giovedì 26 marzo 2009

UN ALTRO FIGLIO DI PUTTANA SENZA IL CAZZO (Another cockless motherfucker)

(In questo post mi dilungherò, abbiate pazienza).
La tristezza è un bene prezioso. Ad esempio, recitano Elio e le Storie Tese, Gino Paoli ci ha costruito su un impero, un impero conosciuto come impero di Gino Paoli. Ma evidentemente uno che si spara nel cervello e sopravvive, poi gli viene il sospetto che debba vivere a tutti i costi e non si spara più. Ma non è qui che vi volevo portare. Vi volevo portare in basso, nella melma della viltà quotidiana che ha lo spessore dell' aria, e lo voglio fare in maniera prosastica e rigorosamente violenta (mi perdonerete un' altra volta).

Oggi, 26 marzo 2009, sono andato a frquentare una lezione (e già questo è di per se incredibile) di "Giornalismo culturale", una cattedra occupata da Carlo Serafini, giornalista del Messaggero, autore per Rai Educational e ricercatore presso diverse università. Questo dimesso quarantenne, insieme a Mirella Serri (docente e collaboratrice di l’Espresso, La Stampa, Ttl, Specchio e al Corriere della Sera-Magazine, oltre che saltuaria ospite di Marzullo), ha organizzato un incontro con un coso di nome Luca Mastrantonio, ex-studente di Lettere sotto Walter Pedullà e oggi responsabile della sezione Arte e Cultura de "Il Riformista" (sic). Si, proprio Il Riformista, quel disgustoso fogliaccio softdemocristiano reazionario ideato da Claudio Velardi e diretto da quel falso Richelieu di Antonio Polito.
Costui, (aspetta un attimo, ecco):


Da sinistra a destra: Un ciccione, Luca Mastrantonio, Uno Col Microfono

Anche la giacca è una giacca riformista.
Gli intellettuali di questa classe hanno un solo sarto. Bisognerà trovarlo e bruciargli la bottega.
Ma al di là delle notazioni estetiche, questo tizio è venuto a presentare il suo libro "Irrazionalpopolare", una specie di pamphlet al lampone che parla con un disprezzo snobista della cultura contemporanea italiana, passando per Bocelli, Benigni, Stella, Rizzo, Gomorra e migliaia di altri "item" culturali, tentando di evidenziare come la nostra "cultura" necessiti una critica.

Cosa?

La nostra cultura necessita di una critica? E il tuo libro ci fa intuire, ritenere che probabilmente è il caso di disporre di una critica?
Questo paffuto ragazzone ha introdotto il discorso dicendo che "se non vogliamo fare tabula rasa", dobbiamo renderci conto che un tipo di sistema come questo c'è.

Mi dispiace che non foste presenti, sareste riusciti a vedere sino a che livello riesce ad aprirsi la mia mandibola.

(Tra l' altro, chi cazzo te l' ha detto che non vogliamo fare tabula rasa, frocetto? Io la voglio fare eccome, e che ne dici se in caso di rivolte alla "francia old school" comincio proprio da TE?)

Ma qui viene la parte bella -no, triste, tristissima. Io non ho letto il libro, ma l' incontro-dibattito è stata la cosa più stupida, noiosa, cerchiobottista, nullificatrice, incazzogena che abbia visto negli ultimi mesi.
Solo un "intellettuale" del "riformista", ero sicuro, sarebbe riuscito a farmi girare i coglioni quanto questo compiaciuto, saccente, ecco-che-ti-alzo-il-sopracciglio figlio di puttana. Ad esempio queste sono le sue idee sulla polemica recente riguardante Baricco ("Baricco alla Rai? E Perché no?" Perché NO, stronzo ricchione leccaculo; e poi: "La scuola Holden è la nuova Luiss"; ma vai succhiare le vecchie), e questa è la sua competenza sull' Arte.
Un libro che riporta agli innocenti occhi dell' intellettuale medio (figura picaresca in passato, insigne professionista oggi) il fatto che una critica non esite: esiste un appiattimento incondizionato che si autocompiace, che si nutre della sua nonbelligeranza, che si schiera con i riservisti, che si dimette rimanendo seduto, che si sceglie l' Aventino meno ventoso, che si contorce in disapprovazione con il sorriso sulle labbra, che si smaschera con la sua maschera.
Un libro che, visti i toni e le dissertazioni dell' autore, reifica e annebbia ogni possibile dibattito, racchiudendo lo spirito critico in un semi-sconcertato mini-sgomento da intellettuale postgramsciano che vede pisciare una martora in un parcheggio.
Questa è gente da cacciare dalla vostra città, se ci abita. Gente che ti fa digrignare lo stomaco, che con la propria mancanza di nerbo, di coglioni, di indignazione, di dignità, di orgoglio, precipita tutti nella beata bolla di quelli che benpensano contro quelli che malpensano, e nessuno -e dico, porco cristo, nessun cazzo di nessuno- che si interessi empaticamente a CHE COSA si pensa e COME. Gente che parlando male di qualcuno lo riabilita, gli dà un senso, lo storicizza, e lo fa consapevolmente.

