sabato 18 luglio 2009

PRIMI APPUNTI SULLA VECCHIA STREGA (eironèia)

Dov' è la morte? la morte è deceduta. Nessuno chiama più la morte per nome (a meno che non abbia davvero un nome proprio, più confidenziale, di cui non sono a conoscenza. Tipo Teresa. Sarebbe bello: "Woland, tuo nonno è andato via con Teresa"; e io: "Vecchio laido!"). L' ho notato confrontando -sembrerà folle (ma mai quanto un koala con una coppa gelato nel cervello)- il TG3 con gli altri TG.
Il TG3 ha una percentuale di pronuncia del termine "morto/morta/morte" che è triplo rispetto ai notiziari rivali. Non so perché. Forse ha a che fare col masochismo della sinistra. Il TG5, quel simpatico accrocchio di culi e propaganda (sarebbe un buon titolo per un nuovo format all-news, "Culi&Propaganda"/"Nonsoloculo"/"Nonsolopropaganda"/"Nonsoloculoepropaganda"/"NonsoloAntonellaClerici"), tende spesso a dare annunci lugubri in questa sbarazzina forma:

"Oggi a Varese una casalinga di 59 anni con tre figli è spirata nel suo letto all' Ospedale Maggiore in seguito alle 174 coltellate che il figlio le ha inferto nelle orecchie". Somiglia a "ha espirato", no? Comunica anche un sottointeso: che l' "anima" sia "spirata" (Psyché).

Che carini. Quindi ora prende lezioni di arpa da un bellissimo cherubino. Solo che non capisce cosa suona perché le hanno accoltellato le orecchie e non vede il cherubino perché l' hanno sguerciata.

Spirata. Uno che muore accoltellato nelle orecchie, per come la vedo io, muore. Muore di brutto, senza appello. Non "spira". Muore. Stramuore. O meglio, schiatta. Infarta. Ancor di più, dissangua. Macchia il salotto, assorda il condominio, marchia a fuoco i sogni dei bambini che ascoltano coll' orecchio sul muro quel gorgogliare di sangue caldo tra dotti auricolari e oculari. E il morituro insegue le sue stesse orrende grida verso l' inferno.

Ecco cosa non sentirete mai in un telegiornale:

"Buongiorno a tutti. Oggi a Varese una casalinga di 59 anni con tre figli è morta nel suo letto all' Ospedale Maggiore in seguito alle 174 coltellate che il figlio le ha inferto nelle orecchie e negli occhi. La donna ha macchiato il salotto, assordato il condominio con le sue folli e inutili grida di terrore e ha marchiato a fuoco per sempre i sogni dei bambini che ascoltavano -con l' orecchio sul muro- quel pauroso e arcaico gorgogliare di sangue caldo tra dotti auricolari e oculari, mentre la morituroa seguiva le sue stesse orrende grida verso l' inferno. E ora Didi Leoni con le notizie dalla sagra del prepuzio".

Peccato.

Ma potete sperimentare lo stesso fenomeno per strada, o nelle discussioni private casalinghe.

-Ehi, ciao, come stai? Come sta tuo padre?
-Eh. Mio padre non c'è più.
-Caspita.
-Eh...
-E dov'è?
-...
-...
-Beh, non -c'è- più...
-...
-...
-Ma hai guardato bene?
-...
-...
-No, cazzo, è morto (piange).
-Ah! Allora c'e.

Amici, se non volete affogare nel terrore, dite MORTE. Morte. Ditelo. Potete usare questo campione universale, il futuro indicativo della lingua italiana (si, non è affatto universale, si fa pour parler):

Io morirò
Tu morirai
Egli morirà
Noi moriremo
Voi morirete
Essi moriranno

C' è gente che non si arrende mai. Giuro. Non vuole saperne, di avere tutte le altre strade chiuse.

-Va bene, ok. Però.
-...
-...
-Però cosa?
-E quelli?
-Quelli moriranno.
-Quegli altri?
-Morti. Presto.
-E costoro?
-Schiattati.
-Forse codelli...
-No-o.
-Gesù?
-Morto.
-Ma è risorto!
-E ora dov'è?
-E'... è in cielo.
-...E quindi è....
-...
-...
-Sai che allo zoo ho visto un koala con una coppa gelato nel cervello?

