lunedì 6 luglio 2009

ACAB

No, non è vero. Non "tutti" i poliziotti sono bastardi, credo (ndr: ACAB - All Cops Are Bastards). Anzi, ne sono sicuro, visto che ne ho conosciuto uno il cui lavoro praticamente consisteva nel rompere il culo e mettere i bastoni fra le ruote ad alcuni suoi colleghi stronzi e ignoranti come valeriemarini; e la cui consolazione serale era, ogni tanto, fare un giro con me ed alcuni amici per le vie di Roma lamentandosi della stronzaggine di una parte delle forze dell' ordine, fumando sesquipedali spinelli, vieppiù inveendo -tra l' altro- contro la maggior parte delle divinità che vi possano venire in mente (sì, conosceva anche Mithra. E lo odiava).

Ma voglio dire, ammazzare di botte un ragazzo di 18 anni perché è ubriaco (a quanto dicono, tra l' altro, gli stessi poliziotti), va in leggera controtendenza riguardo al rispetto (oh, il rispetto) che alle forze dell' ordine sarebbe dovuto (oh, dovuto, già).

Per una volta, che è una, non è finita con la solita ridicola, frustrante, annichilente assoluzione. Anche e purtroppo perché i quattro dementi in questione contavano meno di un cazzo, ma anche meno di un cazzo che conta già poco, tipo quello di Minzolini.

Tre anni e sei mesi a ciascuno. Bene. Vaffanculo. Mi faccio una sega. Le forze dell' ordine. Gnegné. Spero li mettano in cella con un pappone rumeno ex-culturista a cui un poliziotto ha ingravidato la madre e la figlia durante una retata nella grotta che condividevano con dei cinghiali. E spero con tutto il cuore che questo rumeno abbia un account Youtube. Si, perché io la scena la voglio vedere. Con una birra in mano e un disco dei Black Flag in sottofondo. I nomi dei quattro sono:

FORLANI PAOLO (1961), SEGATTO MONICA (1964), PONTANI ENZO (1965) POLLASTRI LUCA (1970)


Il mio augurio è che voi tre maschietti usciate di galera laschi. Molto laschi E lei incinta. Non del marito.

"Ah, ma sei un immaturo! La vendetta è una cosa brutta".

Anche tu che hai eventualmente pensato questa frase sei una cosa brutta.

La realtà è che tre anni e mezzo è POCO. E' una condanna simbolica, perché è appena sufficiente a mandarli (sempre in teoria) in galera per davvero, e non ai domiciliari. Ma non è niente per quello che hanno fatto. Se la stessa cosa, a parti invertite, l' avesse fatta Fedirico Aldrovandi, avrebbe preso quindici anni puliti.

"La giustiza è uguale per tutti". E se mio nonno aveva tre palle era un flipper (cit.).

Comunque, mi auguro che il lavoro più dignitoso che questi quattro troveranno fuori dalle sbarre, sia come gallerie anali del vento per esperimenti coi treni.

Non so chi fosse Federico Aldrovandi, se un ragazzo generoso e di cuore -un po' alticcio la sera in questione- come dice la madre (che è sempre un po' di parte, a pensarci) o un cazzoncello casinista. Non importa. Non dovrebbe importare a nessuno. Ho avuto il desiderio di ammazzare centinaia di persone, durante la mia breve vita. Anche dei diciottenni (soprattutto dei diciottenni). Non l' ho fatto.

Pestare un diciottenne in quattro fino a ucciderlo di percosse e asfissia. Omicidio colposo. COLPOSO questo gran cazzo.

L' autorità è per l' ennesima volta fonte madre di sgorgo merda. Come sempre sarà nei secoli dei secoli. La rabbia e la frustrazione risalgono alla gola dei piccoli uomini che l' autorità ha fornito di pistole e distintivi. Una selva di spaventati protoassassini cova tra le strade demenziali di questa evoluta società. Cova e pompa fuori nuove unità ogni giorno. Questi, credo proprio che -proletari o no- Pasolini non li avrebbe difesi manco in sogno.