Ovviamente:
Neanche una parola sul fatto che il proprietario del Riformista è quel mafioso di Angelucci, il Re delle Cliniche del Lazio, e che tutta l' area di parenti e amici è coinvolta in Unipol e affini. Ma fosse solo questo. Questa gente ti blandisce, ti fa vedere "tutti e due i lati" (che tenero) di un problema (grazie, tesoro), ti parla delle nuvole mentre i suoi stessi capi gli scopano la madre nel bagno.

Questo è quello che ci viene fornito pagando le tasse dell' università. Pagando le tasse normali si pagano i finanziamenti pubblici al riformista, e pagando l' università ti trovi QUESTA GENTE che viene a fare LEZIONE a TE, che non avresti non dico bisogno, ma neanche vorresti intravvedere UNA SOLA PAROLA DI QUEL LIBRO, perché ti basterebbe e avanzerebbe un Walter Benjamin, ma TU devi COMPRARE questo LIBRO per l' ESAME.
Questi sono i PEGGIORI, non Cicchitto.

Ma guardatelo, vi prego:


Questa faccia di merda. Queste facce di merda, che sono ovunque. Con quelle sciarpette di merda. Spero che a qualcuno di noi resti abbastanza saliva, perdio.

Sentite, oggi non ho voglia, sono amereggiato.
Solo un' ultima cosa:
Se non vi siete ancora iscritti all' università, non fatelo, e andatevene nella cazzo di Svezia a fare Biologia.

24 commenti:

F.T. ha detto...

Da che vagina, dopo quale tetra meccanica le fetano, queste inarrivate teste di cazzo?

"un intellettuale immerso nella contemporaneità e a suo agio con il mezzo televisivo, e dotato di qualità imprenditoriali. Requisiti cui corrisponde il profilo di Baricco, che in tv ha fatto ottime cose e ha trasformato la scuola Holden nella Luiss della scrittura"

un intellettuale immerso nella pappagorgia di Maurizio Costanzo, nelle sue lane ombelicali, ma vaffanculo.

E d'altra parte: settant'anni fa quelli come Benjamin li costringevano a suicidarsi (sempre altrove: in Italì le anime belle si gingillavano dietro Croce, nel frattempo), oggi coi progressi della biogenetica ne evitano punto la nascita. Fanno pure i rami morti dagli ancora vivi, qua sta la disgrazia.

Hai ragione, che amarezza.
Che merda di isocora desertica. E questi ti vendono le morgane, dove l'unica è di fare come i cactus...

Fabio Teti

Woland ha detto...

Sapevo che avresti pucciato il tuo cordoglio nel mio cordoglio. Ma anche così, che tristezza. Tanto più che volevo dire qualcosa di terribile, ma non ci sono riuscito. La sua faccia da maialino colto mi ha bloccato in sudori freddi.

Anonimo ha detto...

Ti vedo leggerissimamente imbufalito, come dire. Oh, probabilmente non hai torto, io uscirei così da una riunione di creazionisti, solo che io non ci vado. Ma sono sicuro che questi non siano cazzi miei, giusto?

