mercoledì 15 luglio 2009

ESCLUSIVO! IMPERDIBILE! IMMENSO! SESQUIPEDALE!

SINGOLARE: Due numeri fanno l' amore. Nasce un nuovo numero: Squipz. Stando al Ministero degli eventi singolari, verrà posto tra il 7 e l' 8/3.

ANCORA PIU' SINGOLARE!!!: Uno.

ABBACINANTE!: Sandro Bondi!

IMPERDIBILE: Casilinga di Lodi disillusa abortisce un tifoso del Milan!

AGGETTIVO!!: No, mi sono confuso.

REPELLENTE!:
Sempre Sandro Bondi, ma nudo nell' olio d' oliva!

SENSAZIONALE: Un' errore grammaticale genera il Bartito Demograttico! Già superato il PD nelle iscrizioni!

E, in ESCLUSIVA per Kerosenectute, una COPPIA DI TETTE!!!!!


tette tette


E ora, ANCORA PIU' ESCLUSIVO: Il ritorno di Hadolf Itler.

Hadolf Itler, quasi omologo del suo quasi omonimo, si è fatto conquistare l' altro giorno dal desiderio impellente di invadere la Polonia. E l' ha fatto.
Hadolf, sminatore lussemburghese di treni italiani, dopo aver lasciato la moglie, due figli, tre padri, almeno 7 nonni e soprattutto la sua collezione di collezioni (pare possegga tante collezioni da non ricordarsi più che cosa in ogni collezione vi sia collezionato se non il concetto stesso di collezione. Pare inoltre che per garantire il controllo su una tale quantità di oggetti collezionati egli avesse intestato tutti i suoi beni collezionistici a un collettivo di collezionisti terzi, i quali avevano il compito di monitorare la collazione delle varie collezioni; salvo poi rendere inutile egli stesso l' operazione iniziando a collezionare collettivi di collazione e collezionisti terzi rendendone inefficace il lavoro il lavoro di co-collazione collezioni), ha invaso la Polonia a piedi.
"Pensavamo fosse un turista", si difendono i polacchi, ancora una volta colti dall' invasore impreparati e male armati, intenti a preparare qualche disgustosa variante delle patate all' erba di prato; "Sa, quando un tipo arriva a piedi in Polonia, noi pensiamo che probabilmente è un turista. Non ci abbiamo riflettuto davvero. Ma in effetti avremmo dovuto capirlo subito: non esistono turisti, in Polonia. Cosa dovrebbero vedere? Abbiamo solo patate. Ora il ministero ha anche abolito i palazzi. Dovremo vivere nelle patate".
Nell' attesa di capire cosa sta succedendo, il governo polacco -non informato dell' invasione di Itler- si è affrettato a negare un' altra accusa a caso, nella fattispecie, quella di aver sciolto nelle acque potabili un prodotto che ti farebbe apprezzare più dell' originale la versione polacca di "Quei bravi ragazzi", nonostante sia doppiato da una persona sola la quale peraltro, oltre a singhiozzare alla maniera degli etilisti, usa lo stesso tono di voce per tutti i personaggi.
Itler è arrivato a Cracovia nel pomeriggio di ieri, è salito sulla statua del Maresciallo Tuberuschik e ha gridato : "Kraft durch Kartoffen" per alcune ore.
Dopo aver proclamato la sua sovranità sul "Regno delle due Polonie" ("L' altra", ha affermato lo stesso Itler, "Ce l' ho proprio qui ma non ve la faccio vedere"), Itler ha fatto dietrofront, ha comprato una scatola di cioccolatini con ripieno alla patata ed è tornato a casa.
Da cui il titolo dell' articolo.

INCREDIBILE!!!: kerosenectute torna a sparare cazzate! Corri a comprare la tua copia di kerosenectute nell' edicola più vicina. Se sei spastico come penso. Fallo. Dai. Poi però mandami il filmato, amico spastico.

17 commenti:

Woland ha detto...

So per certo che Artemisio è andato all' edicola a chiederne una copia.

emma ha detto...

fallo, su rieduchescional ciannel.
(all'edicola mi volevano dare men's health, m'hanno detto che ci scrive bondi, io ho corretto che è vanity fair, solo per sentito dire, insomma si è aperto un dibattito, alla fine ho comprato giornali a caso per incartare. si sa mai faccio un trasloco all'improvviso)

Anonimo ha detto...

