domenica 5 luglio 2009

QUALCOSA SI MUOVE. SI. ED E' UNA CAPPELLA. ED E' NEL TUO CULO.

Oggi Alessandro Gilioli, promotore dell' iniziativa di cui al post sottostante, ha postato ciò:

QUALCOSA SI MUOVE:
"E’ in corso un encomiabile tentativo di mediazione per svuotare di fatto il decreto Alfano dai contenuti anti blog attraverso un ordine del giorno interpretativo, opera del parlamentare del Pdl Antonio Palmieri. [...] Ovviamente la protesta on line va avanti fino a obiettivo raggiunto: a rimettere i remi in barca si fa sempre in tempo. E speriamo tutti di poterlo fare prestissimo."

Tutti chi? Tutti i tuoi parenti in sala da pranzo? Io ho sempre ritenuto che il plurale maiestatis fosse un po' una trappola. D' altronde, lo usano spesso serial killer con costumi da Bugs Bunny che uccidono neonati a martellate dopo averli sodomizzati dentro un pentacolo. Non che Alessandro Gilioli abbia questi hobby, per carità. Altrimenti poi dovrei rettificarlo ("rettificare": non sembra troppo somigliante a una colonscopìa, come attività?).

La parte meno grave, paradossalmente, è la pletora di "cacce al simbolo" e ai "padri ideologici". Gente che probabilmente non ha mai visto Life of Brian, o ha pensato che fosse un documentario.

Purtroppo, quando si prende parte a un' iniziativa di massa, bisogna sopportare anche tutta questa gente che con ghigno ebete se ne salta fuori con cose tipo: "Uau, sì, perché non ci mettiamo tutti dei fazzoletti bianchi a chiuderci la bocca? E andiamo in giro nei centri delle città? Yay!"

...

Bravo. Comincia subito.

(Però poi smettila di giocare col tuo pistolino, lucida la tua tessera dell' Azione Cattolica e vai a letto presto, che domani si va Fregene con la nonna).

Io, sul blog di Gilioli, ho risposto più o meno questo:

Il decreto, per quanto mi riguarda, è solo una coincidenza che poteva (e potrebbe) essere sfruttata per verificare l’ impatto di un coordinamento di blogger in una “civil issue”.

Il mio punto di partenza è l’ intolleranza verso I governI italiani, questo in particolare -ma possiamo andare molto a ritroso, almeno fino al 1864; il loro viscido servilismo coloniale e interno, la loro corruttibilità e la loro esigenza di mortificare il pubblico e il sociale. La mia intolleranza è più generale e più profonda.

Non voglio che Alfano legiferi alcunché. Questo è il mio punto di vista, molto stringato. Ho deciso di partecipare a quest’ iniziativa perché ritengo il ddl intercettazioni/sicurezza come solo L’ ENNESIMO schiaffo arrogante a una popolazione debole e mentalmente debilitata, e per quanto io la possa disprezzare in quanto massa bovina, è sempre gente che viene derubata e presa per il culo da quando è nata.

E’ già sufficiente IL TENTATIVO VERMINOSO, per incazzarsi. E poi, non toccherebbe i blogger, quindi giù la testa? PRONTO? C’ E’ NESSUNO IN CASA? Avrete preso la polmonite Nimby? Adottiamo lo stesso comportamento dei dirigenti RAI? Voi fate un po’ come cazzo vi pare. Io il 14 luglio posto contro Alfano lo stesso.

(Me lo aspettavo [ultime dieci righe di questo post]: appena arrivano le bricioline, “remi in barca” e temperamento lobbyistico e corporativo. Emendamentino per esentare i blog sventolato da questo tizio ed ecco che magicamente l' atmosfera si rasserena. Disgustoso. Non sono certo per rifiutare i benefici della “contrattazione”, ma il punto non è quello. Il punto è l’ orientamento che bisogna assumere per favorire una società autonoma -uso autonoma nel senso sociologico, come opposto di “eteronoma”, il modello per cui ci si fa dettare le determinazioni sociali e individuali da entità/poteri esterni [sia Dio sia Nazione sia Scienza sia quel che sia]. Se alla base di un ragionamento o di una critica sociale non c’è questo sforzo di base, base per la quale la conquista di un emendamento correttivo rappresenta meno che una sineddoche, non mi interessate.

sabato 4 luglio 2009

DIRITTO A CHE ALFANO MI LASCI I COGLIONI

Si fa un gran parlare di libertà d' informazione. Si fa anche un gran parlare dell' ultimo I-Phone. Si fa un gran parlare perfino di uno spugnoso mostro delle fogne in America. "Si fa un gran parlare": significa che la gente non parla davvero, ma che un argomento monta in maniera reticolare.

