intelligente per cui scusarti (non so magari scusati per aver ucciso Gesù, è tanto che si cerca un colpevole), fammelo sapere via piccione viaggiatore. Tanto ho una carabina.

Tra il serio e il faceto

Il Ministro della Repubblica Sacconi ha fatto il passo. Ignorando una sentenza definitiva che dà luogo a procedere all' interruzione dell' alimentazione forzata di Eluana Englaro, ha messo un "veto" politico al trasferimento della donna nella clinica che si è fatta carico di eseguire la rimozione del sondino che la tiene in vita.

Questo è il fatto. Ma qualcosa passa quasi inosservato, disperso nel vento della normalità. Normalità che si sparge nell' aria come effluvio di sterco. Il Ministro semplicemente non può farlo. C'è una sentenza. Sacconi sta interferendo con la legge. Ne più né meno. Ricatta col suo potere, in maniera squisitamente mafiosa, chiunque si dimostri disponibile ad applicare un provvedimento che deve essere applicato. Non "che può". Che deve.

Ora, se io fossi in stato vegetativo da 17 anni e mi svegliassi all' improvviso, la prima cosa che direi sarebbe:
"Devo pisciare. Chi è questo stronzo che sorride?"
"E' il ministro Sacconi. E' venuto a vedere il miracolo. Sta arrivando anche il Papa", Risponderebbe un medico.
"Merda. Portatemi da qualche parte".
"Non si può. C' è la conferenza stampa, e poi non puoi essere dimesso. Viene anche Vespa".
"E' troppo. Me ne vado io".
"Non hai più i muscoli. Non credo potrai fare molto più che cacarti addosso".
"Si? Beh, mi tratterrò ancora un po'. A che ora arriva il papa?"

Spero che Eluana muoia presto. Ma non disdegnerei che fosse preceduta dalla CEI per intero.

giovedì 18 dicembre 2008

Black Dada Jazz



Nell' umido ufficio del funzionario K., si sta svolgendo un funerale laico con tavolo da Bridge e urna incandescente. Subito l' invitato d' onore, il poeta Mastropaolazzi, si vomita la blusa in segno di discontinuità col regime delle minivoglie. Questo il panorama di una serata qualunque di Medioevo. Non così lo chiama però il critico Sgozzo, che ha coniato tanti termini e più vorrebbe coniar moneta, ma gli resta in mano la nota ancora inchiostrosa del l' ultima silliba: Tedioevo, pensa, non medioevo. Più interessante della morte, ma meno dell' ultimo film di Dorian Gazpacho che contemporaneamente viene proiettato sulle piastrelle del bagno dell' ufficio, un unico piano sequenza in cui Margherita Buy trova Dio, lo perde, lo ritrova, poi lo perde, infine lo ritrova ma da brava femmina uterina lo snobba con un pfui. In un altra stanza adiacente, non si fermano le polemiche sull' onorevole Primo Resistenza, accusato di frode, calunnie, aggiotaggio e demenza puberale. Pare abbia rubato fuori orario. Accaniti, i dimostranti, gli studenti e i blogger frodano i tempi componendo un panorama di dissenso difficile da sintetizzare su FaceBook, ma facilissimo da disinnescare nel party in preparazione. Si erge monolitico il papato, rappresentato da Stanislav il Quaestor, mite cazzeggione intriso di arbre magique e gnosi. Lui non lo sa, ma la segretaria del funzionario K, Eva Silk Epil Brown, ha un cucciolo dagli occhi al neon che è innamorato del suo polpaccio. Non mancano nemmeno i nani. Uno di loro chiede gaio: "Cosa c'è nell' urna incandescente?" Subito l' umido funzionario K., più umido del suo ufficio, si appresta a nasconderla alla vista dei nani, sperticandosi in una lode incondizionata a un messia eventualmente in carica nell' ultimo millennio. Ma nell' atrio degli intellettuali, profondamente assorti in un disimpegno storico, si parla di alcuni sport vieppiù squadristi. I bambini giocano nella stanza dei bambini che giocano, ridono mentre giocano ma non hanno nulla in mano, e quindi giocano a giocare. Assorto in un silenzio che è più zitto di una pausa, il funzionario K. sta sperando che nessuno svegli la moglie, mai più. Lui non si sente chiamato in nessuna causa, mai. Ma, rimettendola a posto, ha il sospetto che nell' urna ci sia una preziosa e morbida polvere di stelle, che rimane là nell' attesa che qualcuno si renda conto che la festa è finita.

mercoledì 17 dicembre 2008

IN VINO VELLEITAS

Sull' ultimo numero di NovaMuzique ho scritto un articolo sui Negramaro. Lo linko qui, anche perché le reazioni a tale articolo sono state alquanto contraddittorie. Per contradditorie intendo una persona che mi ha detto: "E' meraviglioso, illuminante, spacca il culo", una che mi ha detto: "E' superficiale e pretestuoso" e un' altra che mi ha detto "E' orrendo e tu non sei che lo stupido frutto acefalo dei lombi di Satana" (credo abbia detto così, non ne sono sicuro perché ruggiva e sbavava).
Quindi lo linko in modo da ricevere gli stessi commenti, per poi decidere se sentirmi un genio incompreso, un coglione, o -al limite- uno qualsiasi.

lunedì 15 dicembre 2008

Cut & Paste On The EveryWhere

Postai questo sul solito postribolo di LiveFast:

[Unpublished Format 000342z2:/Main application for TV content(%) Form to: Underline enabler: ask for MaRiNeTtI the Struldbrug]

Speaker: Buonasera a tutti, il Ministro delle Anafore è qui con noi per rspondere ad alcune domande. Ministro, ci può dire qual’ è il suo ruolo nella commissione di tamponamento della crisi?

Ministro: Sono quello in alto a destra.

Speaker: Lei si è reso protagonista di una serie di iniziative impopolari. E’ possibile che la sua linea politica manchi di una adeguato apparato di comunicazione?

Ministro: Sono quello che si è battuto di più in questo senso.

Speaker: Signor Ministro, secondo lei è possibile pensare a un sistema economico meno improntato sul monetarismo e più sostenibile dal punto di vista delle risorse planetarie?

Ministro: Sono quello che va in giro a dire ai miei elettori: ciao, sono quello che va in giro a salutare i suoi elettori. Si. Ci vuole più attenzione e più affetto per l’ animale uomo.

Speaker: Non sembrano esserci vie di fuga dall’ impoverimento generale del pianeta. Lei ritiene ci sia il rischio che si generi una guerra di compensazione?

Ministro: Sono quello che in guerra non ci va.

Speaker: Che ne pensa dei decreti nazional-popolari fatti una-tantum per sedare il malcontento generato dalla paralisi interbancaria?

Ministro: Sono quello che consuma. Sono quello che non si arrende. Sono quello.

Speaker: Ministro, ma lei conta qualcosa? Può fare qualcosa, a parte reiterare le parole iniziali di un discorso?

Ministro: Sono quello che sono.

Speaker: Ministro, lei è davvero quello che è?

Ministro: Sono quello.

lunedì 1 dicembre 2008

Sebastianismo

Bene, per qualche giuorno (e la u non è un refuso) non sentirete più parlare di me. O almeno, da me. Vado a pernottare e pergiornare (santoddio quanto sono idiota oggi) in quel di Lisbona per una settimanella o poco più. Per salutare il network ("Hey, ragazzi! Guardate qui! C'è un network! Ed è pieno di faccine!"), ho postato un passepartout di profonda analisi sulla comunicazione contemporanea su Sviluppina. Fatene buon uso mentre non ci sono. Il post potrebbe seriamente danneggiare la vostra tessera punti della coop.
Volete che vi saluti qualcuno? Non so, Barroso. Amalia Rodriguez. I polpi. Il baccalà.
No?
Benissimo.
Allora ciao.

sabato 29 novembre 2008

ALFIERE BIANCO IN RE NERO, SCACCO

Citazione schacchistica per evidenziare una contraddizione in termini molto grave a cui pochi stanno prestando attenzione. Che è anche tra i molti motivi della mia lapidaria limitazione di gioia per la vittoria di Obama. La faccia è questa:

Sembra Caifa senza barba.

Questo ragazzone si chiama Rahm Emanuel, futuro capo di gabinetto del governo Obama (linko la pagina in inglese perché in quella italiana non c'è assolutamente nulla). Suo padre, Benjamin M. Emanuel, pediatra di Gerusalemme, fece parte dell' Irgun, una delle principali sigle del terrorismo separatista Sionista, responsabili di un attentato a Roma nel '46, e collegati in modo assai preoccupante -sembra paradossale ma non lo è affatto- al fascismo. Il rassicurante stemma di questa simpatica accolita è qui sotto a "sinistra":




Per approfondimenti sui retroscena del sionismo rimando a quest' articolo di Mauro Manno. Rahm risulta essere uomo volitivo e di polso, ottimo nel reclutare e nel reperire fondi. Sul numero dell' internazionale della settimana scorsa viene avanzato qualche timidissimo dubbio su Emanuel, ma la cosa si spegne in una bonaria analisi delle sue capacità politiche. Vi chiedete cosa ci fa uno del genere nel partito democratico? Aspetta che gli entri un Re per il suo full.
Gli è entrato. Beh, se vi piace vedere le Intifade alla televisione, è sicuramente una scelta giusta. Se si pensava di spezzare la morsa sul medioriente, mi sa che siamo leggermente fuori strada.

Un falco che casca in un barile di vernice bianca non si può dire colomba.
Nel frattempo, Ahmadinejad si sta facendo una sega. Perché? Ohoho, ride Babbo Natale, ma questo è un regalone! Sapete, gli iraniani e i sionisti non sono tanto bravi a dialogare. Troppe Acca. Meglio questo che un interlocutore, questo sa "sparare". Ora si che si fa sul serio.