Non si arrenderanno mai. La scienza del trapasso è un bilico tremebondo, l' inferno -rispetto al nulla- è adombrato dalle religioni come una salvezza. Il vuoto è il vero terrore. Lucifero, la stella del mattino, è il Signore di un mondo benevolo, se paragonato all' anarchia del nulla. All' opposto dei paurosi di mestiere, gli stoici di mestiere -gli atei professionisti- realizzano lo scarto tra tutto e nulla assumendo la certezza del nulla come un territorio geografico simpaticamente consolatorio nel suo essere riducibile a un concetto tutto da non esplorare. Spesso in loro si intravvede questa provvida alchimia della rinuncia, trasformata dalla pietra filosofale del dogma in misteriosa libertà.

-Che bello che Dio non esiste.
-...
-Aah. Mi faccio un pippone.
-Ehm. In che senso?
-Mi prendo tra le mani il
-No, dicevo la cosa che è bello che Dio non esista.
-E' bello. Maledetto, falso dio. Quando tutti lo capiranno saremo liberi.
-Da cosa?
-Da dio.
-Ma hai appena detto che non esiste.
-Si, intendo, dalla paura di dio.
-Ma se dio non esiste, e l' uomo ne ha comunque timore, non è che magari la paura è consustanziale all' uomo e non ha per forza bisogno di dio per manifestarsi?
-Sciocchezze.
-...
-Estirpato dio, andrà tutto a posto e l' uomo tornerà al centro dell' universo.
-Scusa.
-Dimmi.
-L' uomo non è al centro dell' universo.
-...
-...
-Ne ho abbastanza di voi disfattisti.
-...
-...
-Senti, se eleminiamo dio il terrore del vuoto assumerà una nuova forma simbolica. Tipo Morgan. Non ti sembra ovvio?
-Ma che! Il vuoto è uno spasso.
-E' uno...
-Spasso. Si. il Nulla. Il Niente. Pensa quanto cazzo mi riposo.
-Su questo concordo, ma non ti sembra che sia impossibile biologicamente, non avere un po' di timore del nulla? Insomma, non puoi concepirlo, il nulla. Non puoi chiamarlo. Non puoi pensarlo. Non puoi interagirci. Non puoi sentirlo. Non puoi giudicarlo. Non puoi amarlo. Massimo, puoi provare a iscriverlo al PD.
-Sai ieri allo zoo ho visto koala che
-Lo so già, ho capito, ciao.

Mi sono impegnato tutta la vita a cercare una scappatoia logica, un luogo mentale/spirituale che si inserisse tra Dio e il vuoto. E alla fine ci sono arrivato.

Ma dentro c' erano già Corrado Augias e Odifreddi che volevano vendermi i loro libri.

Così mi sono ripreso il mio koala, mi sono spalmato il mio gelato sui testicoli e sono tornato ai miei dubbi, alle mie incertezze e ai miei canali pornografici.

Ora sto bene, ho paura della morte, ho paura di dio anche se non esiste (anzi, direi che ne ho paura, forse, proprio perché non esiste), ho paura delle tette di Cristina Del Basso (mioddio), ho paura del trenino Roma-Orte, ho paura dei lettori del mio blog e mi sto apprestando a soffrire per molti anni senza apparente motivo, se non quello che mio padre si è lasciato sfuggire dei geni da qualche parte dentro mia madre.

Ora vado.
Per gli aggiornamenti mi trovate sull' asfalto.

17 commenti:

F.T. ha detto...

Questo sì ch'è un salutare esercizio d'impermanenza. Danke, vecchia strega.

