domenica 1 marzo 2009

MARCIAPIEDI DI GLORIA

E'qualche giorno che lascio i miei fans a bocca asciutta. Come sapere se anche voi siete miei fan? Se avete in qualche momento del giorno la bocca asciutta, lo siete. Superfluo portare ad esempio il fatto che Mara Carfagna non è una mia fan.

E' bello iniziare un post dando della troia a qualcuno, ma sono qui per un Mondo Movie, non per queste frivolezze. E oggi non ho intenzione di deliziarvi con dell' umorismo. Per cui, se volete ridere, accendete su Rai2 che c'è il TG.

Switch al tempo presente, ma il giorno è l' altro ieri, la città è Roma, il quartiere Cinecittà/Subaugusta, il Municipio è il X, il mio numero di scarpe 43.

Ho appena lasciato la mia bella alla stazione della metro, di modo che potesse tornare a lavoro dopo la pausa pranzo.

Fatta la battuta sul lavoro della mia ragazza? Contenti? Ok. Ora vi scriverò semplice, piatto e banale il quanto mi disonora. Questa storiellina è così, e si merita questa forma.

Cammino lungo la Via del Cinema, ossia quel pezzo di via Tuscolana che è stata decorata à là Walk of Fame hollywoodiana, realizzata incastonando stelle con nomi celebri della storia cinema e dello spettacolo italiano sui marciapiedi intorno a Cinecittà e guarnendo il tutto con panchine e cartelli biografici. La riuscita è ovviamente ridicola, minimale, decadente e triste come un ridoppiaggio di un film Petri a cura di Pino Insegno.

Cammino assorto, contemplando lingue di sole che lambiscono i moloch abitativi di quest' arteria grigia dove sono cresciuto -in quel del Quadraro/Porta furba-; cinque anni d' infanzia tra cose più grandi me. Pondero di visitare casa di mia nonna e, pizzicato dal cinema, penso alla storia e ai cavilli dell' esistere che mi hanno portato a scomparire nella calca degli inadeguati, e a quella ridicola e supponente aria da principe usurpato che mi porto addosso come un bastone d' epoca dalla kitchissima testa d' avorio. Collego tutto come in sede di montaggio, mi dò da fare ad ordinare il peso ed il valore di ciò che immagino, con mestiere ma senza poi tanta alterigia. O per lo meno, così sento di fare. Medito un riscatto, raccolgo un biglietto usato, ordino un caffé in un bar che è un prefabbricato in lamiera all' altezza di Subaugusta. Mi intrattengo a leggere i nomi del nostro Marciapiede della Gloria, nomi che si fanno tenui e contrastati, segno che, semplicemente, la luce slitta verso il tramonto. C' è un piccolo sfacelo intorno a me. La sciatteria non porta dolori grandi, ma puntiformi e inaspettate fitte di aghi nelle giunture, che scambiamo spesso per malesseri meteoropatici.

La mattonella su cui dorme Paolo Stoppa è rotta, una delle lettere è stata impressa ma non sigillata;
Tina Pica è stata sfigurata da un coltello a scatto,
Anna Magnani torturata da un Writer,
Blasetti girato al contrario guarda una volvo blu,
Sofia Loren ha le tette sottolineate,
Bice Valori è un gioco di parole.

Cammino. Inconsciamente, accelero. Mi affianco a due sedicenni che guardano anche loro mattonelle e cartelli. Il loro aspetto ne svela la povertà, quel tipo di povertà contemporanea che -per meglio guardarsi negli specchi dei solarium- si è dotata di Iphones, Rayban, cinture Cavalli, pettinature Vogue e portafogli grassi di carta straccia, scontrini, inutili cards e santi 3x5 cm. I due confrontano le reciproche culture.

"Ahò, ma de che. CioE', ma ddevi da esse popo na testa de cazzo. Ma porcoddio, ma fai na via dedicata ar cinema, e chi cce metti? I sconosiuti?"

"Davero, ahò".

"Ma questi chi cazzo so? Guarda, ahò... "Basetti", regista. De che? De Topolino?"