Mazel Tov, babies.

giovedì 27 novembre 2008

ANDRA' PER SEMPRE TUTTO BENE

Sono sempre grato alla stampa italiana per la puntualità con cui rimuove sistematicamente dal suo palinsesto ogni informazione che potrebbe esserci utile a capire qualcusa in più del panorama complessivo della nostra palude sociale. Oggi più che mai. Con un misto di ribrezzo e salsedine, mi ritrovo un pacco regalo sotto forma di feed RSS da Outlook, e ve lo giro.

Soldi ai genitori che danno ai propri figli il nome di Mussolini

Pubblicato Martedì 25 Novembre 2008 in Svezia [Svenska Dagbladet]

"Dà a tuo figlio il nome di Benito o Rachele e ricevi 15 000 corone [ 1500 €, NdT]. L’estrema destra italiana lancia questa trovata per fare in modo che il dittatore fascista Mussolini e sua moglie non finiscano nel dimenticatoio. In Italia, Benito e Rachele sono nomi tanto agghiaccianti quanto lo è Adolf in Germania. Il piccolo partito di estrema destra Movimento Sociale-Fiamma Tricolore (MS-FT) vuole però cambiare le cose. Il partito ha deciso di dare 1500 euro a tutti i genitori che diano ai propri figli i nomi Benito o Rachele. L’offerta sarebbe inclusa in un più grande pacchetto di misure con l’obiettivo di far crescere le nascite nell’Italia meridionale, secondo la BBC. La somma verrà pagata esclusivamente se almeno uno dei genitori è italiano – cioè non agli immigrati. L’idea che il gesto possa avere sfumature razziste o fasciste viene però fortemente respinta dal partito stesso".

Grazie a Italiadallestero.info per questa boccata d' aria. Link all' articolo tradotto e all' articolo orginale.

Oh. Ohoh. L' idea stessa viene respinta dal partito stesso. Beh, non mi stupisce. Sono circa ottant' anni che quel partito respinge l' idea stessa. Qualsiasi essa sia. Respinge anche l' ontologia, dell' idea.

Sono felice che ci sia un' iniziativa forte da parte delle forze politiche minori per ottemperare ai bisogni delle famiglie colpite dalla crisi. Ma è un' iniziativa parziale. Proporrei di detassare chi negli uffici pubblici sceglie i caratteri gotici per le circolari, offrire incentivi e tredicesima solo ai fattorini de La Rinascente, aumentare i sussidi di disoccupazione per i militanti ultrà, cancellare i contratti con Toscani e la Benetton (sacrosanto) per deviare i fondi in favore di politiche volte all' attuazione dell' esercizio della leva circoscrizionale obbligatoria con annessi buoni viaggio per trasferte in Eritrea, e perché no, un buono-fucile per ogni famiglia virtuosa.

Così, tanto per dare una continuità al presente storico. Meno male che non ci siamo mai liberati di questa gente. Come vedete, torna sempre utile quando un blocco occidentale vira al protezionismo.

Benito e Rachele! Smettetela di giocare! E' ora della purga!


venerdì 21 novembre 2008

HOTEL ALLAH

Riporto quid pubblicai qualche juorno or sono su Sviluppina:

Qualcosa di più fastidioso delle presentazioni letterarie? Le presentazioni letterarie in una stanza piena di metano.

Vado a questa presentazione, libro di un amico, Roma, Feltrinelli International. Titolo libro: “Hotel Allah - Racconti dall’ Islam”.
A metà presentazione entra una tipa Algerina e pianta un casino perché il titolo è “offensivo”. Durante la discussione, precisa che non solo è offensivo, ma è “gravemente offensivo”, “molto offensivo”, “più che tanto offensivo” e “ma tanto tanto offensivo”. Con un sorrisetto da meretrice che non vuole tradire la sua intenzione di avvelenare il proprio pappone, aggiunge che non sappiamo nulla sull’ Islam e che lo dipingiamo sempre malissimo (noi occidentali). Sta dicendo questa cosa all’ autore del libro, che ha vissuto svariati lustri in Maghreb e al liberticida ariano lì presente, correo di aver scritto la presentazione, Khaled Fouad Allam.
Vorrei aver avuto le parole giuste da rivolgere a quella donna. Purtroppo, per molti esseri razionali, il suono di un melone cavo riempito di perline non somiglia abbastanza a un fonema da generare una risposta. In compenso, ho subito cercato di sdrammatizzare la situazione proponendo titoli alternativi per il libro, come: “Allah - Centouno modi per detronizzare un Re Pastore”, “Allah, burbero spazzino dei cieli”, “Allah - trappola nel deserto roccioso”, “Allah e la vendetta di Fibonacci”, “Allah torna a scuola”, “Io, Allah, e questa puttana adultera - Storie da una strada troppo lastricata”.
Non essendo riuscito a trovare una ragione o un senso al tutto, ho salutato e me ne sono andato, lasciando il mio amico in balìa della meretrice nordafricana e dei suoi fantasmi dalla spada ricurva. Per tornare a casa, giacché avevo voglia di camminare, ho fatto un percorso tortuoso. In una delle stradine compresse e insinuate tra la stazione Termini e Piazza Vittorio Emanuele, vengo calamitato dalla luce silicea di un’ insegna, sotto la quale un uomo di mezza età, probabilmente anche lui Algerino, sta fumando da un Chillum e bevendo del vino con un amico.
Alzo la testa.
Un angolo della bocca mi si solleva impercettibilmente.
L’ insegna reca scritto:

“Pensione Allah”

E gli dei, in coro, sorridono.

lunedì 17 novembre 2008

Confessioni

A me piace più la merda che Luca Giurato.

domenica 16 novembre 2008

Seghnialaptionem II (Luttazzi outsourced)

Non mi piace fare pubblicità, ma vi devo per forza dare la dritta: andatevi a vedere lo spettacolo che Luttazzi sta portando in tour, "Decameron".
Ieri sera, seconda e ultima data consecutiva in quel del GranTeatro di Roma, posto abbastanza orrendo, deossigenato e sudorogeno ma almeno con una resa dell' audio decente.
Se in passato Luttazzi si concedeva caleidoscopiche irruzioni nel surreale, con lunghe divagazioni di stampo Dada, ora le ha ridotte e circostanziate. Non le ha certo eliminate, ma le ha rese assai più organiche. Il ritmo si è fatto "industrial". Si ha l' impressione che, se in passato la macchina scenica/dialettica era meravigliosamente eclettica e caotica, essa sia ora semplicemente compiuta, o meglio, perfetta.
Il cuore dello spettacolo, il suo motore, è l' analisi spietata della struttura dei poteri atlantici, la catena creativa del marketing politico e burocratico. Stavolta questo "piccolo" genio si lascia alle spalle molti rimandi autoreferenziali e si butta a volo d' angelo -spinto dalla crescente fascistizzazione del nuovo ordine mondiale- sull' occidente, attenendosi freddamente alla sequenza politica-sesso-religione-morte che dello spettacolo è sottotitolo. Fondamentale per tutti, da studiare nelle scuole, è la ricostruzione satirica di quelli che altrimenti sarebbero saggi di Foucault e di MacLuhan sul biopotere e sul mediapotere, con la scarnificazione metodologica dell' homo politicus come creatura a sé, concepita sullo schema americano del principio di contraddizione dialettica e sull' emotività delle masse capitalistiche.
E' puro fervore analitico -da filosofi- anche la demolizione del mito messianico, ridotto, da dogma chiuso alle qualità umane, a un' evoluzione storica, mediata dal mito, dello studio dei movimenti astrologici (a questo proposito si veda il web-documentario Zeitgeist, ormai strafamoso).
Non che manchino le battute eccellenti. Sono tutte eccellenti. La selezione è ancora più stringente che in passato, quelle poche vene di piacioneria popolare che in passato equilibrivano lo spirito sono state dismesse in favore di un furore "pasoliniano" contro il principio di autorità.
Due ore di bombe all' idrogeno sulle strutture piramidali dell' asse occidentale. Non furia cieca, furia scientifica come non se ne vedeva da tempo.
Fondamentale, anche se frequentate i contenuti già di vostro.
Andate, please. Fa bene all' anima.

sabato 15 novembre 2008

Seghnialaptionem

Ormai da tre anni collaboro per una webzine musicale, NovaMuzique. E' una rivista cazzona e coraggiosa, in quanto si occupa solo di musica indipendente, stronca e loda band che la stampa musicale italiana non si cacherebbe mai e poi mai, non prende una lira da nessuno, non favorisce nessuno e non fa la paracula. Le pubblicità sul sito non portano neanche un centesimo. Scrivere su questa rivista, in compenso, mi ha portato anonimato e povertà. E' per questo che la segnalo. Tempi tristi per tentare di produrre alcunché. Ma mi dà estrema soddisfazione recensire e satireggiare in libertà senza vincoli editoriali. Oddio, qualcuno mi viene "imposto", ma si tratta di levare alcune frasi che potrebbero effettivamente causare querele che, non avendo un editore, non possiamo permetterci.

A questo proposito vi segnalo l' ultimo articolo che ho pubblicato, un lungo excursus su Jovanotti che non mancherà di trovarvi d' accordo e di dilettarvi, a meno che voi non siate sterili parodie animate di Lorenzo Cesa (pesco dal mucchio):

Orrori italiani: Lorenzo Cherubini

Se poi non vi bastasse, ce n'è ancora:

Orrori italiani: Pierò Pelù

Leggete. Ve ne pentirete.

mercoledì 5 novembre 2008

Dichiarazione

Non mi interessa.
Intendo del nero alla Casa Bianca.
Un altro filo-israeliano che ha aperto 3 nuovi scenari di guerra in medioriente.
Ma se si vuol festeggiare, festeggiamo.
Chi ha portato il chinotto?

mercoledì 22 ottobre 2008

FIDES PARVA LICET

Fides. Imperativo dell' anima nella tradizione giudaico-cristiana fino a Nietzsche, puzzetta esistenziale dopo. Ma a parte questa semplificazione, equivalente più o meno a "Giuliano Ferrara lavora per il diavolo" (si, lo fa, ma è una semplificazione), mi ha sempre incuriosito il concetto di "fede". La fede è pressappoco quell' atto con cui un uomo dalla mente sgombra e tirata a lucido da un misterioso libro proveniente dal passato si siede sul telaio di un carro arrugginito abbandonato in una palude e aspetta con sicumera che si accenda il motore. No, in effetti questa è la definizione scientifica (o Russelliana). In realtà, per essere più melliflui, si potrebbe definire la fede come "quella forza misteriosa tipica dell' essere umano che supera la distanza tra il trascendentale e il trascendente generando energia di onda lunga la quale dovrebbe rendere possibile al telaio di un carro arrugginito abbandonato in una palude di mettersi in moto senza ragione ma non lo fa". No, anche questa è capziosa. Ognuno di noi mammiferi da sudoku sviluppa questa tensione al desiderio immaginifico. Tranne gli studenti di fisica, i quali in compenso vanno matti per il sudoku e per il sesso telematico.
Diciamo allora che trattasi della metamorfosi che la parola "speranza" subisce quando viene spostata troppo vicino alla parola "Dio", o a qualsiasi altro agente invisibile compreso l' agente Smith di Matrix (che però è visibile in quanto Hugo Weaving).
Forse non funziona neanche questa. Allora sarò costretto a trattare l' argomento sostituendo al concetto "fede" il concetto "alzheimer".