"L' autorità, sotto qualunque forma essa si presenti, sarà sempre la peste del genere umano"

Carlo Cafiero

Amen.

Non c'è un sonno dei giusti. I giusti, se anche esistono, non dormono, o dormono di merda.
Vado a letto.


28 commenti:

Alessandro B. ha detto...

Uno dei poliziotti condannati non era in aula alla lettura della sentenza. E' in servizio all'Aquila per il G8. Non credo sia in un reparto antissommossa, probabilmente sarà in uno di quei posti che avranno preparato per portarci i dimostranti. Non auguro a nessun black blok (non che mi piacciano molto questi ultimi...) di capitargli tra le mani. Ha già rotto un manganello su una persona (dico: per rompere un manganello bisogna picchiare molto forte). Un ragazzino ammanettato e coricato per terra.

Tanta grazia che li hanno condannati. Hai mai sentito di qualcuno maltrattato o picchiato in qualche caserma o prigione che l'abbia spuntata in tribunale ?
Per bene che ti vada prendi pure una condanna per calunnia, diffamazione ecc.

Woland ha detto...

Ah, non dirlo a me. Non mi è successo niente, ma ero a Genova. Non in vacanza. Nel 2001.

Artemisio ha detto...

Quanto ancora dovremmo lamentarci prima di imbracciare le armi? I tempi sono maturi, io a casa mi annoio.

Anonimo ha detto...

Artemisio: non è che io sia esattamente un pacifista, ma c'è qualcosa che mi stride nella logica dell'ammazzare chi ammazza...

Danilo

Artemisio ha detto...

Io no, Danilo. Non in senso assoluto, chiaramente. Dipende da chi ha ucciso chi, in che contesto, in quali modi.

A parte il fatto che il commento aveva intenti provocatori, non proverei il minimo rimorso o conflitto logico-intellettuale nell'uccidere, che so, Berlusconi.

Nel caso di questa vicenda non saprei, oltre ad essere provocatorio, il mio commendo era anche molto generico, riferendosi ad una situazione di disagio universale, non particolare, riallacciandosi al commento di Woland sul G8. Nel senso che se si deve fare la guerra, la si faccia, altrimenti si resta a casa come da sempre faccio io.

Woland ha detto...

Oh: prima che succedano i soliti casini di incomprensione preciso il FONDAMENTALE.

Non voglio che questi quattro coglioni muoiano o vengano uccisi. Mi "auguro" che soffrano abbastanza per quello che hanno fatto. In via del tutto fatica, di appello al destino.

Nel post non menziono morte e non auspico omicidi o vendette. L' appunto contro chi si schifa della vendetta è un appunto rivolto a coloro che non realizzano la gravità dell' esistenza di un' autorità che, dove più dove meno, si può sempre permettere di perpetrare crimini che ai popoli non sono permessi. E la vendetta è una cretinata bestiale, in assoluto. Non è che scrivo TUTTO quello che penso. Scrivo quello che voglio suciti una auspicata reazione.

Diceva un pensatore anarchico: i delitti di lesa maestà commessi dai popoli sono praticamente nulli rispetto ai delitti di leso popolo commessi dalle maestà.

Se me li trovassi davanti, non credo che riuscirei ad andare oltre lo sputargli sulle scarpe. Né vorrei che altri facessero altrimenti (a parte che per me, ateo/agnostico, la MORTE NON è affatto una PUNIZIONE, anzi).

Mi auguro che il problema di dover togliere volontariamente la vita a qualcuno, o di togliergliela per qualunque motivo colposo o indiretto, non si presenti mai nella mia vita e nella vita delle persone che conosco.

Questa empatia per vita e per le sofferenze implicite che comporta, checché ne disinformino la stampa e queste belluine e ridicole "istituzione democratiche", è uno dei capisaldi dell' anarchismo.