Wow. Entusiasmante come un paio di calzini vecchi di Jaap Stam. Però:

Il tema è questo: Alessandro Gilioli ha lanciato, insieme a Enzo Di Frenna e Guido Scorza, una giornata nazionale di "sciopero" dei blogger italiani contro il decreto Alfano sulla sicurezza in rete. Io sono allergico alle adunate di popolo e alle proteste di massa; e sarebbe da ingenui, io credo, non ravvisare il fatto che ci sono poche entità collettive più stupide e spaventose della "massa". La massa seguirebbe una lucina colorata anche giù da un burrone, girdando "la torta è tutta mia e mi metto i pantaloni al contrario e il cerchietto di Minnie quando cazzo voglio". Sotto quest' aspetto siamo sostanzialmente dei lemming che sanno usare una tastiera Qwerty e che mettono ombrellini sulle bevande colorate.

(Ovviamente non è uno sciopero: uno sciopero dei blog avrebbe meno senso di uno sciopero di dipendenti pubblici basato sul timbrare il cartellino in ritardo, o di uno sciopero dei numismatici. Chi cazzo se ne accorge se i blogger non pubblicano niente per un giorno? Si tratta invece di pubblicare ognuno qualcosa -a suo gusto e giudizio, ma con un minimo di coordinazione- contro il decreto Alfano nel giorno 14 Luglio)

In più, non so quasi nulla di questi signori. Del Gilioli "sociale" qualcosa, dal suo blog, si capisce. Degli altri due boh. Non mi sono neanche scapicollato a interessarmene.

Il mio parere, d' impatto, è molto simile a quello di LiveFast (che se mai diventerà re di qualcosa, passerà probabilmente alla storia come "Livefast I il Disilluso") che potete leggere qui, con tanto di thread di approfondimento.

Ci sono opinioni abbastanza disparate, in merito. Qualcuno dice che in fondo non cambia niente, che è un piagnisteo all' italiana tipico di quella cultura corporativa anticivica che tanto ci ha divertito dal dopoguerra ad oggi e che simpaticamente ci trascina verso il default economico. Non è impossibile. Ma è un argomento di merda.

Quindi mi sento di dover dire il perché ho deciso di partecipare all' iniziativa (mi trovate tra i link in grassetto). Il motivo è più che altro questo, se devo essere sincero:



Angelino Alfano mentre viene ipnotizzato da un fotografo nudo

Che questo curioso malinteso genetico legiferi, beh, mi è francamente insopportabile. E non solo sulla rete. Su qualunque cosa. Dovesse legiferare sulla ristrutturazione del condotto fognario del mio condominio, la situazione sarebbe pressoché identica. Alfano: un ex-democristiano, supposto frequentatore di matrimoni camorristi, scappato dalla gonna materna all' apice di tangentopoli e immediatamente rifugiatosi tra le pelose braccia della neoformata Forza Italia, il cui primo atto di rilievo è stato barricare il suo padrone dietro la cortina del suo "lodo" omonimo (un "lodo", tra l' altro, è una specie di accordo; in questo caso, come ricorderete, non si tratta di un "lodo", ma di un ricatto, in quanto viene approvato "al posto" della blocca-processi, che avrebbe portato comunque l' immunità al premier, ma anche danni più generali e meno contrallabili, tramite il blocco di TUTTI i processi per un anno intero).
Io questo qui non lo voglio neanche a trascrivere le sedute del parlamento dell' Andorra. Altro che leggi e lodos. Questo antropoide deve tornare al suo posto morale e civico, quello di avvocato difensore di imputati di mafia o corruzione in atti pubblici. Giacché non possiamo mandarlo ad Antigua con una valigia di cartone e 50 euro in schede telefoniche, almeno tenetelo lontano da Montecitorio. Perdio.

Le leggi sull' informazione ci sono già: questo è l' unico punto che mi interessa. Se qualcuno aggiunge una legge restrittiva (anche fosse di pochissimo), quello che si prefigura è un ricatto. Facilitiamo le cause, le denunce e le richieste di rettifica, così i social network ci penseranno più e più volte prima di inalberarsi. Avranno un po' più di timore reverenziale. E' questo che non sopporto. Questo viscido, rettiliano e continuativo sbocconcellare i diritti e la pazienza delle persone. Non ho mai avuto terrore reverenziale di una scimmia (forse di un gorilla, non di una scimmia). Non vedo perché cominciare adesso.