Monte Sinai. Ore 08:45. Mosè si sveglia con un gran mal di testa e una capra addormentata sullo stomaco (probabilmente drogata). Il popolo giudeo continua imperterrito nel suo rave a base di vino, droga, sesso, sesso non protetto, sesso insicuro e sesso con latticini.

Mosè: Porca puttana. Ma che cazzo è successo qui ieri notte. Col cazzo che mi faccio un altro Rave. Ho la lingua annodata. Mi sa che vado a farmi una passeggiata in montagna. Merda, non mi ricordo un cazzo di niente.
[In questa trattazione Mosè parla come un negro di Harlem perché i quindicenni comprendano, NdR]
Dopo qualche ora, Mosè torna giù dalla montagna. Il popolo è ancora là sotto che ci da dentro. Allora Mosè, previa succhiatura di una valda, dispiega la sua voce tonante.

Mosè: Mio popolo!
Popolo [in coro]: Bella, Mosé...
Mosè: Ho incontrato Dio.
Popolo: Yeah.
Mosè: State forse essendo sardonici?
Popolo: Tu che ne pensi?
Mosè: L' ho visto. Era tipo un cespuglio, un fulmine, un leone...
Popolo: ...
Mosè: Una cosa così. Non è che mi ricordi proprio bene bene.
Popolo (in coro, mormorando tra sé): [Lo assecondiamo? Ma si, dai. Due risate e poi tutti a bagno nel pentolone di sugna]. Allora, Mosè, che ti ha detto Dio?
Mosè: Ha detto...ha detto...aspetta...
Popolo: ...
Mosè: Ce l' ho qui, eh? Sulla punta della lingua...
Popolo: Anche noi ce l' abbiamo lì, ma ci svanisce l' effetto se non ti dai una mossa.
Mosè: Ha detto che di non obliterare i ninnoli.
Popolo: ?
Mosè: Oppure...aspettaspettaspettaspett...di non generare tripodi!
Popolo: Mosè, ti dispiace se andiamo intanto? Facciamo tardi. Sono le sette e dobbiamo ancora venerare gli idoli e poi ci si raffredda il pentolone di sugna.
Mosè: AH! ah. Ecco. Ha detto di non venerare gli idoli.
Popolo: Tu guarda che coincidenza.
Mosè: Ha detto "Non avrai altro Dio all' infuori di me".
Popolo: Come ti pare. Bella rogna. Ti tocca diventare esclusivista.
Mosè: Non ce l' aveva con me. Diceva a noi, a voi. Al suo popolo.
Popolo: Puoi ripetere esattamente quello che ti ha detto?
Mosè: Non avrai altro Dio all' infuori di me.
Popolo: E chi eravate quando l' ha detto?
Mosè: Io e Lui.
Popolo: Qualcuno ha un registratore e un notaio?
Mosè: Mi ha dato anche altre leggi.
Popolo: Secondo noi hai sognato di essere nella costituente seduto a fianco di Andreotti.
Mosè: Ha detto di non fornicare.
Popolo: ...
Mosè: E poi ha detto di non commettere atti impuri. Per esempio, qualcuno può spiegarmi perché mia moglie, laggiù in fondo, sta mungendo un rubinetto?
Popolo: Chiedi a Hoffmann. O a Freud.
Mosè: E' ora di finirla. Ha detto anche di non rubare, di non uccidere, di santificare le feste e di non desiderare la donna d' altri.
Popolo: E se -mettiamo il caso- noi desiderassimo gli I-pod che gli Esseni si sono appena comprati da Trony?
Mosè: Ha detto anche di non desiderare la roba d' altri.
Popolo (sussurrando): E' fuori come una petroliera.
Mosè: Ha detto di onorare il padre e la madre.
Popolo: Si? Provaci. Guarda, tua madre è laggiù che si sta facendo conoscere da quel cammello. Da dietro.
Mosè: Mamma.
Mamma di Mosè: Scusa figliolo. Ma mi ricorda tanto papà.
Popolo: Quante te ne ha date di queste leggi?
Mosè: Una trentina mi pare...mmhh...tipo 37, 38, boh? Che cerchio alla testa...
Popolo: E quante te ne ricordi?
Mosè: Mah, non so...posso arrivare a una decina.
Popolo: Bene. Perfetto. E poi?
Mosè: Ha detto che ci dobbiamo tagliare l' uccello.
Popolo: Peccato che abbiamo lasciato le forbici in Egitto. Se no...
Mosè: E di stare attenti ai tizi con baffetti.
Popolo: ...
Mosè: Mio popolo.
Popolo: Ora, proprio "tuo" popolo. Prendiamo un po' le distanze.
Mosè: Dobbiamo portare le sue leggi nel mondo.
Popolo: Riusciamo già a vedere tutta la simpatia che ci attireremo.
Mosè: Ha detto anche di fondare qualche banca, che poi ci torna utile.
Popolo: Di questo se ne può parlare.

Mosè fondò col suo popolo una banca, poi altre banche e poi Hollywood . Tutto questo sotto l'insegna della fede. Inoltre, grazie a questo utile librone scritto in tre lingue morte con un codice fatto solo con le consonanti, ora disponiamo di nuovi strumenti mentali, come l' autofustigazione, il senso di colpa, la contrizione, la morbosità spinta e la frustrazione sessuale. Nessuno si ricorda da dove ha origine il concetto occidentale di "fede". Ma stando al presente, non sarebbe una cattiva idea abbinarci un antibiotico.
E adesso, dopo la banale e noiosa verità, consigli per gli acquisti.

sabato 18 ottobre 2008

IL DITO PIU' LUNGO DELLA MIA MANO & IL FOSFORO DI GUARDIA

Alla fine il ridicolo è esploso con ineffabile splendore. Come un sorriso sulla faccia di Pinochet. Questo mostro N-cefalo si è rivelato per quello che era e che tutti sapevamo benissimo essere: un giochetto infantile, neanche troppo raffinato, concepito sul brevissimo termine, coltivato da imbecilli e sostenuto in chiave di potere transnazionale da N non-imbecilli, ma semplicemente infami. Potrei anche ammettere che sto parlando delle Olimpiadi. O delle Corporation. O della Recessione mondiale. O dei programmi Endemol.
Vero. Ma incompleto.
Sto parlando di tutto. Tutto il copione che ci è stato e continua ad esserci propinato, con sceneggiatori svogliati e trame in replica. Tutto l' indotto fisico e metafisico di questo secolo lo ritroviamo in forma canonica nella nostra vita quotidiana. E' un po' come non esistere realmente. Questo stesso blog, buono o cattivo che sia, ne è un prodotto al consumo. Cercare di intravvedere i punti luce, se prima poteva essere considerato un esercizio, una tensione mentale, ora è talmente laborioso da essere diventato un mestiere. Mestiere ovviamente poco praticato e poco ricercato, in quanto non retribuito e socialmente distruttivo. Aureola di santità a chi ci ha insegnato la menzogna come struttura che replica la natura. Mi rivolgo alla religioni patriarcali, a Maurizio Costanzo, Giuliano Ferrara, a mio nonno e un po' a tutti quanti. I nomi servono a indicizzare (ciao, polizia postale).
Jorg Haider è morto. Probabilmente ammazzato, visto che la pista dell' incidente d' auto fa più acqua di quella di Lady D. Chiaramente non ne uscirà nulla. Perché ammazzare un "minore"? Forse perché essendo un Hitleriano voleva tagliare i testicoli a tutti gli speculatori di mercato che non fossero la banca centrale nazionale? In effetti questo era uno dei suoi punti in programma.
Un mio amico di famiglia, pianista, rischiò di avere danni alle mani per delle percosse ricevute dai reparti antisommossa alla manifestazione contro Haider che veniva ad incontrare il Papa. Ricordate (Wojtyla, ovviamente)?

Lo stesso "papa buono" che -da capo di stato- andò a incontrare Pinochet nell' 88.

La cosa bella della storia recente, di questo mondo fintamente multipolare (per ora), è che tutte le storie sono connesse, e sembrano avere un senso solo per Christian De Sica, che ritrova lo spirito rigeneratore umano in una salvifica scorreggia. Si, perché la gente ha bisogno di ridere. D' altra parte, è per questo che esistono le convention di CL, no? O è per spartirsi l' indotto che si genera tra la sanità pubblica e privata in Lombardia? Entrambi.
Novità: recessione mondiale, messa in latino, ridimensionamento del ruolo degli USA nella geopolitica, niente dichiarazioni dal gruppo Bilderberg, Londra torna ad essere l' asse portante della finanza mondiale (SVEGLIA! Lo è sempre rimasta! Con chi altri li ha fatti i debiti l' America dopo l' indipendenza, secondo voi?), Italia colonia che arranca per aver fatto per troppo tempo da avamposto e da "nazione provetta", troppa gente, troppo povera, troppo stupida.
Ah, e l' università. Ma sì, protestiamo ancora! "NON LA PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!", recitano gli slogan studenteschi. Invece sì. La pagheremo noi. Prova a tirare fuori un fronte di lotta vera (che tanto in Italia non attacca più) e vedi come reagisce l' establishment. La pagheremo tutti quanti, interessati e disinteressati.
La cosa forse più angosciosa è questa:
Ma perché, perché, perché, perché, perché questa razza ama così tanto prendersi per il culo da sola?
Mi sembra di sentirli.
Non temete. Siete il cuore dell' Occidente. Per voi è già tutto preparato.
Un ricordo ad un grande poeta per concludere questa mia piccola osservazione:

"Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.

Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa
della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.

Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?"

Fabrizio De André, "Sogno numero Due", tratto da "Storia di un impiegato", 1973-74

lunedì 6 ottobre 2008

Eireann Go Brach

Beh, vado in Irlanda. Sto finendo la valigia.
Ho pensato di portarmi dietro un taccuino,
su cui ho intenzione di scrivere milioni di volte la parola "paesaggio".
Avrò ricordi meravigliosi.

Vado a cercare l' oro dei Leprechauns.
Sperando che siano commestibili.

E vi porterò i capelli della Banshee.
Dopotutto,
Tutto il turismo
E' turismo

Sessuale.

domenica 28 settembre 2008

The Meta-Terroristical Good&Bad Party Smasher (reprise)

PraeScriptum: Questo praescriptum serve solo a quelle persone che altre volte hanno espresso con furore il loro disappunto verso mia persona basandosi su alcuni pixel che io avevo fatto in modo comparissero su uno schermo. Il titolo del post fa da contrappunto al contenuto. Se avete bisogno di una mano, inviate pure tutte le vostre domande e i vostri dubbi all’ indirizzo di qualcuno a cui interessano.

Per questo mio graditissimo (anche se solo a me) esordio su Sviluppina, avevo deciso di non forzare la mano. Bisogna essere equilibrati. Norma zen vuole che sia da considerarsi saggio il sedersi sulla riva del fiume ed aspettar passare il cadavere del proprio nemico. Illusi. La meccanica del nemico è una meccanica della putrescenza. Per farla ancora più digeribile, diciamo che mi ero seduto su questa sponda. Saggio dal buco del culo alla nuca (che sarà anche il titolo del prossimo romanzo di Paulo Coelho). Ovviamente, aspettavo che passasse il mio nemico. Perdevo tempo, perché da bravo pusillanime ho evitato di farmi troppi nemici. Anche perché se, come sembra, Ratzinger riprstinerà la lapidazione, vorrei evitare almeno la diretta TV.

Sulla sponda. Senza nemici. Vuoto pneumatico tra l’ indole e la volontà. Quand’ ecco.

Passa il mio nemico.

Non sapevo neanche di conoscerlo. Mi passa davanti. E so che è lui. Solo che non è un cadavere trasportato dalla corrente. E’ un ragazzo sorridente, carino e radioso. Sta su un motoscafo Splugen 4500b, carenatura di ottone lucido, tv satellitare e puttana a gettoni. E’ circondato di amici e amiche mezze nude. Fa caldo e suda meno di te. Fa freddo e non trema. La stupidità lo seduce ma lui non cede mai. L’ aggressività lo tocca, ma gli cola via dalle caviglie. La gelosia lo conturba, ma non lo flette. La tristezza lo circuisce, ma lui è già innamorato. L’ ignoranza lo guarda da lontano e rinuncia con uno sbuffo. Il motore della sua barca fa il rumore di un sorriso, mentre vira a babordo per prendere meglio l’ ansa, e la virata è tanto maestosa che ti fradicia con una valanga d’ acqua. Va via nell’ azzurro del mattino, a rincorrere tramonti.

Io resto lì. Gocciolo. Poi mi alzo. Sto andandomene, pensando che nella vita si possono fare ancora tante cose. Per esempio, uccidere Tiberio Timperi colpendolo fortissimo per 15 giorni con un peluche a forma di papero. Entrare in chiesa con un coccodrillo diarroico al guinzaglio. Riversare il mio sperma sulla mummia di Stalin. Giocare a rubabandiera con Stephen Hawking. Incontrare una mamma con bambina di tre anni al supermercato, e quando lei ti racconta che: “E’ un periodo che si mette in bocca di tutto”, abbassarsi la patta. Insomma.

Mi blocca un gridolino. mi giro. E’ Confucio.

Confucio: Hai visto?

Woland:

Confucio: Il tuo nemico ti è passato davanti. Sei rimasto sulla sponda, sei stato canna e quercia, e sei stato compensato.

Woland:

Confucio: Stretta è la foglia…

Woland: Crepa, coglione.

giovedì 25 settembre 2008

SUBURBIA! NoBudgetFilmFestival - 26-30 settembre - Cineclub Detour - Roma


E così mi tocca anche a me fare pubblicità, pena l' ablazione violenta dei testicoli da parte dei diretti interessati. Mi sono infatti ritrovato -mio malgrado, vista la mia attitudine a ignorare qualsiasi responsabilità che trascenda lo scaricare il cesso dopo la deposizione del quoroum- ad essere il presidente/supervisore di un festival di cinema povero, indipendente e autoprodotto (come da brochure).

C'è un altro presidente in realtà. E' lui che fa le cose. Io generalmente annuisco (e che fatica mi costa). Iniziamo stasera con un' evento muy peculiar.
Gli OvO, band underground che suona una cosa che fa male alle orecchie e non ha un nome preciso, sonorizzeranno Nosferatu di Murnau al Cineclub Detour di Roma (Via Urbana 47/a - Metro B Cavour). Seguiranno -stesso cineclub- cinque giorni di proiezioni, con 17 anteprime (Alcune nazionali, alcune europee e una assoluta - il documentario sugli Offlaga Disco Pax-). Incontri con registi e roba simile seguono e precedono le proiezioni. Il programma completo e tutte le altre curiosità su

www.suburbiafestival.com e
www.myspace.com/suburbiafestival

Accorrete. Fino ad esaurimento aria.

lunedì 22 settembre 2008

ABITO E MONACO

Dite che vi pare. Ora è meglio.

P.S. : Oh, e insieme al nuovo template (che ho impostato tutto da solo, riuscendo anche a cliccare direttamente su "salva" senza passare da youporn), vi invito (tutti e due) a visitare il post (anzi, tu a destra no) che ho inserito su sviluppina, grazie alla fiducia e al sostegno di uno dei più illustri meceneati di questa zona del 2.o, Mr. liveFast.

Ah, tanto comunque prima o poi lo posto anche qua. Io mi colleziono.

lunedì 15 settembre 2008

GUARDANDO IL CIELO CON QUALCOSA CHE TI CAMMINA DENTRO LA CAPPELLA

Roberto Maroni. Roberto Maroni è quel qualcosa che guarda il cielo e si recita in cuore: "Chissà se me la posso fare da dietro". Roberto Maroni, visto in questo schieramento di governo, è come una parentesi vuota in un assembramento di equivoci. Dico questo, perché sono stufo di essere prosaico. Ho finito le associazioni volgari. Sono disidratato. O almeno lo ero.
Fino a poco fa.
Poco fa, purtroppo in ritardo, ho scoperto dell' ordinanza nazionale di Maroni che autorizza i sindaci a multare i barboni.
E lì ho visto Dio. Finalmente. Quando si è bambini, ci si crea un mondo fantastico. Le nostre fantasie sono talmente carnali, che quando si realizzano ci inondiamo di stupore:

Bambino vede un fiore. "Oh! Un' astronave". Bambino strappa il fiore e fa un rumore irritante con la bocca. (Lo colpisco sulla terza vertebra con uno zaino da campeggio pieno di granito).

Io da bambino a volte mi immaginavo episodi fantastici in cui la realtà si ribaltava, e diventava un gioco allo stupore. Praticamente, mi drogavo col cervello. Allora.
Immaginavo che il vecchio che faceva jogging inizasse contemporaneamente a cantare rainin' blood degli Slayer e a scorreggiare. Mi immaginavo che il pechinese della signora di sotto starnutisse al contrario e si succhiasse gli occhi dentro il cranio. Mi immaginavo di incontrare mia bisnonna morta e dirle che puzzava di più prima.
Non succedeva quasi mai davvero. Ma le volte che succedeva, quelle davano un senso mistico al tutto. E devo ringraziare Roberto Maroni per questo. Multare i barboni. Me l' ero immaginato. Mi era immaginato tante volte questa scena:

Barbone: "Fate la carità, vi prego. Ho tre figli ciechi, una moglie con i testicoli sul petto e un gatto bulimico. Ho fame".
Signora grassa: "O poverino. Tieni un buono pasto per McDonald's.
Barbone: "Va' via puttana".
(Arriva un poliziotto)
Barbone: Signor poliziotto, ha due spicci?
Poliziotto: Patente e libretto!
Barbone: ...
Poliziotto: Lei sta commettendo un reato.
Barbone: ...
Poliziotto: Si rifuta di esibire un documento?
Barbone: ...
Poliziotto: ...
Barbone: Provi a girarsi dall' altra parte, poi si rigiri.
Poliziotto (lo fa): E allora?
Barbone: Niente? Ehm..ok...Beh, ecco... io sono un barbone. In quanto tale, sono impossibilitato a fornirle dei documenti, poiché non li posseggo. Capisce?
Poliziotto: Sono 35 euro. Paga contestualmente?
Barbone: ...
Poliziotto: E' accattonaggio. 35 euro.
Barbone: ...
Poliziotto: Non vuole pagare contestualmente? Mi dia il suo indirizzo di residenza. Gliela spediremo lì maggiorata di 24 + 3 euro per le spese di recapito.
Barbone: ...
Poliziotto: Su, che non ho tutto il giorno.
Barbone: (Si commuove).