Te ne ripalleggio uno che dovresti ricordare bene:

"Alle nostre latitudine, un cadavere di mammifero o di uccello attira dapprima alcune specie di mosche (Musca, Curtonevra); appena la decomposizione ha cominciato a intaccarlo, entrano in gioco nuove specie, e precisamente la Calliphora e la Lucilia. Il cadavere, sotto la duplice azione dei batteri e dei succhi gastrici rilasciati dalle larve, in pratica si liquefa e diventa sede di fermentazioni butirriche e ammoniacali. Nel volgere di tre mesi, le mosche terminano la loro opera e cedono il passo ai coleotteri del genere Dermes e ai lepidotteri Aglossa pinguinalis, che si nutrono soprattutto di grassi. La materie proteiche in fermentazione vengono gestite da larve di Piophila petasionis e da coleotteri del genere Corynetes. Il cadavere, decomposto e con ancora qualche traccia di umidità, diventa quindi dominio degli acari, che ne prosciugano le ultime sanie. Drenata e mummificata, la salma accoglie nuovi ospiti: larve di attageni e di antreni, i bruchi dell'Aglossa cuprealis e della Tineola bisellalia. Con essi si conclude il ciclo."

M. Houellebecq, Le particelle elementari, p. 41.

MORTE.

regulus21 ha detto...

1) Cloto, si chiama Signorina Cloto. Non la chiamare Miss Cloto, perché il gelato spalmato sui tuoi testicoli è italiano al ciendopecciendo, e non cinese :)

2) La somiglianza con la posizione del gelato nel koala e su di te mi dà indizi preziosi. :)

3) Purtroppo sei sempre geniale. Quando vengo qui mi sento sempre una merdaccia. E' grave, dottore? :D

lo zio Giorgio ha detto...

Mi sono un po' eccitato.
Per favore, mi dia altri 2 kg di posts come questo, grazie.
Comunque il treno Roma Orte fa un po' paura anche a me

Woland ha detto...

Lo ricordo, messere. Un passo di neoneorealistica freddezza. Una serie di libri molto buoni. Chissà cosa sta elucubrando quel triste, schizopatico e nobile scribacchino.

Preparerò degli altri post come questo, se volete.

Ma non abituatevi. Per i prossimi post prevedo di fare come Brizzi, ossia pubblicare una serie di liste della spesa , ma con un sacco di metafore.

Anonimo ha detto...

Oh, la gente muore.
Tutta.
Che ci creda o meno, non fa la minima differenza.

Danilo

Woland ha detto...

Si che la fa Danilo.
Produce programmi di Socci.

Oh, lo so, da un punto di vista olistico questo non ha la minima importanza. Ma io ora non vivo in un punto di vista olistico. Vivo in un punto di vista panico. Non l' aggettivo, il sostantivo.

Anonimo ha detto...

Fammi un favore, per una volta.
Spiegati.

Danilo

Anonimo ha detto...

Paura?
Tutti hanno paura. E allora? Muoiono lo stesso.

Danilo

Woland ha detto...

Yeah, era una battuta. Intendevo che l' esaltazione della deità del reale produce gente come Socci che fa programmi sulla televisione di stato raggiungendo milioni di imbecilli e radicando la loro imbecillità nella cultura del nessundubbiomai.

emma ha detto...

hai ragione. ma mi disturba dartela, per una questione di ripetitivita`, forse.
io sono una di quelle che pronuncia la parola morte spesso, la scrivo anche. la coniugo.
ma mi sono accorta di subire l'influenza esterna inconsciamente e di evitare di dirla tutte le volte che serve.
sara` colpa dei telegiornali.
e colpa di tutte le persone che fanno una faccia brutta quando dici morte.
mah.
come se morissero.

diamonds ha detto...

partito


http://mepresta.com/audio/082/cave.mp3

Woland ha detto...

Per dove?

F.T. ha detto...

non è sanza ragion l'andare al cupo.

Anonimo ha detto...

non è sanza ragion 'l non 'ndarci mai.



Luis

Woland ha detto...

Per esempio, non ho mai capito perché Virgilio ce l' abbia tanto con Pluto, quando sanni tutti che il vero idiota è pippo.

Woland ha detto...

E, no, non potevo risparmiarmela.

qualcosa ha detto...

molto bello.
Q.