Ecco perché aderisco. In più c' è la curiosità di vedere come si evolve la prima iniziativa politica e collettiva della blogosfera in Italia. Ma come ho scritto su Sviluppina: Fermo restando, lo dico anche ai promotori dell’ iniziativa, che se poi, nel tempo, diventa una cosa tipo “YEAH! i blogger si sono uniti, ora pretendiamo leggi, stipendi, tutele, sindacato ecc.” vi mando affanculo con la velocità di Rocketeer e i post inizio a metterli ogni quattoridici del mese CONTRO le vostre -eventuali- teste di cazzo.

In un prossimo post, comunque, analizzerò quanto fanno schifo i loghi fin qui ideati per quest' iniziativa. Sembrano fatti dai fan di Beppegrillo del cazzo. Mi sa che mi sto già pentendo. Bleurgh.

Comunque, il sito che raccoglie l' iniziativa è DirittoAllaRete.Ning.com, e questa è la mia ridicola e mediocre pagina personale sul suddetto portale.

mercoledì 1 luglio 2009

E' ESATTAMENTE QUELLO CHE HO SCRITTO IO

P.S. : Non è un fake. 67 voti. E a 41 voti, stesse elezioni, stesso partito, chi c’è? Ovvio: (Marco) Bocchino. A questo punto Orwell e Freud possono anche fare un 69 mentre gli vengo sulle schiene.

P.P.S. : Keywords: Area cattolica, impegnato nello sport, Sborra. Non so, in fondo ci vedo un filo logico. Non bisogna neanche aggiungere le congiunzioni. Sembra più che altro un’ ANSA.

domenica 28 giugno 2009

RITIRATA! DOV' E' IL MIO CAVALLO?

Prima che Giovanni Lindo Ferretti si trasformasse in un inquietante ibrido tra San Francesco, Giovanna d' Arco e Hannibal Lecter, egli scrisse in una canzone dei CSI i seguenti versi:

"I vecchi dissero: "ci sarà la guerra"/ E nessuno fece nulla/ Nessuno fece nulla!"

Ora che vecchio lo è davvero, sembra che abbia preferito spedire il suo afflato spirituale nel quinto mondo dell' eterno ritorno ultralterreno, quello dove l' escatologica e la gnosi permettono di vedere Dio sottoforma di un cavallo fumante di sudore al sole di una tersa e immortale alba.

Alcuni chiamano questo processo illuminazione, altri Alzheimer, altri ancora la chiamano ma vai a fare in culo, va', vecchio cretino. Pur essendo io un praticatore di iconoclastìe, devo ammettere che la mia opinione comprende tutte e tre le variabili (c'è quindi -in ogni modo- una preponderanza della valutazione filosofica "bah...").

Mi immagino un ipotetico dialogo in versi tra il "nuovo" Giovanni Lindo Ferretti e quel cavallo, al termine di una lunga corsa per i campi e le vallate, con Giovanni Lindo nudo che cavalca senza sella come Lady Godiva (questa non me la sono inventata, la dice lui nell' intervista ad Otto e Mezzo con Ferrara, che il Nostro ex-CCCP ringrazia e salamelecca in più occasioni):

GlF: Cavallo, il tuo odore penetrante è l' odore dello spirito fuso, quella nota di carne mancante tra le pieghe della mia vita, che tanto e tanto tempo abiurai per seguire un troppo umano, ancora troppo acerbo salmodiare.

Cavallo: (Prot). Mh. (Anf). Ma porc.

GlF: Niente sembra poter fermare il tuo traspirare, spirito sovrabbondante di umori terreni, oh cavallo.

Cavallo: Mi hai fatto correre senza sella per due ore e mezza. Ora sudo. Strano, no?

GlF: Il tuo essere è divino, cavallo.

Cavallo: L' adulazione non è un sedativo delle ghiandole sudoripare. E poi non sono sudato solo del mio sudore. Sento distintamente la chiazza di sudore che le tue chiappe mi hanno spiritualmente depositato sul garrese.

Glf: La luce di quest' alba spinge lo spirito verso altri lidi, lidi che gli occhi possono solo suggerire.

Cavallo: Non ci provare.

Glf: Orsù, partiamo, oh cavallo. Corri per me, ti prego.

Cavallo: Cristo. Tu non sei più Ferretti. Sei Vecchioni.

Ok, facciamo una cosa: Giovanni Lindo Ferretti non esiste più. Magari non è mai esistito. Magari riusciamo a convincerci che nei dischi dei CCCP e dei CSI cantava Maroccolo. Se riusciamo a convincerci che Pinelli si è buttato dalla finestra della questura da solo...