Roberto Maroni ha reso tutto questo possibile. Davvero.
Grazie.
Grazie, Roberto.

giovedì 11 settembre 2008

QUANDO TU, TU NON DEVI FARE NIENTE

Che bellezza.
Mio Dio.
Che bellezza.

mercoledì 10 settembre 2008

POST DI SERVIZIO

Come vedete, ho fatto una piccola modifica al blog. Per i malati di Alzheimer: era nero. Non nascondo che mi piacesse di più prima, ma il signor LiveFast mi ha fatto sapere con le buone che non ci si leggeva per un cazzo. In effetti affaticava anche me, quindi ho pensato: proviamo così. Fa schifo.
Indi per cui, lancio un concorso: chiunque mi trovi un template ganzo e mi spieghi come metterlo, io non gli inculo il fratellino.
La premiazione sarà implicita.

Ora, per non sprecare un post in questioni meramente estetico/burocratiche, vi farò venire a conoscenza di alcuni dati che sono indispensabili nella contemporaneità.

1)Se vi nasce un figlio in Italia, ammesso che l' abbiate fatto apposta, esiste una legge per cui se lo verniciate di verde si può scaricare dalle tasse.

2)Se vi muore un figlio in Italia, e io so che l' avete fatto apposta, esiste Taormina (non la città, l' avvocato).

3)Se vostro figlio vuole le figurine di Yu-gi-ho, vostro figlio ha della sbobba di bradipo nel cranio. Portatelo a una convention del Sudtiroler Volkspartei e fate finta di dimenticarvelo insieme alle chiavi della macchina. Tornate a prendere solo le chiavi della macchina, e quando vi dirà "Papà" o "Mamma", mangiatelo.

4)Se vostra moglie canta Giusy Ferreri sotto la doccia, anche per sbaglio, uccidetela. Tanto prima o poi qualcuno lo farà.

5)Il qualcuno del punto 4, ve lo devo spiegare anche, chi è, o ci riuscite da soli a spingere la nocciolina grigia molle verso la verità eterna?

6)Siate rispettosi quando entrate in un negozio di dischi che abbia anche solo una musicassetta del '64 di Fabrizio De André nascosta denttro uno scatolone umido in fondo a un magazzino. Altrimenti, bruciate il negozio, il commesso, vostro figlio, vostra moglie e chiamate Taormina. Poi, andate a godervi un trio che suona samba a Taormina (la città, non l' avvocato).

Spero di essere stato utile, o almeno di essere stato.

sabato 6 settembre 2008

BIG TROUBLE @ KARMA POLICE

Centro di Controllo del Karma. Sezione 47/9b. Due impiegati stanno pigramente osservando i loro monitor. Alle loro spalle si sente un pigolìo. Da una fessura nel muro esce quello che sembra un fax. Lo steward di controllo 128H.A.H. prende il fax e comincia a scorrerlo. Fa una faccia allucinata. Il suo collega, 491R.P.G., fa finta di niente.

128H.A.H.: Ma Cristo.
491R.PG.: (Annoiato) Che c' è?
128: Si è rotto di nuovo il compositore. Porca troia, ci vorranno altri quindici giorni perché arrivi il tecnico.
491: E il tuo assistito?
128: Se ne avrà a male. Vabbè, io trascrivo.

128 inizia a trascrivere, e ogni tanto preme enter.

Intanto:

Ragazza di Woland: Perché piangi?
Woland: Sono depresso. Sono la persona più inutile del mondo. Mi odio. Mi tagli un braccio?
Ragazza di Woland: Ma perché? Che hai?
Woland: Idraulico. Bosone. Non lo so. Rosa pallido. Interni in... (piange).

491: Dio mio.
128: COSA CAZZO CI POSSO FARE? QUI C' E' SCRITTO COSI'!
491: Fai leggere.

"C.C.N.X. n° 103
Protocollo di aggiornamento dati di K. - carico semplice - s.t. :Woland.
Stadio emotivo: Dolore insensato a raffiche intermittenti alte e medio-alte.
Motivazioni: Rosa pallido, interni in radica.
Componente K. di sovrappiù: Braccio, salsiccia, anatra.
Movimenti chiave associati: Abbassare testa, chiudere frigo, chiamare idraulico, comprare muta di cani da slitta, vendere oritteropo.
Data e ora di termine: Verde."

491: Porco mondo.
128: Eh già.
491: E poi si è rotto solo il compositore del settore 13/103. Il mio sta da dio. Ha appena vinto il premio strega.
128: Con quel libro col titolo dei numeri primi? Impossibile.
491: C' era scritto così.
128: Voglio una tanica di campari con la vodka.

Woland: Voglio una tanica di campari con la vodka.
Ragazza di Woland: Non bere così tanto.
Woland: E voglio anche vendere questa merda di oritteropo (piange. apre il frigo. abbassa la testa). VIA QUESTA SALSICCIA! (lancia una salsiccia dalla finestra) E VIA ANCHE QUEST' ANATRA DEL CAZZO! VIA! (Woland fa il gesto di lanciare qualcosa, ma non lancia niente perché l' anatra non c'è).
Ragazza di Woland: ...
Woland: (prende il telefono, compone un numero) Pronto? Parlo con l' idraulico?
Idraulico: Si.
Woland: Soffro moltissimo. Sono depresso. Cosa faccio?
Idraulico: ...
Woland: ...
Idraulico: L' anticalcare.
Woland: Cosa?
Idraulico: L' anticalcare. Tre cucchiaini.
Woland: Grazie, idraulico.
Idraulico: 84 euro.
Woland: Ecco a lei (allunga una mano con dei soldi verso nessuna direzione in particolare, li lascia cadere per terra, poi attacca).
Ragazza di Woland: ...
Woland: Come ti piacciono gli Husky? Pelo classico o rosso siberiano?
(piange)



Verde.


spero.

lunedì 1 settembre 2008

CONTRITIO SINE QUA NON

Premessa:
Io non ho mai scritto questo post.
Non l' avrei mai fatto.
Alla fine, capirete perché questo post sia qui, nonostante io -giuro su Dio- non l' abbia mai scritto.

Non saprei dire se stessi dormendo. Non saprei dire se i rutti che sanno di Unicum possano in qualche modo fungere da indicatore. Posso però garantire che, almeno nella mia sfera cerebrale, ciò è successo. Diciamo che dormivo. Campanello.

Woland: Gnf. (Poggia la testa sul muro). Chi è, sia tu maledetto nelle mille lingue indoariane?
Sconosciuto: Fammi salire.
Woland: Ah. Certo. Come no. Un attimo, mi metto qualcosa di sexy.
Sconosciuto: Scommetto che mi farai salire tra due secondi.
Woland: Si. E tra due secondi il pisello mi diventerà un vaporetto.
Sconosciuto: ...
Woland: AAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRGGGHHH!!

(Woland apre il portone. Passettini per le scale. Il pisello di Woland torna lentamente alla normalità. Sulla soglia di casa di Woland compare un tipo dall' aria socialdemocratica, che somiglia molto al primo cantante dei Deep Purple ma con indosso una tunica lisa).

Woland: ?
Sconosciuto: Beh? Niente "Bentornato"?
Woland: Mai stato tuo fan.
Gesù: (Tira fuori un depliant) Eppure qui dice chiaramente: "cittadina a schiacciante maggioranza cristiana".
Woland: Sono qui in vacanza.
Gesù: Beh. Oramai siamo in ballo. Mi offri del pane?
Woland: ...

(Woland va a prendergli del pane. Fruga nella dispensa, e quando si volta, Gesù è già in cucina, alle sue spalle. Woland ha un principio di coccolone).

Woland: Non farlo mai più.
Gesù: Devo riprenderci la mano. (Guarda il pane). Questo pane è lievitato.
Woland: Miracoli della tecnica. Non ti piace? Trasformalo.
Gesù (Trasforma il pane in un manganello): Mmmmhhh. Mi viene male, non trovi?
Woland: Vado a comprarti il pane azzimo.

(Woland torna dieci minuti dopo con del pane azzimo).

Gesù: Non vedo le erbe amare.
Woland: Vado a prenderti qualche geranio in balcone.
Gesù (trasforma il pane azzimo in una Beretta 7.65 mm): Mmmmhh.

(Si ripete la scena di prima, con Woland che torna a casa con della bieta).

Gesù: Ora sì che si ragiona. Pancia mia, fatti capanna. Ne vuoi un po'?
Woland: ...
Gesù: Non mangiavo così da quella mattina a Getsemani.
Woland: Poi te ne vai?

(Gesù da un ceffone fortissimo a Woland, tanto da fargli girare il corpo di 180°. I pantaloni e le mutande di Woland scompaiono. Gesù infila il suo dito medio nell' ano di Woland con una sicumera schiacciante. Woland assume un' espressione da riccio sulla circonvallazione).

Gesù: Il cristianesimo è contrizione. Scusa, ma non ti vedevo abbastanza contrito.
Woland: Sono assai contrito. Mi sto molto dolendo dei molti miei errori.
Gesù: Lo so.
Woland: Ora puoi levarlo?
Gesù (sfila il dito, fa comparire nell' aria un minilavandino fluttuante, si lava il dito e riprende a mangiare): Mh. Buone, le erbe amare.
Woland: Perché fai così?
Gesù: Papà mi ha detto che vi stavate un po' disamorando di tutta la situa (dite così voi sbarbi, no?). L' altra volta ho provato con le buone. Immagino tu abbia saputo cos'è successo, no?
Woland: Devo aver letto qualcosa sul giornale, sì.
Gesù: Quindi, abbiamo pensato a un piccolo cambio di metodo.
Woland: Fa piacere.
Gesù: Ho il compito di restaurare un pochino il livello di contrizione.

(Da fuori casa di Woland arriva un urlo biblico. Woland si appressa alla finestra invitato da un gesto deittico di Gesù. Per strada corrono persone di tutti i sessi -?- e di tutte le età, gridando come ossessi. Abbarbicato sulle loro spalle, un piccolo troll col rossetto gli sputa dietro le orecchie e gli scorreggia sul collo)

Woland: Gesù.
Gesù: Banale. Anzi, pleonastico. Mi versi un bitter?
Woland: Ma che vuol dire?
Gesù: Ti ricordi le sette piaghe?
Woland: Mi ricordavo di cavallette e sangue e roba così.
Gesù: Ne abbiamo studiate altre 134. Questa è la numero 12b. Eravamo un po' alticci.
Woland: E quante ne volete applicare?
Gesù: Stavolta, tutte.
Woland: Non rimarrà niente.
Gesù: (fa spallucce) Guarda. La seconda è più creativa. E' la 45/k.

