sabato 18 ottobre 2008

IL DITO PIU' LUNGO DELLA MIA MANO & IL FOSFORO DI GUARDIA

Alla fine il ridicolo è esploso con ineffabile splendore. Come un sorriso sulla faccia di Pinochet. Questo mostro N-cefalo si è rivelato per quello che era e che tutti sapevamo benissimo essere: un giochetto infantile, neanche troppo raffinato, concepito sul brevissimo termine, coltivato da imbecilli e sostenuto in chiave di potere transnazionale da N non-imbecilli, ma semplicemente infami. Potrei anche ammettere che sto parlando delle Olimpiadi. O delle Corporation. O della Recessione mondiale. O dei programmi Endemol.
Vero. Ma incompleto.
Sto parlando di tutto. Tutto il copione che ci è stato e continua ad esserci propinato, con sceneggiatori svogliati e trame in replica. Tutto l' indotto fisico e metafisico di questo secolo lo ritroviamo in forma canonica nella nostra vita quotidiana. E' un po' come non esistere realmente. Questo stesso blog, buono o cattivo che sia, ne è un prodotto al consumo. Cercare di intravvedere i punti luce, se prima poteva essere considerato un esercizio, una tensione mentale, ora è talmente laborioso da essere diventato un mestiere. Mestiere ovviamente poco praticato e poco ricercato, in quanto non retribuito e socialmente distruttivo. Aureola di santità a chi ci ha insegnato la menzogna come struttura che replica la natura. Mi rivolgo alla religioni patriarcali, a Maurizio Costanzo, Giuliano Ferrara, a mio nonno e un po' a tutti quanti. I nomi servono a indicizzare (ciao, polizia postale).
Jorg Haider è morto. Probabilmente ammazzato, visto che la pista dell' incidente d' auto fa più acqua di quella di Lady D. Chiaramente non ne uscirà nulla. Perché ammazzare un "minore"? Forse perché essendo un Hitleriano voleva tagliare i testicoli a tutti gli speculatori di mercato che non fossero la banca centrale nazionale? In effetti questo era uno dei suoi punti in programma.
Un mio amico di famiglia, pianista, rischiò di avere danni alle mani per delle percosse ricevute dai reparti antisommossa alla manifestazione contro Haider che veniva ad incontrare il Papa. Ricordate (Wojtyla, ovviamente)?

Lo stesso "papa buono" che -da capo di stato- andò a incontrare Pinochet nell' 88.

La cosa bella della storia recente, di questo mondo fintamente multipolare (per ora), è che tutte le storie sono connesse, e sembrano avere un senso solo per Christian De Sica, che ritrova lo spirito rigeneratore umano in una salvifica scorreggia. Si, perché la gente ha bisogno di ridere. D' altra parte, è per questo che esistono le convention di CL, no? O è per spartirsi l' indotto che si genera tra la sanità pubblica e privata in Lombardia? Entrambi.
Novità: recessione mondiale, messa in latino, ridimensionamento del ruolo degli USA nella geopolitica, niente dichiarazioni dal gruppo Bilderberg, Londra torna ad essere l' asse portante della finanza mondiale (SVEGLIA! Lo è sempre rimasta! Con chi altri li ha fatti i debiti l' America dopo l' indipendenza, secondo voi?), Italia colonia che arranca per aver fatto per troppo tempo da avamposto e da "nazione provetta", troppa gente, troppo povera, troppo stupida.
Ah, e l' università. Ma sì, protestiamo ancora! "NON LA PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!", recitano gli slogan studenteschi. Invece sì. La pagheremo noi. Prova a tirare fuori un fronte di lotta vera (che tanto in Italia non attacca più) e vedi come reagisce l' establishment. La pagheremo tutti quanti, interessati e disinteressati.
La cosa forse più angosciosa è questa:
Ma perché, perché, perché, perché, perché questa razza ama così tanto prendersi per il culo da sola?
Mi sembra di sentirli.
Non temete. Siete il cuore dell' Occidente. Per voi è già tutto preparato.
Un ricordo ad un grande poeta per concludere questa mia piccola osservazione:

"Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.

Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa
della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.

Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?"

Fabrizio De André, "Sogno numero Due", tratto da "Storia di un impiegato", 1973-74

10 commenti:

Maggie C. ha detto...

Buonasera mio signore, sono stata percorsa da brividi mentre leggevo la parte finale.
Avrei bisogno dell'unguento speciale per volare sopra questa stupidità
sopra lo stregone bianco santosubito
sopra le piazze con le bandiere rosse e la gente che guarda e scuote la testa
sopra i campi nomadi che invaderanno l'europa almeno con il mio auspicio
sopra quelloconlabandanacapodelgovernoitalianonotoanchecomeElMariachi
sopra santoro e ballarò
sopra i call center dell'Atesia
sopra un bel mucchio di cose
e volerei fino alla festa in vostro onore mio del mio maestro

Maggie C. ha detto...

ops qualche errore di battitura e poi
quelloconlabandanacapodelgoverno
anchenoto come ElMariachi

Woland ha detto...

Azazello non sarà qui per noi, regina. Mi sa che ce la dovremo cavare noi. Ma ho una speranza. L' ho scritto in fondo alla mia tesi di laurea tra i ringraziamenti: " e ringrazio Woland: grazie di tutto, Messere. Mi inviti al ballo qualche volta".
Magari, camminando lungo lo stagno, un giorno, al tramonto, mi imbatterò in uomo con gli occhi dai colori diversi...
E per Jagoda e Caifa sarà finita.

Maggie C. ha detto...

mi è capitato di cercare una definizione di anarchia,
anche superando i confini di una posizione politica, ma non mi è sembrato di avere molta fortuna.
invece con De André il fatto che mi dico anarchica mi sembra avere più senso.

AntonioBruno ha detto...

(ciao, polizia postale)se solo riuscissi a trasformare l'odio per le cose in amore...diverrei cristo in terra.

Woland ha detto...

Una definizione di anarchia (univoca)non esiste. E quello che dici su De André è quello che pensavo a 14 anni, e non ho mai smesso di pensarlo. (Tra parentesi, sposarti a questo punto sarebbe un' idea conseguenziale).In quest' ottica, l' anarchia è una condizione umana di convivenza che non si basi sulla sopraffazione. Di conseguenza, una condizione al di sopra del concetto di potere (anà + arché). Essendo questa condizione presente sulla terra allo 0,001%, e presente a livello di norma condivisa allo 0%, è detta "utopia" (non-luogo). Ma utopia non è anche ucronìa. Il che vuol dire: questa condizione umana non ha luogo in questo tempo, ma nessuno proibisce che abbia luogo in altro tempo.
Mi piace restituire alle parole il loro significato.
Nessuno usa più "anarchia" né "utopia" nei loro significati originali ed estesi.

Maggie C. ha detto...

a 14 anni non conscevo affatto De André, non leggevo, ascoltavo solo musica a tutto volume e calciavo lattine e se andava bene gita in campagna a fumare sigarette di nascosto e dare calci alle pecore!!!
ero già anarchica?

Maggie C. ha detto...

a 14 anni non conscevo affatto De André, non leggevo, ascoltavo solo musica a tutto volume e calciavo lattine e se andava bene gita in campagna a fumare sigarette di nascosto e dare calci alle pecore!!!
ero già anarchica?

Woland ha detto...

No, non proprio. Piu' che altro eri entropista.
Direi che semplicemente ti rodeva il culo.
Ma è sempre stato un ottimo punto di partenza.

Maggie C. ha detto...

mi viene da aggiungere che mi sono sempre piaciuti i punti di partenza, più degli arrivi.
mai arrivata da nessuna parte, e anyway mai stata meglio all'arrivo di come stavo alla partenza.
in effetti a guardarmi dall'alto si vede che non sono mai partita, gli altri si però.