"E 'startro qqua? "Nomicelli"?"

"Quello me sa ch' hovvisto nfirme de quello, na vorta, tipo 'na commedia, ma du' palle"

"Daje, però, pure uno che conoscemo c'hoo potevano mette"

Istintivamente, accelero ancora. Sento come una stretta alla spalla, sento una forza che mi spinge di lato e in avanti, qualcosa che rivolta la mia mente e la rende fredda e dura come un pesce morto. Sto per fare qualcosa di brutto, all' improvviso sento gli odori più forti, e diventano ad ogni passo più insopportabili, i fetori dei benzeni, il piscio, il sudore, i profumi soffocanti delle commesse che fumano sulle soglie degli esercizi commerciali, gli aerei diretti a ciampino e le loro scie chimiche. Perdo il filo. Lo perdo. I miei pensieri sono pietre in una sporta.

"Bella! SofialOre a conosco, vedimpo' "

"Che ddu bbocce. E recitava pure bbene, tipo la Ferilli, faceva i stessi ruoli".

Non mi posso mettere a correre. Non ha senso. Ho spazio a destra, si apre una via dal nome di un generale romano, ma non posso andarci, mi porterebbe fuori strada, e allora cerco di allungare ancora il passo, e le voci mi sembrano allontanarsi e riesco anche a ritrovare un pensiero, e mi ricordo di nonna, che vuole che mi sposi in chiesa e io mi ricordo distintamente il modo in cui le sorrido e lei capisce tutto. E sono felice; e quasi non sento più nient' altro che le eco di questa pace strappata di furia che mi fa da bastone. Il mio passo però è troppo convulso, l' equilibrio e precario, e prendo una piccola storta. Niente di che, ma mi devo fermare un secondo e mio dio. Mi devo fermare. Giro la testa alla mia sinistra, sono già arrivati. Sotto i loro occhi una delle stelle mostra il suo nome.

Antonio De Curtis.

So cosa sta per succedere. Non posso più fare niente. L' unica cosa da fare sarebbe avere la capacità di deflagrare, prima che tutto si consumi una volta ancora. Invece, come un ebete, sorrido perché so cosa stanno per dire.

"Ahò, ma li mortacci loro".
"Davero, e QUESTO chi cazzo è?"

E nell' ultima ora del sole d' Italia, sotto una membrana rosata di idrocarburi e raggi gamma, comincio a correre e non mi fermo mai più.


25 commenti:

Anonimo ha detto...

Stavi provando il tuo nuovo apparecchio acustico?

O _davvero_ fino ad oggi pensavi che gli stupidi, gli ignoranti, i, beh, i poveri (di questo o di quello) fossero caratteristi pagati dall'azienda turismo per vivacizzare le passeggiate degli inglesi in Transtevere?

Danilo

Woland ha detto...

Ahem!.... (mi schiarisco la voce). Non sto qui alludendo allo ZeitGeist, o a questo o a quel povero, o ad una rivelazione epifanica dell' alterità del singolo nelle società di massa. Non cerco nemmeno "consolazioni" paniche, dimostrative, deterministiche o articolate. Le lascio a Ostellino e Scalfari. Volevo qui alludere, invece e propriamente, alla REAZIONE allo zeitgeist, percepito sempre più apocalitticamente come la sura dell' abbandono della resistenza cosciente ai poteri forti e alla loro sempiterna influenza betabloccante sulle masse, o sui gruppi sociali o d' interesse che si allineano a una corrente dandole la dignità semiotica di un "percorso naturale". Non c'è niente di "naturale" in tutto questo. La mia reazione, quella ho descritto nel post, è l' immagine -o meglio, l'istantanea- di una corda che si sfibra e si slaccia, mollando gli ormeggi e suicidandosi nel "self-righteousism" della rinuncia.

Ve li ho rotti abbastanza, i coglioni, o velete che continui a spiegarvi il sottotesto di quello che scrivo?

Grazie.

