venerdì 20 gennaio 2012

Fendinebbia


E poi c'è questa notte viscosa, o forse è una specie di nebbia. Va avanti da un po', s'inspessisce e s'incurva in se stessa. Un melanoma acqueo nebulizzato in cui guizzano goffamente sagome di humunculus la cui silouhette sta tra il ministro e il tenero omicida dalla faccia buona. Sì, quello, ad esempio. quello che spara a quattro negri (cioè, afroitaliani, cioè no, allogeni, cioè scusate, vucumprà - bisognerà decidersi, un giorno, tra il politicamente corretto, l'eugenetico il corrieristico) dicevo lui, che in realtà non era un assassino, ma un mite ragioniere intento a compilare un commentario filologico sulla genalogia dei nani in Tolkien. Quello che non ha niente a che fare con Casa Pound, se si esclude il fatto che la frequentava e che scriveva sull'ideodromo (e io che pensavo bisognasse avere il cervello palestrato, per riuscire a inventare idee degne di guerreggiare virilmente in un'arena) (L'ideodromo. Divertente. Mi chiedo se un negro sparato nell'ideodromo possa raggiungere la velocità della luce bianca). Quello che non ha avuto la prima pagina della Padania perché neanche nell'intostatissimo Nord è più tempo di eroi, e neanche il Boss con la umlaut (vergogna, dannazione, vergogna! Sono i valori-base) ha avuto cuore di metterci la mezza faccia.
Il brindisi di quello che disinfettava i sedili dei treni su cui viaggiavano gli immigrati si è sentito fino a Lampedusa e ha raccolto magari qualche sottile plauso, ma il gabinetto di guerra dei verdognoli era impegnato a spiare il menù di capodanno del nemico. In un gabinetto di guerra di quella fatta, d'altronde, non ci sono leggi. E il bolo è libero di chiedere la secessione e uscire dalla parte opposta. Che peccato. Sprecare una figura di merda così, prima di capodanno.
Volontà del divertentissimo Dio Po, che torna a farsi sentire calpestando - tutto ciccio e birroso com'è - le ceneri del Blocksberg e del Tir Na Nog.

Che i cinesi vengano uccisi a pistolettate, poi, è una specie di contrappasso del destino dovuto al loro numero: possono assistere quotidianamente alla decadenza di Roma, e un millennio e mezzo dopo Romolo Augustolo godono di una delle prime appartenenze storiche a un impero che non si vede, ma si percepisce dallo scontrino fiscale.
E poco più dietro, nella stessa nebbia, infastiditi dalla luce di qualche torcia raminga, i porporati siedono - perché questo sanno fare meglio, sedersi - probabilmente intenti a soppesarsi il pene azzimo.

E quindi, dicevo, non saprei, rimango assorto nella contemplazione. Vien male anche scriverne, perché si direbbe, pare, mi hanno detto, mi suggeriscono - ma scettici, eh, sempre scettici - che ci sia da qualche parte, in questo miasma freddino, una sorta di rivoluzione benvestita che equamente ripone le sue migliori sofferenze tra poveracci poveri e poveracci che nonostante tutto riescono - con sforzi belluini - a riempire i ristoranti. Ma c'è nebbia nelle frasi e c'è nebbia nei crani, quindi, ecco, vien male, oh Ermione.

Il potere pluto-giudaico - saran mica loro i benvestiti? Boh - rinuncia perfino al suo stipendio pluto-giudaico, ma una parte d'Italia (da Palermo ad Aosta) crede che sia dopotutto ragionevole che una testa di porco chieda conto del menù. Il giornalismo d'altronde è cittadino del mondo, e ha diritto di interrogarsi (e di chiamare vucumprà degli afroitaliani uccisi a pistolettate) (Bello "afroitaliani", ve'? Non usatelo, però. Badate. Ci servono negri di terza generazione in alte cariche dello stato, prima di poterlo usare. Serbatelo)(Magari mettete l'idea nell'ideodromo a correre con le altre).

La verve incontrollata di alcuni benvestiti mi suscita mozioni interne, tutte suadenti, tutte approvate. Mi sciolgo in moti di empatia precedentemente insospettabili, rivaluto la dilatazione anale come segno di un incombente futuro laborioso e mi inchino al valore instrinseco del potenziale. Forse, con un po' d'impegno, possiamo tornare a essere grigi, comuni e tristi. Il traguardo crociato. Dice che si chiama tecnocrazia, e che consiste nella scelta di utensili invisibili per far su fuochi meno fatui. D'altronde la gioventù è impegnatissima a imparare a memoria tutti i commi di tutti i nuovi codici di dilazione a disposizione del cittadino, e non credo che a breve possa sorgere una Jugend intellettualmente limpida e chiara, meglio ancora: ariana ("Pronto? Volevo parlare con l'ideodromo" "Un attimo che lo sveglio").

I professionisti invece sono liberi, anche se scarnificati dal valore aggiunto che gli viene imposto, in quel circolo vizioso che fa piangere miseria anche a chi non ricorda che l'ordine degli addendi vorrebbe che fosse la miseria a far piangere.
Senza dimenticare che quest'inverno sarà un dramma, se non si riuscirà a riempire gli alberghi d'alta quota.
Lo so che non è chiaro, inciampo un po' nella fraseologia, ma vi dicevo: c'è nebbia, c'è notte. O almeno: così "dice".

Il massimo della qualità vira all'impersonale, oppure (oddio, chesghìfo) allo spersonale. Oh, Gregge di Geni, i tuoi hashtag sono polvere di stelle. La prima rivoluzione col culo piatto.
Eheh. Centoquaranta caratteri. Pensavo valeste perfino meno, va'.
Siete molto carini.

Ah, dimenticavo.
Inutile confidare nel breve tempo in giovani energie rinnovabili, servirà comunque un sacco di petrolio per illuminare i prossimi vecchi dittatori.

Sì, questo, e poi buon anno, ovvio.

2 commenti:

Effe ha detto...

è medio lungo, ma consigliabile

Junker Woland ha detto...

Qual cortese istanza. Fallo, ordunque.