mercoledì 22 luglio 2009

IN RECTO WITTGENSTEIN

Non potevo non rilanciare. La leggiadra bellezza del (neanche troppo) sopito vaffanculo che Rectoverso invia con lettera profumata a Luca Sofri, ha del poetico.

Il post è qui, ma ve lo incollo lo stesso, perché la domenica mi lasci sempre sola:

A riprova di questo, è difficile immaginare proteste se il gestore di un bar di Bologna decidesse di sua iniziativa di non servire una birra a un quindicenne".

Sì, Sofri, hai pienamente ragione, in effetti è difficile immaginare proteste contro questa personalissima iniziativa del barista bolognese consistente nel rispettare l’articolo 689 del codice penale (divieto di somministrazione alcolici ai minori di anni sedici nei locali pubblici, pene: arresto fino a un anno e sospensione dell’esercizio).

Compiti a casa (dal Sussidiario estivo per opinionisti a 360°, IV ed.):

- sulla scorta di questo testo, identificare quali differenze intercorrano tra il formulare opinioni informate e l’aborracciare opinioni alla cazzodicane;

- riflettere sulle differenze tra sanzionare la somministrazione/vendita e sanzionare la cessione gratuita e il consumo, dopodiché risolvere il seguente problema: “Dato un nonno che sul territorio comunale milanese ceda a titolo gratuito al nipotino undicenne un dito di vin rosso diluito in acqua per abituarlo a un rapporto sano e sereno cogli alcolici, calcolare perché esista un’ordinanza che obblighi le forze di polizia ad elevare al suddetto nonno una multa da 500 euro, sapendo che la densità del De Corato è pari a quella dello stronzio”.

- Tema: “I quindicenni italiani, in confronto ai pari età statunitensi venuti su a proibizionismo duro e puro, hanno una maturità alcolica da sommelier di terzo livello freschi di corso AIS. Perché?”

Enchanté.

9 commenti:

iaia ha detto...

io più che altro direi "touché". ho paura di essermi sentita presa in causa.

Cioppy ha detto...

che lezione! questa è classe...

Woland ha detto...

Chi parla così poco, quando parla parla spesso troppo bene.

Anonimo ha detto...

Senti Woland, per "quel discorso", volevo dirti che ieri mentre vedevo Gran TOrino ci ho pensato. ORa, non per fissazione, è che nel film si faceva l'uso esorcizzante degli stereotipi di cui si parlava. Non so se l'hai visto, ma Clint entrava dal barbiere chiamandolo "vecchio irlandese ubriacone" e si rivolgeva ai cinesi con l'epiteto "musi gialli". Insomma, ci ho pensato, anche se non vuol dire niente.


Denise

Woland ha detto...

Si, lui insulta per stereotipo quel ragazzino per tutto il film. Mi sono fatto delle risate clamorose. E' una delle sue migliori commedie (è Gunny da vecchio).

E disgiunge i sentimenti per il ragazzo dal linguaggio che gli dedica. Disgiungere. La parola d' ordine cui mi riferivo io in "quel dicorso".

Woland ha detto...

(Infatti innesca il meccanismo del comico proprio per lo scollamento tra il rozzo e inavvicinabile stronzo che in effetti è, e l' umanissimo e goffo "giustiziere" che è almeno altrettanto).

Denise ha detto...

Sì, avevo colto il messaggio, ma, come ti ho scritto di là, per me il problema è che non è evidente. Anyway, condivido.

lo zio Giorgio ha detto...

E' del tutto evidente che nessuna di queste persone ha conosciuto ME a 15 anni.

Prefe ha detto...

l'ultimo punto è vangelo.

Sono tornato da poco dall'america e lì un buon 20% della popolazione muore il giorno che compie 21 anni e può iniziare a bere.