Però ero partito da una citazione: ci sarà la guerra. Perché sono partito da lì? Beh, i motivi sono principalmente questi due. Uno:



Due:



Il primo grafico, monitorante l' andamento della spesa militare globale negli ultimi anni è a cura del SIPRI [Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma]; il secondo, che riguarda la ripartizione delle spese militari tra le aree di interesse globali limitatamente all' anno 2008, è a cura dell' osservatorio Seeking Alpha.

A parte fare contento Artemisio, questi grafici starebbero a dire, senza mezzi termini, che -non essendoci la possibilità di una guerra fredda come negli anni '50, ci sarà probabilmente una guerra nient' affatto fredda. L' impero statunitense sta collassando, presto potrebbe esserci il default del dollaro. Anzi, alcuni analisti sostengono che il default del dollaro è oramai scontato, e servirebbe nientemeno che Mosé per separare il dollaro dal mare di merda in cui sta affondando.

Quando un colosso di questa portata spende il 48% (QUARANTOTTO!) della quota MONDIALE in armi, beh, in genere questo significa che non pensa di risolvere la questione con la morra.

Nel 2009 le spese sono aumentate ancora, e con un picco che ha pochi precedenti.

Ma siccome i vecchi hanno un po' troppo daffare a far sudare i cavalli (non si uccidono così anche i cavalli?), allora, prima di incorrere in equivoci generazionali, ve lo dicono umilmente i giovani:

Ci sarà la guerra. E nessuno farà nulla.

martedì 23 giugno 2009

IMPRESENZE

Alla svolta di millennio, il tempo è morto. Morta, del tempo, anche la narrazione. Si va verso i flussi, verso la teoria delle compresenze. Non c'è in-presenza, non è necessaria. Adombro qui -al contrario- un' impresenza e una compresenza, un' elenco di fenotipi, parte mostruosamente esistenti in via di immaginazione, altri esistiti che pure dall' immaginazione scivolano in storie troppo sottili per essere ricordate nella follia dei giorni.

Ah----->Non mi sento bene.

Ora vi spiego, ché son confuso anch' io. Il Kabbalista Jehuda Manohel non diceva niente del dopo duemila, forse perché aveva visto nei fondi di caffé che una donna sarebbe morta per aver provato a fare dell' autoerotismo con un martello pneumatico (è successo ieri in America); magari aveva pensato a un condimento troppo speziato delle sue Mezuzah dai risvolti allucinatori. Pur sapeva che una buona Mezuzoth è tale perché non si condisce, va'.
Stesse conclusioni per i Veda, che non avevo allungato l' occhio fino alla quarta età di Regno delle stirpi Indo-Ariane, ritenendole forse troppo propense ad acquistare carte da gioco giapponesi e bambolette di propilene che ruttano e petano se gli schiacci il ventre, tutte disposte nell' atto mimetico di un sorriso sugli scaffali di giganteschi centri commerciali pieni di scritte Tagalog. Il futuro, nelle loro visioni trascendenti, doveva essergli sembrato confuso.
Per non parlare degli alchimisti, dei fratelli astronomi del sole, dei cercatori d' oro della stirpe favolistica dei Rosenkreutz; o i liberi muratori maltesi de La Valletta, ancora a decifrare quelle poche righe lasciate dai cavalieri teutonici non così tanto tempo fa. Costoro, conservatori e nostalgici, non potevano immaginare che gli architetti avrebbero un giorno eretto nient' altro che peni, peni di vetro e acciaio, tanto per star sicuri che qualcosa di eretto durasse più dei templi del passato, che ai loro occhi sarebbe sembrato nient' altro che un' esperimento barzotto.
Quindi ho pensato di elencarvi ciò che questi mistici temevano. Questi fenotipi si sono infine manifestati, e non in demonologia come essi speravano, ma in pusillanime sottorealtà. Per questo i grandi mistici non parlano granché del 2000 . Ne parlano solo i Maya perché si erano intestarditi sull' elettromagnetismo, ma già sapevano che i posteri, con la loro somma intelligenza, avrebbero attribuito il tutto a una razza aliena di colore verde, con magari dei tentacoli e una forte propensione a costruire, chissà perché, delle pistole laser.


Ecco alcune immagini che potreste, forse, vedere oggi. O domani.

1)Un despota senza capelli, con gli occhi tubeoridi, che si sciacqua i testicoli con il latte materno.

2)Delle prostitute che fanno sesso solo per soldi.