(Woland si riaffaccia alla finestra. Da tutti gli angoli bui della città, e quindi del mondo, esce fuori Luca Giurato. In pochi minuti, milioni di Luca Giurato iniziano a rincorrere esseri umani terrorizzati che tentano di disarcionare i troll col rossetto e di asciugarsi le orecchie. I Luca Giurato li placcano alle caviglie e chiedono -Potrebste drimmi quali ore è?- postrebste? Posrteste?...-
Woland vuole svegliarsi).

Gesù: E ora ce n' è una per te. So che sei abbastanza altezzoso. La superbia è nemica della contrizione (Gesù si alza la tunica. E' in erezione). Vai, bello.
Woland: ...
Gesù: Cosa c'è? C' è un sacco di gente che non vorrebbe altro.
Woland: Scordatelo.
Gesù: (Gesù trasforma Woland in Luca Giurato) Chi è quello che in questa stanza non può tornare normale da solo?
Woland: (Trattenendo un pianto universale) Non lo sappia nessuno. Nessuno mai. Nessuno al mondo.
Gesù: (Alzando un lembo della bocca e incrociando gli alluci) Giurella.

Woland fa quello che non volete neanche provare a pensare. Dopo 46 minuti, Gesù viene.
Avviene l' irreparabile.
Gesù comincia a brillare, e lentamente, si trasforma.

Si trasforma in questo post.

lunedì 25 agosto 2008

ANALGESICO

Stavolta è bastato veramente poco perché la pletora di intolleranze quotidiane diventasse una resa. E' bastata una spiaggia, uno strappo di vacanza. Un termine che è esattamente ciò che sta a significarci -vacuum-, cioè luogo di mancanza, vuoto, assenza di presenze lottate.
E' o non è una commedia questo scalpitare formichesco verso la distanza? Siamo davvero così stupidi e pazzi da contenderci fazzoletti di sabbia per gioire di niente e creare rumore, per poi poter gridare più forte del rumore?
Sto a sottolineare gioia, potresti passarmi un po' di autocommiserazione che nostro padre ce l' ha finita, ho fatto punto, il mio panino sa di panino, che delusione, la mia barca ha un po' di alghe sullo scafo, mio figlio nuota più veloce del tuo, le libellule non mi interessano e tantomeno quelli di Bari che sono dei Pidocchi, passami il sale che me lo sfrego dentro le orecchie, l' ombra del tuo ombrelllone -brutto bastardo- copre completamente l' ombra del mio ombrellone, magari se andavo in montagna, Teresa le perde rosso la passera e io lo prendo come un complimento, ad Anna non perde più e sono infelice, ma infelice come non lo è mai stato quasi nessuno perché dai miei lineamenti non si può comporre quel qualcosa che non si sia già consumato alla nascita, qualcosa che non faccia al cervello il suono acido di un pervertito ubriaco che forza col suo grimaldello elettrico la porta del culo di un neonato.
Aivoglia a fare cuccioli d' uomo, bestiola sensuale, altroquando saresti stata bella da far schifo, ed è semplicemente per questo che mi fai così tanto schifo.
Scappiamo nei picchi di montagna, e vediamo se siete così delicati come volete farmi credere.
Magari possiamo anche officiare messa in una pianura fresca, con ampio parcheggio.
Magari arroccati sulle vostre belle finestre sul mare vi lasciate scappare una delega -per esempio a me- di almeno cinquecentomila domande che a voi non solo non interessano, ma alle quali avete anche la marcescente arroganza di rispondere.
Magari mi potete venire a trovare proprio mentre sto scrivendo di voi, mentre scrivo che non vi riconosco allo specchio, che mi fate la cosa più brutta, e che non merito nessuna delle smorfie di pietà che non mi fate.
Magari ci possiamo aprire insieme uno di questi cazzo di blog.
Magari il nostro libro più bello ha dentro le istruzioni per cucire stomaci.
L' analgesico più forte sarebbe darci dentro con la vostra progenie finché non le sanguinano i giorni.
Fotografare le cose più belle che ti vengono in mente, girandoti la macchina verso la faccia e, ancora meglio, rinunciando a scattare.
Magari se mi metto con le spalle al vento posso non sentire il tuo grosso cazzo che mi mangia la vita mentre tu sei distratto a guardarti la cappella.
E comunque, brutti pezzi di merda, sappiate una cosa, prima di saltare la finestra.

Non mi ha fatto ridere.

sabato 9 agosto 2008

Dr. MengelHaus M.D. puntata 1

Il signor Allen Goldburg è in cucina, la fronte pressata contro il freezer, come tutti i giorni. La moglie, Isadorabile, nota in lui un cambiamento. Il suono di soldi che cadono sul pavimento non riesce più a distrarlo come un tempo.

Allen: Cara, ho un formicolio nel cervello.
Isadorabile: Devi mangiare kosher.
Allen: C' entra col formicolio?
Isadorabile: Le formiche odiano il kosher. Quindi sì.
Allen: Sento che ho un problema tassonometrico all' emisfero cerebrale destro. Penso mi servirebbe della fisiostigmina.
Isadorabile: Chiamo l' ospedale.

Isadorabile chiama l' ospedale e arriva subito un' ambulanza, 4 ore dopo. L' ambulanza è una Buick del '66 cosparsa di confetti rosa e azzurri, con una bandiera del Togo che spunta da ogni prominenza e una sirena che squilla "Since I've been loving you" dei Led Zeppelin. I paramedici caricano il signor Allen sopra una lettiga, poi risalgono sull' ambulanza e ripartono. Il signor Allen, rimasto nel giardino di casa sua disteso sulla lettiga, tende a morire. Isadorabile lo scorta personalmente all' ospedale in skateboard, attaccata alla lettiga come Michael J. Fox al camion in Ritorno al Futuro, quando ancora poteva fare cose che non fossero tremare come un budino durante un terremoto.
All' ospedale, la direttrice sanitaria Lisa Cadillac getta in faccia al dottor MengelHaus, brillante diagnosta e circuitore di cavedani, una cartellina blu.

MengelHaus: E' la ricevuta dei miei cavedani?
Cadillac: Uomo, 45 anni, sindrome da testa su Freezer, paranoie multiple e probabile emorragia cerebrale estesa agli alluci. E' roba tua. Al pronto soccorso hanno escluso il raffreddore e il mal di denti.
MengelHaus: Mi disturbi per questo? Stavo accelerando delle particelle contro il retto di Chatterton.
Cadillac: Sono sicura che puoi rimandare.
MengelHaus: In cambio voglio leccarti la patatina.

La dott.ssa Cadillac lancia a MengelHaus un piccolo tubero e sparisce tuffandosi dentro la televisione.

MengelHaus: Trucco vecchio come il cucco. Aspetta un momento. Trucco. Cucco. Trucco-Cucco. Crucco. Il paziente è tedesco!

Spunta da un lato dell' inquadratura il Dottor Negrus, occhi a palla, calvo, negro. E altri difetti.

Negrus: C'è scritto là sopra che è tedesco, MengelHaus. Tedesco-Americano. E' anche ebreo.
MengelHaus: Ehi, ma tu sei negro. Perché non vi sposate?
Negrus: La tua diagnosi?
MengelHaus: Sarcoma alla sceneggiatura.
Negrus: non te le caverai così.
MengelHaus: ...
Negrus: Ti pare il momento di leccare una patata?
MengelHaus: Io almeno non sono negro.

MengelHaus va a visitare il paziente insieme a Chatterton (ancora provato dall' accelerazione anale) e Negrus (che si strofina misteriosamente una pietra pomice sul corpo), cosa che non fa mai perché teme che il paziente esista veramente. E stavolta i suoi più loschi timori si squadernano quando vede disteso su una brandina il signor Goldburg. Repente, estrae dalla tasca una saponetta e gliela fa passare davanti agli occhi.

MengelHaus: Non ha reazioni. Non riconosce neanche i membri della sua famiglia. E' in coma.
Goldburg: Non sono in coma. La sento. E quella è una saponetta.
MengelHaus: Questo si che è interessante: Chatterton, cosa spiega il Coma, l' incapacità di riconoscere sua zia solo perché è sbriciolata dentro un antisettico, e il fatto di rimanere sveglio nonostante sia in coma?
Chatterton: Forse è gay.
MengelHaus: No, avrebbe una fascetta rosa intorno al braccio. Dov'è la moglie?
Negrus: Là sotto.
MengelHaus: Dove?
Chatterton: Davanti alla tua patta.
MengelHaus: Diavolo. Non mentivano sulle ebree.
Isadorabile: Come si (ahm) phrmhtth?
MengelHaus: C' è una spiegazione semplice. Quest' uomo ha la merda.
Chatterton: Prego?
MengelHaus: E' ebreo. E' stupido. E' cornuto. E' inferiore. Tiene la testa attaccata allo sportello del freezer. La merda spiega tutto. Ha il cervello pieno di merda. Catetere tetrasillabico (ce ne sono di altri tipi?) e 200 cc di monoscorreggellosina.
Negrus: Negativo. A casa sua non abbiamo trovato neanche un libro di Baricco.
MengelHaus: Andate a guardare sotto il terzo geranio a sinistra, vicino al barattolo di pesticidi tossici e poco a destra di quella massa di merda di topo infestata di leptospirosi.

I due medici si precipitano a casa di Goldburg e trovano esattamente quello che MengelHaus aveva detto, con l' aggiunta di un criceto di dodici chili che sta leggendo il catalogo dei Lego. Prelevano campioni, sigillano, fanno del sesso orale tra di loro e tornano all' ospedale.