"Morire per delle idee/ sarà il caso di dirlo/ è il loro scopo di vita/ non sanno farne a meno/ Però per cortesia/ lasciate vivere gli altri/ la vita è grossomodo/ Il loro unico lusso"

E' George Brassens, non certo Almirante né Breznev né Aldo Moro.

Anonimo ha detto...

Diciamo che secondo logica sono pienamente d'accordo con Woland (e con Brassens, che peraltro amo).
D'altronde, ci sono un mucchio di buone cose al mondo che non sono chiarissime a livello di logica, no?
Quindi diciamo anche che, con un manico di piccone in mano, dovrei fare un paio di bei respiri e un po' di meditazione per ritrovare i motivi per essere in disaccordo con Artemisio, ecco.

Danilo

Anonimo ha detto...

"Un'idea, un concetto, un'idea, finchè resta un'idea, è soltanto un'astrazione...
Se potessi mangiare un'idea, avrei fatto la mia rivoluzione"

G.Gaber



Luis

Artemisio ha detto...

Oh ragazzi, tra le altre precisazioni mi sembra doveroso dire, a questo punto, che favellavo di morte in maniera puramente idealista: mi cago sotto al solo pensiero di un'analisi del sangue, figurarsi riuscire ad uccidere qualcuno. Con le mie mani. Certo se solo l'uomo non perdesse tutto quel sangue...

E, sempre idealmente, aborro qualunque tipo di vendetta personale awanagana alla Steven Seagal. Certo, idealmente parlando, ovvio, ché ciò non toglie che proverei forte desiderio, essendo magari il genitore di quel povero ragazzo, di prendere quei tizi e giocare un po' con loro al gioco io faccio Hannibal Lecter impazzito e tu sarai il mio stufato di uomo con salsa alla menta.

Lo farei, o lo bramerei sbavando, fossi in loro. Ma nella mia, di situazione, scongiuro un tale comportamento, deletereo ai fini di una equilibrata, corretta ed armoniosa creanza societaria che si discosti il più possibile da un inferno dantesco.

Ma non vorrei scadere in dei cliché qualunquisti.tredgi

Artemisio ha detto...

(Curioso, tra l'altro, il fatto che da ieri, in modo totalmente casuale, appaiono alla fine dei miei commenti il captcha rifilato da blogspot per l'occasione.)

ilanio ha detto...

AHAHA!
perche' credi che questi ci andranno davvero in gattabuia?
illuso...
e se mai ci andranno probabilmente sara' una di lusso

diamonds ha detto...

come in quel gialletto di McBain finiranno per disegnare a ciascuno di loro un bel paio di tette nella schiena col pennarello e staranno li a fotterseli tutto il giorno?

Woland ha detto...

Ovviamente la premessa di alcune mie osservazioni è che questi in galera ci finiscano davvero.

Anch' io sospetto che se ci andranno, faranno pochi mesi -protetti dai loro omologhi- per poi farne altri sei ai domiciliari, per poi passare un anno in aspettative, PER POI tornare in servzio effettivo ENTRO i tre anni.

Anzi, direi che, a quanto ho saputo riguardo a vicende analoghe, l' iter è ESATTAMENTE questo.

Ma non doveva essere un post di realpolitik. Doveva essere un post...come questo post. COn la rabbia. Quella che mi è venuta per davvero. Niente di più.

Alessandro B. ha detto...

@ diamonds

Se questi quattro psicotici finiranno in galera, cosa di cui dubito, sarà la prigione di Peschiera, dove finiscono, se non sbaglio, quei poliziotti o CC o consimili che hanno commesso un reato. Non finiranno tra i detenuti "comuni".

Anonimo ha detto...

Ahrrrrumm...Cof cof cof!
Mh.
Quis custodiet custodes?

Danilo

emma ha detto...

si dorme di merda, woland.
e il sonno dei giusti non ho mai capito che sapore abbia.

Woland ha detto...