SEI TU CHE IN UN CORTO TI INCULI UNO VESTITO DA PAGLIACCIO?

Woland ha detto...

Dipende da cosa intendi per "tu".

l'avv ha detto...

Dev'essere l'inquinamento dell'aria, o qualcosa sciolta dalla CIA nelle tubature dell'acquedotto sotto casa tua.

Artemisio ha detto...

Che bell'iscritto. Mi ricorda il giorno in cui mi innamorai di te, quando mi descrissi gli abusi che il cavallo di tuo zio perpetrava sulle tue aitanti membra giovini e turgide. Dannato cavallo affabile, ti ha ingannato col suo gusto raffinato e l'amore per la poesia.

Woland ha detto...

"descrivesti".

emma ha detto...

ah ma descrivesti allora.
ok ha ragione l'avv allora.

Artemisio ha detto...

Ok, hai un drink pagato. IO descrissi, TU descrivesti, iddiocristo.

Anonimo ha detto...

OT, ma neanche tanto, considerato che questo post sembra scritto dal gruppo di controllo durante i trial clinici del prozac.
Voglio dire, qualcuno mi sa spiegare il senso di una frase tipo "omicidio colposo con l'aggravante della previsione dell'evento"?

Ehi! Non devo essere poi così vecchio, se ci sono cose che ancora mi sbalordiscono, no?

Danilo

emma ha detto...

danilo, si tratta di una bella altalena fra il dolo eventuale e la colpa cosciente.
cose da dottrina, i cui esempi pero` nulla avevano a che vedere con la condotta in questione.
nei manuali si utilizzava il malato di HIV che ha rapporti non protetti e quindi mette a rischio consapevolmente la salute del partner quando non lo renda consapevole, che e` cosa ben diversa.
la volonta` ovvero deve estendesi all'evento, se non si prevede esattamente quello ma uno qualunque allora niente.
mi verrebbe da fare esempi strambi tipo colpire di carambola la safena di un uomo che e` in corsa ad ostacoli volendo farlo e riuscirci, ma lascio perdere.
(non faccio penale da secoli quindi mi fermo qui onde evitare di dire corbellerie, tuttavia l'attribuzione di questa fattispecie e` tirata dai capelli proprio al caso in questione)

Anonimo ha detto...

Sì, Emma, io capisco i casi specifici. Ma se uno spara ad un altro, e lo centra, e lo ammazza, beh, ha indiscutibilmente previsto l'evento. E' quel "colposo" che mi sfugge un tantinello.
Voglio dire, la previsione dell'evento non dovrebbe venire _prima_ della colposità (o comunque si dica)? Se io _prevedo_ di ucciderti, come può essere colposo il mio omicidio?

Vabbè, non è questo il punto. Il punto è che nell'arco di pochi giorni della gente che ha ucciso dell'altra gente è stata condannata a pene ridicole in funzione del fatto che indossava una divisa. E non è neanche del tutto sbagliato, sui grandi numeri. Qualche "favore" giuridico può essere giustificato dalla necessità di un potere che controlli altri abusi, e che quindi sia _forte_. E' solo che lo capisco, e che nonostante ciò mi incazzo come una biscia.
Boh, sarò stato addestrato male da giovane, immagino.

Danilo

Woland ha detto...

Beh, se non ti va giù che l' unica possibilità di combattere gli abusi sia l' istituzione di un potere "forte" in grado di commettere abusi per evitare PIU' abusi, non credo che tu sia stato educato male. Sei stato educato da persone il cui cervello ha ancora una ragion d' essere al di là della compilazione del 730.

Anonimo ha detto...