MengelHaus: Avete fatto sesso, eh?
Chatterton: Come fai a saperlo? E come facevi a sapere del libro di Baricco sotto il geranio in balcone?
MengelHaus: Chi non ha fatto sesso non può avere la faccia ricoperta di sperma. E chi si scopa le mogli degli altri ogni tanto esce a fumarsi una sigaretta sul balcone.
Chatterton: Non hai previsto un criceto di dodici chili che legge il catalogo delle Lego.
MengelHaus: Parli di Edoardo? Ti sei chiesto chi è che ti ha rubato il TUO (eheh) catalogo delle Lego il mese scorso? Edoardo è un fan. Tu te ne puoi comprare un altro.
Negrus: (tra sé e sé) Non gli si può nascondere un cazzo.
MengelHaus: Neanche a te, vedo. Ti ho sentito.
Chatterton: Pensiamo al paziente. Credo che una prolungata esposizione a pesticidi, cacca di ratto e Alessandro Baricco possa aver procurato un' infezione cerebrale. E tu sei un pezzo di merda. Il mio catalogo delle Lego. Era firmato.
Negrus: E da chi?
Chatterton: Da me.
MengelHaus: Un' infezione al cervello però spiega come tu riesca a deglutire molti cc di sperma (cosa ammirevole per un celenterato) senza, nonostante ciò, imparare a formulare ipotesi mediche ragionate. La diagnosi è inequivocabile: cancro alla sceneggiatura e merda nel cervello. Asportategli la merda dal cervello, poi anche il cervello e una gamba.
Negrus: ...
Chatterton: ...
MengelHaus: Allora? Il paziente muore!
Negrus: Perché la gamba?
MengelHaus: Ho finito il sapone.

lunedì 28 luglio 2008

WE WERE SOLDIERS

Iraq. Dintorni di Bassora (o Basra) (o Bsra) (o Bsr) (o Bs) (o B) (o) ().
Due marine americani, Terry Meltinpot e Julius Forever, stanno attendendo istruzioni dietro a un cammello. Il sole è allo zenith, la temperatura è di 43 gradi Celsius, il cielo è sereno in maniera quasi volgare, il vento urla alcuni bridge di John Zorn. I due stanno masticando la loro razione K di topo compatto. Sono a rischio attentato, ovviamente. Sono inoltre sotto il tiro incrociato di due distinti gruppi di Sciiti Baathisti.

Terry: Julius, siamo sotto tiro di due distinti gruppi di Sciiti Baathisti...
Julius: Lo so, Terry. So leggere anch' io. Mangia il tuo topo, Terry. Se gli fai prendere aria, perde tutta la compattezza.
T (mangia): ...
J (mangia): ...
T : ...
J : ...E poi il secondo gruppo non è di Sciiti Baathisti
T : No?
J : No. Credo che siano Waabiti.
T : Perché?
J : Quello con la barba a triangolo ha un adesivo giallo sul petto con scritto "Waabita".
T : Wow, Julius, che vista!
J : Non è la vista. Ero a cena con lui da Ahmed giovedì scorso.
T: ...
J : Giovedì scorso stava coi Sunniti. Non fare quella faccia.
T : Ma... e quindi? A chi dobbiamo sparare?
J : Al bambino.
T : C' è un bambino con loro?
J : O è un bambino, o le milizie hanno iniziato a reclutare nei circhi.
Radio (Gvvvzzzzh): Foxtrot 6 a Tango2, mi ricevi, passo?
J : Qui Tango2. Non essere così didascalico, Jeff.
Radio : Cazzo vuoi, Julius, c' è il colonnello che fa avanti e indietro.
J : Siamo sotto tiro fisso di due unità. Hanno con loro un mortaio. E un bambino.
Radio : Beh, sparagli.
J : Lo so. Ma aspettavo conferma da Echo7.
Radio: Julius, Echo7 è al campo da due ore con Delta2 e Hotel9. E lo sai. Alfa5 e India3 li hanno raggiunti da poco e sono già sopra di 1200 dollari. I bastardi hanno preso tre volte scala reale colore e poi (eh-ehm) Tango2, gli ordini sono di rimanere in posizione. Visualizza l' unità debole e fai fuoco appena possibile.
J : Ahahahahaha!
Radio : Porca troia, Julius, non fare così. Mi fai mandare a lavare di nuovo i cessi.
J : Scusa, Jeff. Okay, ora faccio fuoco.
Radio : Te lo do 4 a 1 e metto su 20 dollari.
J : Figlio di puttana!
Radio : I ragazzi qui hanno messo 200.
J : Merde! Ora vediamo.

(Julius si mette in posizione mentre Terry lo guarda ammirato. Terry prende un cespo di lattuga intero e inizia a mangiarlo a grandi bocconi. Terry fa fuoco. La più piccola delle teste nemiche, nascoste dietro una massa rocciosa poco distante, esplode).

J : Ah-ah! Pezzi di merda! Mi avete regalato un bel gruzzo...

(Espolosione. Il cammello salta in aria. I due soldati vengono sbalzati dietro un terrapieno. Sono entrambi gravemente feriti. Terry ha ancora in bocca la lattuga).

J : Terry, cristo, ci sei? Ci sei?
T : Ci sono, ci sono. Mi fai un favore?
J : Dì pure.
T : Mi raccogli il ginocchio?
J : ...
T : E' lì, a fianco al tuo stivale.
J : Ah si, l' ho visto. E' qui accanto alla mia spalla. Pensavo fosse la tua prostata.
T : Ah. Ah. Ah.
J : Dai. Non te la prendere. E io che dovrei dire? Mi sto guardando l' orecchio.
T : E come sta?
J : ...
T : ...
J : Terry, mangia la tua lattuga.
T : Si, Julius. Ma mi fa un po' schifo. E' pieno di pezzi di cammello. Non voglio certo mancare di rispetto ai cammelli, ma non mi va di mangiarne uno crudo. Senti una cosa... stiamo morendo, vero?
J : Si. A meno che avere arti mancanti, organi lesionati ed emorragie interne ed esterne non possa essere considerato un malessere passeggero.
T : Ma Julius! Non può essere...mio dio... Eri sopra di 220!
J : Lo so. May I be damned se non lo so. Dì a mia moglie di riscuotere.
T : Julius, anch' io sto morendo. Mi prendi per il culo?
J : Si.
T : ...
J : ...
T : Julius, ma perché hai sparato proprio al bambino?
J : Terry...
T : Si?
J : Mangia la tua lattuga.

ACHTUNG, BABIES

Buooooooongiorno a tutti, folks!
Oggi è un giorno speciale! Il nostro radiogiornale compie 4 minuti! Yeeeeahh!
(jingle: suono di monete che ricorda "aria sulla IV corda" di Johann Sebastian Bach)
Qui Stephen Montalbano, il vostro speak-speak-speakerrrr! Apriamo innanzitutto salutando tutti i nostri radioascoltatori, anche quelli di razza inferiore come i bidelli. Non che ci sia niente di male a fare i bidelli. Mamma mi ha imparato che sono persone come tutti noialtri. Faboulousus! Che mamma! e dovreste vederla su Youtube! Cosa non sa fare quella donna! Amici ascoltatori! Guardate là! Ahahahahahaha. Vi siete girati!
Ed ora il nostrograndissimo corrispondente John Upyerass, direttamente dall----DITELO VOI.....DAI! Afghanistan! Yeeeeeeeeaaahhh! A te la linea, John!

Salve a tutti, qui John Upyerass, dalle colline intorno a Kandahar, credo. Qui la temperatura varia tra i 49 e i 50 gradi e non so mai cosa mettermi.

Yoo!, John. Ma i tuoi sforzi ci fanni sentire migliori!

Si...senti...non è che mi mandate qualcuno? Ho finito il latte di capra e questo coso tipo sherpa continua ad ammalarsi di dissenteria e io ho finito le buste di plastica.

Yes, John, vedremo che può fare per te il Network! Cosa ci dici di bello?

Beh, oggi 28 luglio 2008 la NATO ha ammazzato due bambini che viaggiavano a bordo di un auto la quale, secondo le autorità militari, non si è fermata a un posto di blocco. Il padre è rimasto solo ferito, e quindi non è che sia proprio contentissimo.

Ahahahahahahahaha! Sei una sagoma, John!

...

Yeeaaaahh! Ma che t' inventi! Si sarebbe saputo, no? Ahahahaha

...beh, io la notizia l' ho mandata, ma l' hanno messa solo su internet nella sezione "Vabbé..."

YEeeeessss...Sono successe cose importanti oggi, John! Che ce la meni a fare con questi bambini? Ora sono in cielo! Hallelujah! Yeeee!

...

Yeh!

...e per il mio latte di capra?

Ed ora linea a Bridget Titfuck! Ci sei Bridget?

Si, Stephen, qui è terribile, sconvolgente! Tutti sono stupiti! E' l' evento della settimana!

Yaaaaa-huuuuu! Che succede, Bridget?

Qui a Detroit un Panda ha invaso la corsia d' emergenza sulla 42esima, è stato abbattuto da alcuni uomini vestiti da pulcinella con un bazooka, i quali hanno poi messo in scena un recital sulla penuria di cotton fioc!

Yeeeeeaaaahhh! Questa si che è una notizia! Insegnati un po' di journalism, John/John!

Si, e per di più Nicole Kidman è intervenuta nel dibattito facendosi colare un Liuk steccalecca nella scollatura!

Woooooowww!

Il candidato alla presidenza Barack Obama, invece, persiste nell' essere negro.

Grazie, Bridget! E ora linea alla Pubblicità:

(settimanale del 1912)

sabato 26 luglio 2008

UNFREQUENTLY ASKED QUESTION N° I

Perché sto scrivendo tutti questi post uno dietro l' altro e per un sacco di tempo non ne ho scritto quasi nessuno? Boh. Forse sono depresso. E per di più rischio che i miei lettori (voi, intendo, e non fate quella faccia da pannocchia) non vedano i precedenti post, magari più belli di questo. Ecco, non me ne frega un cazzo. Devo fare un servizio, io. E ho deciso che questo servizio si comporrà ora di una nuova tag e di una nuova sezione dedicata a rispondere a domande che vengono poste di rado perché imbarazzanti, fuorvianti, deprimenti, cattive oppure semplicemente illogiche. So anche che è un espediente talmente ritrito che fa vergogna. Ma non a me. Mi dispiace per voi. Pannocchie di merda. Ma passiamo alla prima domanda. Per festeggiare la prima domanda, ne metterò una vera che mi fu posta da un amica in macchina durante un viaggio in Sicilia (scherzo: saranno tutte vere):

"Ma quel buchetto che i maschi hanno sul cazzo, comunica con qualcosa oppure è chiuso?"