(Danilo, my friend, non ce l' ho con te. Mi hai dato il là per qualcosa di liberatorio, quasi più di una scorreggia calda troppo a lungo trattenuta).

Anonimo ha detto...

Uh, quattro punti.
(Sono pedante? Ebbene sì sono pedante. Sono grande, contengo moltitudini. Semi cit.)

Uno: il "my friend" alla fine mi è costato l'anticipo che avevo versato dopo le prime due righe per l'acquisto di cinque rottweiler da difesa, ma ne sono contento comunque.

Due: non posso, e intendo proprio _non posso_, non apprezzare chi faccia uso improprio di uno sproposito di polisillabi con finalità ludiche.

Tre: non è che non avessi capito, o apprezzato, quello sputo di poesia che ti è stato inevitabile calare nel post. E' che la poseia serve a poco. Zeitgeist, lo chiameresti.

Quattro: è un po' come quando piove. Se corri, invece di prendere quelle gocce lì, prendi quelle che cadono più avanti.

E, beh, sì, è tutto un po' una merda. Ma la cosa che due passanti non sappiano chi è Totò non è esattamente ciò che di peggio vedo in giro.

Danilo

Woland ha detto...

Ussacc'.

Ma però, ma però ogni tanto le parole devono pure poter fare quello zompo che non fai tu. Ossequi a Efesto e Dioniso, quindi, e polisillabi gratis per tutti.

La pioggia. Grazie a questa generazione di merda, l' unica cosa che or ora mi viene in mente sulla pioggia è che Eric Draven non c' ha mai capito un ciufolo di cazzo.

PierPaoloCaserta ha detto...

Caro Danilo, invece il problema, secondo me, è esattamente non sapere chi è Antonino De Curtis - certo non in un senso referenziale - perché l'ignoranza è la madre della deriva dello Stato di Diritto alla quale stiamo assistendo è che è stata lungamente e accuratamente preparata. La televisione dell'intrettenimento, la banalizzazione culturale, la semplificazione del discorso politico: sono, questi, tutti aspetti del tutto sinergici. Allora il problema, in senso stretto, non è non sapere chi è Totò, ma lo è in senso simbolico e quindi in certo senso ancora più esatto. Del resto quel passaggio è inserito in un contesto: è l'insieme a dar senso ai dettagli, non viceversa! A proposito di sottotesto.

Saluti,

Pier Paolo

Anonimo ha detto...

Maria vergine, Pier Paolo, che serioso! Un po' di leggerezza, no?

Mi permetterò di espormi alla pomodorata classica pretendendo di aver capito (con la mia calma) che il senso del post e del sottotesto non sta nella constatazione dell'ignoranza o della stupidità altrui. Peraltro, non mi viene in mente, così su due piedi, un'epoca in cui la maggior parte delle persone non fosse ignorante, e nella quale gli autonominatisi colti non avessero teorie che giustificano o stigmatizzavano detta ignoranza in funzione del potere.
(Mentre, invece, alla maggior parte della gente semplicemente non frega e non è mai fregato un cazzo di sapere di più di quel che serve a mettere assieme pranzo e cena).

Penso che il punto fosse nella capacità di sentire lo squallore, la bruttura, il puzzo di merda di detta ignoranza, e di incazzarsi. Magari anche parecchio.
Penso che il punto non fosse "beh, è solo gente", oppure "beh, l'hanno coltivata apposta per essere colta e critica come geranei".
Penso che il punto fosse "Cazzo! E' gente, come me. E' _spaventoso_ pensare che possano vivere così."

Uh vabbè. Se davvero era questo il senso, ammetterò che Woland l'ha detto meglio di me. E se non lo era, ammetterò di non aver capito un cazzo.

Ma lo squallore, lo squallore, _deve_ fare male se lo vedi. Altrimenti sei morto.

Danilo

Woland ha detto...

Non mi sembra che la pensiate così diversamente da scatenare un dibattito, ma grazie di averlo fatto. Nessuno si era mia preso così a cuore un mio post (per lo meno, dichiarandolo e circondandolo di considerazioni che non fossero di carattere coprolalico)(peraltro gradisco assai anche le suddette).