Ma quello che volevo dire è che mi sfugge il senso della frase "una cultura che critica se stessa". Dall'interno? Secondo i suoi stessi parametri? Perchè la gente non scoppia a ridere in coro, quando sente cose del genere?

Non nego che sia divertente emettere rumori con la bocca, specie se sei tu l'unico che può, in quel momento, emetterli, e nei concerti può anche funzionare. Ma cazzo, mettici almeno un basso e una batteria, sennò esiste il caso che qualcuno ascolti il testo.

Danilo

Woland ha detto...

Appunto.
In questo particolare caso, mi piacerebbe che il protagonista del post, invece di cantare, avesse ricoperto il ruolo di tom.

(per i non esperti e per Gabriella Carlucci: tom non è quello della capanna scritto con la minuscola, è uno dei pezzi che compongono una batteria.

Anonimo ha detto...

Mi fai sempre ridere come uno scemo. L'idea di come si imbizzarrirebbe la Carlucci all'idea di tom scritto con la minuscola è irresistibile.

Danilo

Artemisio ha detto...

E' bello constatare come tra delle fredde stringhe collegate l'un l'altra da flebili sinapsi logiche di matrice dialoghista possa nascere e nascondersi un'amore. Quello con l'apostrofo maiuscolo tra le parole t'amo. Siete adorabili.
Ammiro il temperamento con cui riuscite ad indignarvi. Io ne avrei tanto e sì tenace solo di fronte ad una carbonara con l'uovo cotto. Disgustosa. Resta da capire, sior Woland, dati suoi certi discorsi in merito, cosa ci sia andato a fare a seguire tale evento dagli esiti così nefasti. Non avvelenarti il fegato con queste cose, lascia che ci pensi l'alcol, per dio.

F.T. ha detto...

A proposito di alcol. Ecco di che vi sconnessamente parlavo, Woland e Artemisio. Un saluto.

http://www.adelphi.it/catalogo/schedaLibro.asp?id=1581&isbn=&metaTitolo=Dissipatio H.G.

zadigone ha detto...

Posso lasciare una testimonianza sull'accuracy (come anglicamente evidenzia il blog che hai linkato) di certe persone che bazzicano per l'università non si sa come (anzi si sa benissimo, in questo caso penso pratiche BSDM con una professoressa che a Lettere è notissima). Il prof. dott. ric. giorn. Carlo Serafini. Il prof. dott. ric. giorn. Carlo Serafini nel suo programma d'esame consiglia tra le letture AmmaNNiti. Ok. Un errore di battitura. Ci sta. All'esame m'infastidisce oralmente con questo AmmaNNiti, e non credo stesse facendo una delle tante scarse imitazioni del sardo. Nello statino scrive "AmmaNNiti". Certi errori forse non sottolineano incompetenza (anche se ci si potrebbe fare grossi pianti su tanti altri esempi di vera incompetenza) ma tanto menefreghismo sì("Io so PPPROFESSORE"), se proprio vogliamo essere buoni. Ed il menefreghismo dovuto a chi crede che diventare professore sia un premio culturale porta all'incompetenza.

P.S. Credo, anzi ora son certo, di conoscerla dr. Woland

zadigone ha detto...

Cazzo ho sbagliato, BDSM non BSDM. Cazzo cazzo cazzo.

Artemisio ha detto...

Fabio cerco di riconnettere i brandelli mnemonici: dunque, a grandi linee e sommariamente - o forse no -, l'idea di cui mi parlavate e che sarebbe confluita nel vostro grandioso progetto costituendone la struttura sinottica formale è stata realizzata?

Woland ha detto...

Mr. Zadigone, non so se lei mi conosce, ma io sicuramente non la conosco, poiché è la prima volta che lei si palesa nella mia vita, ma ora la conosco, quindi in un certo qual modo, se lei non mi conosce (o non è così sicuro di conoscermi), ne deriva che io la conosco molto più di lei, e di questo farebbe meglio a farsene una ragione.
Quindi ti do del tu e ti chiedo: ma che vuoi? Neanche mi conosci.
Detto questo, benvenuto sul mio blog. Le porto a carta delle denunce o sa già a quale reato vuole essere ascritto?