3)Ritrattisti che dipingono una foto.

4)Dentisti col sangue nei capelli.

5)Uomini che corrono. Perché? Perché è tardi.

6)Uomini che si fermano, perché non c'è niente da fare.

7)Donne che partoriscono senza dolore.

8)Uomini che lavorano senza sudore.

9)Sacerdoti del linguaggio macchina.

9b)Divinità scritte in Word.

10)Una guerra senza armi, ma con tutti i morti.



Cose che non vedrete più:

1)Il Maestro di Malamocco, seduto su una veranda di Buenos Aires, che si addormenta mentre disegna il solito gabbiano, svogliato obliquo a pochi passi dall' orizzonte.

2)Il cantastorie di Via Pré, che bussa alle porte di un albergo, alle cinque di mattina, e girda: "Tutti giù per il sorteggio". Non c' era nessun sorteggio.

3)L' anarchico dell' Est, rifugiarsi sulle spiaggie del Regno di Sardegna. La gente gli portava il pane, come era usanza con i briganti.

4)Misha che scrive una lettera al compagno Dugasvili, e gli chiede se per favore, può lavorare in teatro, per favore, anche per poco.

5)Victor che muore troppo forte, con la mani rotte, per dare un testo alle mie ninne nanne.

6)Lo sciamano figlio d' indiani e schiavi, che un giorno gira il suo strumento, e con lui la musica del mondo.

7)Una tribù senza uniforme.


Sono solo alcune. Possono bastare, per oggi.
Non vorrei mettervi tristezza. Questo per dire che oggi non mi sentivo tanto bene, che il duemila è un giorno qualsiasi, che oggi ho il sentimento di una certezza, che gli dei se ne siano andati e mi abbiano lasciato qui.

Per giocare.

giovedì 18 giugno 2009

CHAZ FUCKS CHER - BUY NOW!

L' altro giorno mi sono imbattuto in un' ANSA particolarmente curiosa: la figlia di Cher e Sonny Bono ha deciso di diventare un uomo. Ho detto: caspita. Non ho detto "cazzo" per ovvi motivi. Quindi mi è venuta una curiosità: andiamo a vedere questa figlia di Cher e Sonny Bono. Solo l' idea di una figlia di Cher e Sonny Bono mi faceva suonare un organetto pazzo tra le pareti della testa come quella volta che seppi che gli scienziati avevano ibridato una mummia fenicia con una tigre e un lactobaicillus casei e avevano ottenuto una madre di Alessia Marcuzzi striata che faceva le fusa e defecava fecalomi cilindricamente irreprensibili. Ma dicevamo: la figlia di Cher e Sonny Bono. Eccola.


Lungi da me fare battute sulle persone brutte. Però, volendo essere oggettivi, a costo di sembrare un po' smaliziato, ho pensato che non ci fosse bisogno di tutto questo clamore. Voglio dire, se vuoi diventare uomo da questa base di partenza, beh.

Lèvati gli orecchini.

Comunque, l' altro scherzo del destino, su cui non voglio infierire (lo sto facendo? Dannazione! Ma giuro che non vorrei), e che quei due cretini dei genitori hanno chiamato la figlio... ecco...

L' hanno chiamata Chastity.

Come se Ferrara avesse chiamato il figlio Pallante. Insomma, cose così.

L' avessero chiamata "Dykey" sarebbero stati più cortesi. Lei ha deciso di farsi chiamare "Chaz", d' ora in poi.

Viste le ultime critiche piovute su Qualcosa Del Genere a causa di un suo post sul mondo omosessuale, volevo rassicurare tutti sul fatto che nascere rospa, piena di ormoni maschili, da una madre che è la parodia di Amenotep IV e un padre che è la versione intonata di Lucky Luciano, per poi decidere di farsi levare le tette e impiantere un uccello, beh, ai miei occhi non è nient' altro che una catena di atti consequenziali voluti da un destino un po' burlone.

Quindi, questo post, non parla di bruttezza, né di omosessualità, né di impiantarsi un nuovo cazzo, cosa che peraltro farei immediatamente, se nel mio pube ci fosse spazio abbastanza.

Questo post parla del fatto che mi piacerebbe vedere "Chaz" che si vendica e sodomizza Cher. E mi piacerebbe possederne i diritti.

Si, ecco. Di questo, parla.

domenica 14 giugno 2009

PILLOLE: Joshua Ungaretti

Storia della poesia:

"Si sta come d' autunno
Sugli alberi
Le foglie"

Attualità della poesia:

"Mi sparano il culo: Mi sono appena
Cacato
Addosso"