Sintetizzo per coloro i quali non hanno voglia di leggere i commenti.

Io ho scritto un post sulla continua tensione tra protervia culturale e sconforto totale in un paese morto ma forse mai nato, Danilo l' ha interpretato intimisticamente e PierPaolo interventisticamente. Non ha torto nessuno. Chi cerca torti nelle discussioni può abbandonare il blog e recarsi da Vespa, Chiambretti, Fazio o da Sauron. Italia, provincia di Mordor.

Dove la sera cupa scende.
(Jingle!)

Anonimo ha detto...

Agh burzum ishi krimpatul.

Ok, ma mi stai diventando sdolcinato. Va mica bene, sai?

Danilo

Woland ha detto...

E tu mi stai diventando onnipresente!

PierPaoloCaserta ha detto...

Caro Danilo, mi pare di intuire, tra le righe del tuo post, che te la sei un pò presa per il mio commento. Non ne hai alcun motivo. Perché dici che sono serioso? Ho fatto una breve analisi, e nel fare ciò mi sono semplicemente appoggiato, per contrasto, al tuo commento, siamo tutti adulti e non credo che per manifestare disaccordo con un interlocutore ci sia bisogno di usare toni edulcorati, l'importante non eccedere i limiti dell'educazione Giusto?

Nel frattempo vedo che è intervenuto Woland, per dirimere le controversie sulle diverse esegesi del suo post ;-) (mica male eh?, di solito la gente crepa prima e devono farlo altri), da parte mia queste poche righe solo per chiarezza: rispondevo nel merito, ci mancherebbe, col registro che mi è proprio e che non mi pare nulla di strano.

P.P.

Woland ha detto...

Si, sono abbastanza distante da Malagrotta da potermi permettere di intervenire in alcune questioni senza aspettare la mia dipartita.

Comunque non se l' è presa neanche danilo, che è un buontempone. O almeno, così c' è scritto sul fascicolo dei servizi che lo riguarda.

Servizi igienici segreti.

Ho parlato troppo.

Anonimo ha detto...

Siete tutti fuori di testa, e io sono un tantinello, come dire, ubriaco?

Pier Paolo, ho una specie di allergia per gli incipit "Caro tal dei tali". Temo di aver frequentato troppe ML "serie", Voglio dire, parliamo come se ci stessimo bevendo un caffè al bar, ok?

Woland, no, non sono un buontempone, sono uno un po' suonato. Ma ho letto il Signore degli Anelli quando avevo 16 anni (o giù di lì), e sono del 58, e la scritta dell'anello me la sono decifrata da solo.

Se ti sembra che ti stia un po' sul collo, subito risolto. E' che, come ti dicevo, faccio un po' di fatica ad incontrare persone intelligenti. Ma mi levo di mezzo senza alcun problema. Non serve che tu me lo dica. Basta che tu non mi risponda.

Danilo

Artemisio ha detto...

Apprezzabilissimo il riassunto dei commenti ma, buon dio, il post non lo riassumi?

Stefano ha detto...

Evviva l'Italia. Amen.

Woland ha detto...

Chiunque metta a rischio il Danilo come mio lettore merita solo i Nazgul.

Basta cavillare, miei Rohirrim.

Qual' è la reazione chimica che fa collegare la vodka al piscio di gnu polacco (o quello che cazzo ci mettono) con il Signore Degli Anelli.

(Di cui consiglio l' RPG ai fan del genere).

Woland ha detto...

Dimenticavo:

?

Woland ha detto...

Riassunto per Artemisio:

Io che spiscio la mia pischella, poi mi incontro con due "bella zzì" e me la do.

PierPaoloCaserta ha detto...

Danilo carissimo, purtroppo mi capita (a volte) di esprimermi esattamente nello stesso modo anche davanti a un caffè, solo che io rispetto anche chi parla in modo diverso da me. Tu no. Comunque non ti devi preoccupare, come vedi Woland ha preso chiaramente posizione e si è espresso su chi vuole che frequenti il suo blog (esplicitamente) e su chi no (implicitamente ma in modo altrettanto chiaro). Quindi sono io che tolgo il disturbo. Incidente chiuso.