Arte, mi secca ribadirlo (e per questo ho comprato delle cremine), ma il progetto è ancora un' idea nella mente di Dio e di Fabio Teti. Dove per Dio non si intende quel barbuto annegatore di popoli.

Artemisio ha detto...

Non intendevo che la cosa si sia concretizzata per merito vostro, di dio, o di barbuti annegatori di popoli, ma semplicemente che l'idea di base è già stata inserita nel romanzo di cui il buon Fabio ci ha lasciato il link. Non ricordavo ce ne avesse parlato. Non ricordo neanche di avervi mai visto, dopotutto.

Woland ha detto...

Si, è vero, ne avevamo parlato, e anch' io ho sognato che ci eravamo sbronzati abbastanza da rischiare la vita in macchina che sulla prenestina sembravamo delle comparse di Trainspotting.
Quindi, effettivamente ci siamo incontrati, e la prova è che quel libro esiste.
Ma l' idea che avevo pensato io grazie a dio è diversa.
Non avrei neanche potuto uccidere quell' autore, perché si è suicidato.

Artemisio ha detto...

Fu mia premura appaiare al fonema idea la locuzione a grandi linee e l'avverbio sommariamente, per sottolineare preventivamente ogni possibile accusa di scopiazzo ed il fatto che il mio ricordo del vostro lungo discorso si limitasse al solo concetto di "umanità sparità come la puzza di una scorreggia dopo qualche secondo". Dai piccola, lo sai che ti stimo e ti voglio bene, non mettermi il broncio che poi non mi vien duro.

Woland ha detto...

Macché, sono felice come un becchino ad Acerra.

orlaHC ha detto...

scusami se te lo chiedo passando per idiota, ma precisamente cosa ti ha fatto incazzare così tanto, oltre alla faccia da Pirla (con la p maiuscola) del mastrantonio?

Ho guardato il video, non ho trovato alcun uscita degna della tua incazzatura folle.

Insultami pure, ma almeno un pò illuminami, per favore (te lo chiedo come assiduo ed interessato frequentatore del tuo blog e, precisiamo, senza alcuna nota polemica)

Anonimo ha detto...

attento al titolo del post. che poi ti arriva una denuncia sul serio. informati prima di fare il cane sciolto, chè la rete non è un giardino dove portare a far pisciare i propri umori. in rete ci si lavora. e trovando in giro cose del genere, si fa presto a segnalare.

Artemisio ha detto...

Woland ci son gli sbirri.

Woland ha detto...

Il post è violento, ma ha tutte le caratteristiche di un' opinione. E finché c'è un articolo 21, "blow me". Perché mai George Carlin, Bill Hicks, Chris Rock, Eddy Murphy, Richard Pryor, Daniele Luttazzi e via per millenni possono farlo e io no? Non c'è nessuna diffamazione. Il post parla di me che mi rompo i coglioni di questa gente.

Che denuncia? Per cosa?

Again, Blow Me.

LK ha detto...

sciarpettina di mmerda e faccetta da maialino. dovevi sputargli in faccia anche da parte mia!
Lord K

faina ha detto...

Di solito non commento mai (anzi, togliamo il "di solito"), ma questa volta ne vale la pena. Ecco il mio commento:

Bravo Woland, cazzo! Questo è parlare!

CollanaTransiti ha detto...

ahaha, che tristezza, più di tutto la sciarpetta.
ho molto riso, e poi pianto.
gnegnet

Malatesta ha detto...

Molto probabilmente Anonimo è uolchertecsasrenger.
Ma a differenza di uolcher lui non agisce.
Lui segnala.
cacati addosso, uoland.

Ste ha detto...

Non pensavo che Endemol meritasse il conio di un aggettivo...evidentemente aggiungere desinenze che rispecchiano una precisa natura intellettuale (..ano...) è motivo di soddisfazione per un "intellettuale vanitoso" che sembra provocarsi degli orgasmi lessicali trascurando però un aspetto, il contenuto, che si suppone essere di una certa rilevanza in un discorso o dialogo, a meno che a discutere e dialogare non sia un maestro dell'assurdo, qualità (a sua volta discutibile) della quale non avverto la presenza in MastroAno.