Mi ricordo che la guardai molto a lungo. Era fidanzata da 5 anni e aveva una vita sessuale regolare. Le risposi forse un po' sgarbatamente, chiedendole se il buchetto che aveva nel cranio (quello con intorno i denti) comunicasse realmente con qualcosa. Ma voglio in realtà rispondere a tutte le ragazze inesperte che sono tentate di fare questa domanda ma si vergognano: E' chiuso.
Si. Il buchetto che abbiamo sul cazzo serve agli urologi per vedere meglio Sex And the City proiettato sulla nostra laringe. Lo sperma, invece, fuoriesce dal frenulo, materializzandosi quindi sulla punta del cazzo tramite una ghiandola chiamata "ghiandola".

"Hai mai visto un coniglio che si scopa un ratto?"

Si, ma il ratto non era consenziente. E io che pensavo fossero pavidi. Che figli di puttana.

"Hai mai pensato a Dio come a uno zio che sa cucinare benissimo le crepes suzettes?"

E' l' unico modo in cui ci riesco.

"Ma perché alcuni di voi maschi non riescono ha scopare subito dopo che hanno cacato?"

Non saprei, anche se sono tra di loro. Penso sia qualcosa che ha a che fare con la pressione della massa fecale sulla prostata, che manda al cervello una sensazione tipo: "Brrrr....wow...sono a posto!" che dura per una mezz' oretta. Altrimenti devo ritenere che, secondo alcuni studi che ho commissionato a me stesso, la massa fecale in realtà, essendo notoriamente stronza, insulti la mia prostata proprio quando si trova a passare da quelle parti. Ecco il dialogo:

Massa Fecale (aka stronzo): Guarda guarda.
Prostata (girandosi dall' altra parte): mmmhhh...ancora questa....
MF: Ti posso dare una frugatina?
P: Meglio morta.
MF: Tanto lo faccio lo stesso. Come ti ribelli? Sei statica (ahahah...pro-statica...ahaha) Tu non percorri. Io si.
P: Sei una cosa oscena.
MF: Tu invece sei un giglio. Si si.
P: Vattene via.
MF: Ci rivedremo presto! AHAHAHAHAHA...(sproff....)

Nessuno avrebbe voglia di fare sesso dopo un' umiliazione così.

"Come si fa a provocare a un uomo un' orgasmo con uno sguardo?"

a)Così, brutta stronza. I pantaloni nuovi. Mannaggia la madonna.

b)Devi acquisire una tecnica di meditazione miang-chu, detta dello "sguardo prensile". Trasferisci tutta l' anima e il karma nei tuoi occhi, poi respiri. Respiri, respiri, respiri. Inizi a sentire il flusso dello sguardo. Ne senti l' energia. I fotoni si intrecciano e ballano sino a farsi materici, li senti rompere la legge di Ohm e i concetti base della fisica, li lasci andare verso lo spazio siderale, liberi il tuo corpo astrale e diventi un tutt' uno col cielo stellato.
Poi torni, apri gli occhi e, senza svegliare l' uomo che hai portato a casa tua e che nel frattempo si è addormentato sulla sedia del salotto, gli fai una sega. Sveglialo e guardalo intensamente.
Dopo pochi minuti lui si chiederà: Come cazzo ha fatto? Unica risposta che avrà a disposizione: gli occhi. Voilà.
Ovviamente con me non funziona. Lo so, come avete fatto. Vigliacche.

Alla prossima. INVIATE PURE TUTTE LE VOSTRE DOMANDE A:

Me.

LE MILLE BOLLE BLU - Post Triste

Dio è in ferie. Probabilmente a Posillipo. Inutile quindi aspettarsi interventi da parte sua, giacché non ne ha mai fatto alcuno. Infatti Dio risulta in ferie quasi da quando è stato inventato. Bisogna innanzitutto esplicitare di QUALE Dio stiamo parlando. Potrebbe essere ZenGron14%, oppure Tezcatlipoca. E invece no. Intendo quello ritenuto l' editore capo di quei due pesanti tomi di etica/mistica patriarcale ebraica, la Bibbia. Perché parlo di lui? Perché in questo paese, coloro che si dicono Cristiani, è a lui che pensano. E' a lui che si rivolgono. Magari qualcuno pensa a Tezcatlipoca, ma solo perché male informato, schizofrenico o perché conduce il Tgcom. E particolarmente credenti e invocatori risultano i cittadini della Campania. Persino i mafiosi spesso pregano San Gennaro affinché l' omicidio riesca bene o la polizia brancoli nel buio il più a lungo possibile. Dopotutto loro fanno "O mestiere" e devono campare la famiglia. Perché non chiedere aiuto ai santi? Perché non fare appello al Garante per eccellenza? Tanto, basta che alla fine ti penti:

"Oh signore, perdone a Gennarino tuo! Mi dispiace assai ch'agg' sforacchiato 28 cristiani, ma la vita è difficile, lo sai? Quante avemmarìe agg' a dicere? Scommett' 28, vero? Grazie del perdono, signore. Senza di te me sentivo proprio nu strunz'".

Oh, come vengo mosso a pietà. O, come la mollezza mi pervade nell' osservare lo sconforto di questa popolazione così amorevole, così ospitale, così disponibile, così colorata, così brava a cucinare pizza, e tuttavia infiltrata da alcune mele marce e di spazzatura cattiva, opera del Diavolo. Che peccato per questa città, una delle più belle del mondo (mamma mia che stronzata. Quasi non riesco a scriverla manco per scherzo).
Come non entrare subito in empatia con questa gente? Come? Così, per esempio:

Questi piedi sotto gli asciugamani sono di due bambine Rom. Ora, non voglio fare la verginella di sinistra. I Rom possono essere una rottura di coglioni se li incontrate in una strada buia con un portatile sotto il braccio. Ma anche voi se girate per strade buie con un portatile sotto il braccio proprio dei genietti non siete. Il fatto è che il tema non è il furto.
Ma vorrei lasciar parlare l' articolo del Messaggero, così -come fanno i napoletani- "aggio a faticà nu pocorillo meno":

ROMA (20 luglio) - «Preoccupazione» e «indignazione». Non ci sono altre parole per descrivere la sciagura delle due bimbe rom che ieri sono annegate a Torregaveta, vicino a Pozzuoli, i cui cadaveri sono rimasti per ore in spiaggia tra l'indifferenza dei bagnanti [...]
Per Violetta e Cristina Ebrehmovich, 12 e 11 anni, non c'è stato nulla da fare nonostante il tentativo di salvataggio di due bagnini dei vicini stabilimenti privati [...]
Intanto sulla spiaggia un centinaio di bagnanti continuano a prendere il sole, come se nulla fosse successo. Come se quei due cadaveri rimasti per ore a terra, coperti con teli da mare, fosserso invisibili. LINK ALL' ARTICOLO

Affogate tra mille bolle blu, yu-hu, yu-hu.
Particolare alquanto interessante di questa finta nazione, che nazione non lo è mai stata in nessun senso, è che NESSUN TELEGIORNALE, e NEANCHE l' ANSA stessa ha dato il minimo spazio a questa notizia. Due minorenni annegati. Fossero stati di Varese, ci avrebbero rotto i coglioni per due settimane. E invece no, perché il clima politico è teso sull' argomento, e non bisogna disturbare il conducente.

Lì dietro, nella foto, ci sono Ciro e Teresa. Li vedete, no?

Ciro: Ah, i cche bellezz'. Ci stanno due zincare schiattamuorte. Ci putimm' fa l' ammore che
tant' nun dicono niente, ce lo chiavamm' 'nt' o culo...
Teresa: Ciro, quant' si volgare... Chelle so zuzzuse...mammia, se le tocchi non ti tocco chiù je pe
na sett'mana!
Ciro: Teresa, quant' si' stronza... nuje tenimm' l' acqua pe ce lavà, nun simm' nuje i zincari! E poi e' minurenn' song' accussì strette! E co'o' Rigor Mortis, ancora cchiù strett'! 'Na bellezz'!
Teresa: Fetus' ch' si! E poi cheste doje zoccolett' accummencian' a fetà...
Ciro: C' avimm' a sbrigà... magari tengono loro 'o braccialett' arruobbat' a Zi Vicenzino...
Teresa: Ma qual', quell' che Zi Vicenzino ha arruobbato a Franca, che l' aveva 'nculat' a Tonino che l' aveva levato al cadavere schiattamuorto della mamma?
Ciro: Chillo bracciale lì.
Teresa: Ciro, ma si' propri' nu fess'. Chillo bracciale lo tengo io dentro alla zuccheriera!
Ciro: Ahahahah!
Teresa: Ahahahah! Facimm'ce na bella pizza! Aahahahah
Ciro: Ahahahah! Ten' pur' o' mandolino? Ahahah! Ci sonamm' o "Requiém", a 'ste zoccolett'! Ahahahahaha!...Poi però 'o braccialett'...si, inzomma,... simm' marito e moje, no? Dividemm'...
Teresa: Manco si'mmori! Ahahahah!
Ciro: Ahahahaha!

Siamo tutti figli di Dio. Oh, sì. Ai cattolici come questi (ma non solo, anche ai laici con lo stesso problema, cioè essere creature interiormente deformi): perché non fate una preghierina? Giacché la morte vi gasa, specie se non è la vostra, fate almeno questo favore.
Chiedete a Dio di iniziare il conto alla rovescia. Dove Bertolaso ha fallito, lui riuscirà. Tifate insieme a lui. Lui lo può stappare in un attimo:
Forza, Vesuvio.