Woland ha detto...

Anche chi vuole cacciare PierPaolo sarà decapitato dai Nazgul.

Non potreste parlare con me, invece che fra voi, così potete scrivere quello che vi pare? Dai! Sono così simpatico.

Guardate che sorriso.

Fabio Teti ha detto...

Figure di soltanto epiteli, corticali queste ai margini dell'occhio mobili, agli angoli d'asfalto dove squallide le ecchimosi: allumini uomini, storte stagnole, buste lacere di scarti inabili a rifarsi suolo, almeno questo, falde di fossili, di scuri scisti quando qui rinuoteranno orche e cetacei, le mante immense, fra i pilastri delle tangenziali le meduse come folli fosfori d'abisso.


F.T.

Anonimo ha detto...

trybobCaro Pier Paolo Caserta, e caro Fabio Teti, voglio dire, non è il mio blog e non sono cazzi miei, ma non è che potreste trovare una via di mezzo? Chessò, magari dire cose interessanti in modi comprensibili?
(Ok, ok, sono di cattivo umore. Succede. Ma anche dopo aver riletto sono praticamente certo di non aver offeso in nessun modo Pier Paolo, e sono altrettanto certo che _zanne_ non siano sinonimo di sorriso).
Bof.

Danilo

Fabio Teti ha detto...

Caro Danilo,

il mio commento - versacci privati dei rispettivi "a capo" - non si inseriscono nel dibattito in corso bensì si rivolgono esclusivamente al tenutario del presente blog. A lui dunque esprimersi circa interesse e comprensibilità.

Hail,

Fabio

Woland ha detto...

Fabio, il tuo nucleo desossiribonucleico si è trasmesso benignamente. Ora sviluppera un pensiero spugnoso.

A demain.

Ma possibile che devo parlare senza poter usare l' ironia per farmi capire?

Non sto sostenendo nessuna parte in questa discussione tra te Danilo e te PierPaolo perché ai miei occhi NON C'E' NESSUNA POSIZIONE DA PRENDERE. Siete entrambi liberi di commentare su questo blog, scrivere quello che vi pare e litigare tra voi quanto volete. Io ho cercato solo di buttare acqua, mi sembrava un diverbio troppo poco motivato per sussistere.

Ma fate come vi pare, non ho cacciato nessuno e nessuno caccerò o bannerò.

Siate solo meno permalosi.

PierPaoloCaserta ha detto...

Woland: Scusami, avevo male interpretato il senso di un tuo post, come mostra il tuo ultimo di ieri sera. E scusami per aver contribuito validamente a che tu dovessi “ospitare” questa polemica.

Danilo: senti io non mi sono offeso, ho detto solo, e ripeto, che ho provato semplicemente a fare un ragionamento, che non pretendeva di essere “intelligente”, voleva essere un semplicissimo ragionamento. Soggettivo quanto si vuole e quanto è lecito fare, un ragionamento, tutto qui.
E non l’ho fatto in italiano del cinquecento come tu pensi, l’ho fatto in italiano standard, chiunque può rileggere il mio intervento.

Perciò a me pare molto semplicemente che tu abbia una pessima attitudine al confronto: vuoi decidere quali incipit sono ammissibili e quali non lo sono (“caro” non si può perché sei allergico!), vuoi imporre agli altri quali registri di conversazione possono essere usati e quali no, se poi uno prova a fare un ragionamento è…. Incomprensibile!. Mi sono offeso? No, non mi sono offeso, ma questo non significa che mi piaccia, anzi non mi piace per niente. E qua la chiudo.

Woland(2): scusami ancora, giuro, ho finito.

Woland ha detto...

Amen. Ora ruotate le dita, unite le falangi, questo è un ballo di pace più umano, più vero. Un ballo a misura d' uomo.