No, Woland. E' vero che sei giovane, ma sei anche parecchio intelligente, e mi sorprende che tu non sappia ancora che _tutto_ è una questione di potere. Non ci si può incazzare quando il potere viene usato, perchè il potere esiste, sempre, e viene sempre usato. In anarchia (potere del singolo sul singolo), in democrazia (potere della maggioranza, magari qui di ultimo dei media, sulla minoranza), in oligarchia (potere di pochi su molti), in monarchia o dittatura (potere di uno su tutti).
Il punto non è questo.
Usare il potere è _sempre_ un abuso, ma è anche una cosa inevitabile.
Voglio dire, è etologia umana spicciola (ma neanche solo umana): qualunque sia il tuo status sociale, lo testi continuamente, per garantirtelo o per migliorarlo. Testarlo significa arrivare mezzo passo oltre al limite, e vedere cosa succede.
Questa è una cosa che viene fatta comunque, quali che siano le regole, le leggi, o il contesto. Voglio dire, che il contesto sia il parlamento, il tribunale, un consesso di capi mafia o la seconda chiamata della riunione condominiale, cambia nulla. Ci sarà sempre qualcuno che mette mezzo piede oltre le regole per vedere se gli va dritta.
Il punto è che un abuso inevitabile _può e deve_ essere accettato (in quanto inevitabile) se porta a risultati che diminuiscano la sofferenza della gente tutta. Se la sofferenza aumenta, deve essere combattuto. Con tutte le forze possibili.
E in questo caso specifico, beh, non so. Non so davvero. E' ovvio che si tratti di un abuso, meno ovvio è che aumenti la sofferenza della gente. Certo, ha creato una grande sofferenza ad alcune persone, ma forse è stato visto come un deterrente da altre, ed ha evitato più dolore di quanto ne ha causato. Non so, non so.

Quello che so, è che sono state due sentenze orribili e indecenti, direi mostruose, che mi fanno schifo fin nel più profondo del mio essere. Ma non sono sicuro di essere nel giusto, ecco.

Danilo

Woland ha detto...

No, il discorso lo capisco perfettamente,non è niente di filosoficamente e strutturalmente inarrivabile, però se una sentenza così fa ribrezzo ANCHE nell'ipotesi che essa abbia avuto come effetto uno sprone sociale diretto in qualche modo al bene comune... qualcosa non va nella teoria. E poi nell' anarchi(smo) socialista il bene comune deve giungere a un compromesso tra il bene collettivo e il bene del singolo, in quello più "puro", il bene collettivo è in generale benvenuto, ma non se per instaurarlo o mantenerlo si deve passare sul bene individuale. Il collettivo è la somma degli individui più uno, dove uno è la coscienza di gruppo. Questa coscienza di gruppo la usiamo ancora come un arma. Forse un giorno non ci servirà più, e in quel caso avresti l' epifenomeno empirico che ti volevo suggerire.

Woland ha detto...

Fermo restando che chi mi vuole dare uno schiaffo per aver scritto "epifenomeno empirico" può farlo a buon diritto.

Anonimo ha detto...

E' probabile che io non mi sia spiegato bene.
Ciò che intendevo è che, qualunque sia la categorizzazione, la distribuzione del potere è diseguale. Gruppo o persona, qualcuno nè ha di più, e qualcuno di meno.
(E, specificazione probabilmente inutile, se chi ne ha di più decide di non usarlo, _allora_ ne ha di meno. Nel senso che il potere non è energia potenziale, è solo quella roba che viene effettivamente usata).
Non stiamo parlando di teorie, ma di realtà. Il potere non esiste in teoria, finchè non si trasforma in realtà.

Perciò il fatto che si compiano atti abbietti in funzione di una minore sofferenza futura, e che si riconosca la vergogna, l'indecenza, di questi atti, _non_ significa che la teoria sia sbagliata, per via che non c'è, la teoria.

C'è il presente, il dolore straziante, e c'è il futuro, forse meno doloroso, o forse più.
E' un calcolo, alla fin fine. Strategia e tattica. Mediazione, vie di mezzo, linee di minor resistenza, capacità di previsione.

Ma, ed è quello il punto a cui volevo arrivare, la linea "duri e puri", il bianco e il nero senza compromessi, il negare l'esistenza del grigio, son cose che derivano da un errato addestramento. Fa più danni un Ser Galahad che un Greymouser. Con la differenza che il Ser si sente in pace con se stesso, e gli altri si fottano, mentre il Greymouser si pone dubbi, media, suda, sputa sangue, e gli altri non si fottono.

Danilo