Sa di prigione, in genere.

emma ha detto...

mh quindi ferro e droga, dici.
per certuni il carcere e` una benedizione. e non sono credente.
mi verrebbe da citare l'enciclica del papa e tutte le cose belle che dice, ma mi tengo l'amarezza e penso all'unica cosa vera.
si dorme male.
e il papa lo regalerei volentieri, dici che se lo compra qualcuno?

Anonimo ha detto...

quanto al papa, lo comprerei io, poi fonderei tutto l'oro che ha addosso per rivenderlo e la carne, benché rinsecchita, darla come cibo per le oche in campagna da un mio amico.
lo sbirro e la divisa sono merda, pasolini provocava e parlava del e nel '68.
un paio d'anni fa sono venuto a roma per tentare il concorso da commissario, senonché me ne sono andato in giro per librerie dell'usato e affanculo.
rabbia, è la parola giusta.
l'avv

amaryllide ha detto...

mettiamo anche il nome del PM che ha chiesto solo 3 anni e mezzo per i 4 assassini? E magari anche dei dirigenti che non li hanno ancora licenziati?

zadigone ha detto...

Per me è fondamentale che tu parli di "rabbia". Questa è rabbia, non c'entra nulla la vendetta, la tortura etc.. Questa è rabbia di frustrazione, e la frustrazione aumenta se coinvolge le autorità. In una rivolta, rivoluzione, sommossa che sia è giusto che gli oppressi infieriscano sugli oppressori? Forse non è giusto ma giustificabile.
Anche simbolico. Così potrebbe esserlo per un singolo caso. Se i 4 poliziotti fossero stati linciati (ma ormai il popolo lincia solo stupratori rumeni), sarebbe stato altamente simbolico. Per simbolico naturalmente intendo capace di cambiare qualcosa, non tutto, ma qualcosa, o di rappresentare qualcosa. Forse sono un po' utopista, resta il fatto che Mussolini appeso come un salame sia uno dei simboli della Resistenza, ed una delle poche immagini novecentesche davanti la quale mi metterei la mano sul cuore e comincerei a cantare l'inno.

Lapidaria ha detto...

"Napoli, ruba un pacco di wafer da 1,29 euro
condannato a tre anni di detenzione

Il furto in un discount di Melito. Salvatore Scognamiglio era recidivo e per effetto della legge Cirielli non ha potuto beneficiare delle attenuanti "

Ormai uccidere un uomo è come rubare un pacchetto di wafer...

AntonioBruno ha detto...

dormito bene?

Woland ha detto...

L' ultima volta che ho dormito bene era il 2006. Quella prima risale al 2002.

Si, credo che, su suggerimento di amaryllide, sia il caso di aggiungere ancora qualcosina.

diamonds ha detto...

tutto sommato,sempre per fare riferimento a mcbain,conviene sperare che al rientro a casa gli agenti trovino le mogli che hanno imparato a baciare appassionatamente(da un articolo letto su cosmopolitan,ovviamente)

Anonimo ha detto...

Aldro faceva la mia stessa scuola a Ferrara, l'ITIS. Ti posso assicurare che non era un cazzone.

Woland ha detto...

Ma me lo può assicurare anche Gesù. Come ho detto, non è questo il punto. Se fosse stato un cazzone, l' articolo non sarebbe cmabiato di una virgola.
Intendevo solo questo.
Detto questo, voglio crederti. Ma trovo orrenda la pratica -assai in voga peraltro- di dare giudizi etici riguardo a una persona morta che non si conosceva (a meno che non ci si voglia fare sopra della satira o delle battute circostanziate).
Questo è un post sull' autorità. L' autorità che ha ucciso un diciottenne di nome Federico Aldrovandi. Le lacrime, i ricordi e i giudizi spettano solo, e in misura non assoluta, alla sua famiglia e a chi ha passato la vita con lui.

Woland ha detto...

(ah, non ce l' ho conte, il commento sembra un "fatti i cazzi tuoi", rileggendolo. La cosa della strumentalizzazione dei morti non era rivolta a te, ma alla stampa e all' opinione pubblica).