sabato 14 marzo 2009

Restringere le vagine e altri strumenti di coesistenza pacifica - Ovvero: nuovi e vecchi terrori della razza umana

Non pretendo di essere davvero pedagogico. Le mie inclinazioni a utilizzare essere inferiori per delle guerre fratricide (formiche, criceti, popolazioni in giochi di ruolo alla Civilization, asili nido) che mi divertano mentre mi masturbo su uno schermo parallelo deriva da un' atavica paura della razza umana. Volete darmi torto? Queste sono le curiosità della settimana secondo l' ANSA (di cui s' è già parlato su queste empie pagine riguardo la pubblicità del ViMax e di altri utilissimi prodotti per l' ingrandimento del pene).

"Orlando: i delfini del parco SeaWord giocano a fare bolle d'aria. Maya, eccezionale ritrovamento in Guatemala. Pensionata protesta per crac Lehman e vende feci in scatola, "Mi sono rimaste solo queste". Raccolta differenziata, cagnolina testimonial d'eccezione".

A colpo sicuro. Copi e incolli le curiosità della settimana, ed ecco con cadenza settenaria, almeno 4 motivi per avere un terrore fottuto della razza umana. O per riderne, se non siete in paranoia in quel lasso di tempo in cui le leggete.
Quasi preferivo le pubblicità del ViMax. Tra l' altro, non capisco perché questa attenzione monopolistica al fallo. Non siamo più democratici? (ah ah, certo che no. Lo siamo mai stati?) Nessuno che si spinga a proporre la soluzione più facile, più economica, più saggia: prodotti che restringano le vagine. Tanto quale cazzo di controidicazione c'è? Il parto? Con il 65% di parti cesarei? Nah. E poi ci sono sempre tante sostanze utilizzabili per dilatare uteri e vagine (per esempio, le dita di Ben Harper o la canottiera sudata di Brad Pitt).
Se restringessimo le vagine, nessun pene si sentirebbe a disagio e i normodotati e sottodotati sarebbero di nuovo entusiasti, liberi finalmente da quella gravosa sensazione di star pucciando una bic in una marmitta di fonduta.

Con questa divagazione non voglio togliere nulla all' iniziativa della pensionata americana, che prende 9 in eccentricità, 7.5 in originalità (dall' aldilà arriva un plauso di Marcel Duchamp e Tristan Tzara) e 10 in compentenze in teconlogie verdi (non proprio verdi, in effetti).

Per di più, nessuno che ti spieghi perché i delfini -che sono più intelligenti di noi perché tra loro parlano un sacco e a noi ci prendono per il culo facendo finta di no e strillando sempre yyyyyyyyyyyyyyy!!!!- non possano fare quel cazzo che gli pare senza che una pletora di scimmie sottosviluppate si metta a fissarli con l' espressione ebete di un setter a cui hanno mostrato uno schema vettoriale.

Tralescerei l' ultima curiosità della settimana perché ho finito gli addominali.

Per essere precisi, vorrei ribadire che la mia paura dell' essere umano non si basa su una mia reale alterità da esso, ma dal suo contrario, ossia la mia somiglianza ad esso (di cui rimando alla prima riga). Quello che -mi sembra- ci ostiniamo a dimenticare è che è tutto finto. L' economia è finta, le nostre case sono finte, la nostra percezione degli altri è finta, le nostre residue certezze sono finte, il vostro maglioncino in cashmir è sicuramente finto, così lo è la collana di vostra madre, la vostra laurea, e last but not least, è finto il mio e il vostro "amore".

Cioè, non è che non corrisponda a niente di "reale", ma la maggior parte di esso è una proiezione che ci rovina parte della vita. L' "amore" si attacca alla necessità. Quando la necessità si attacca alla grettezza (siamo in questa fase da circa 4000 anni) e alla conservazioni di istanze sociali e parentali, giungiamo al punto che Amanda Knox che ama Raffaele Sollecito ma poi non lo ama più perché fanno insieme omicidi dal rituale rosacrociano e poi si accusano a vicenda e la figlia di Wanna Marchi sono convinto davvero che voglia bene a quel roito della madre e anche probabilmente Eric Harris e Dylan Klebold a qualcuno ci avranno pur voluto del bene, ecco che questa puttanata dell' amore ci fotte.
Benigni non ci ha fatto caso, guarda un po', ma ci fotte. Anche Benigni stesso ci fotte, ma non me ne avrò a male, sono abituato da 25 anni a gente più ricca di me che prova a fottermi.

No, sul serio. Sinché l' umanità non avrà messo da parte il concetto di amore come contrario dell' odio, in questa malata e morbosa chiave dualistica cristiana, io continuerò a cacarmi sotto.

Perché -guarda un po'!- secondo questa concezione l' AMORE ha dei NEMICI.
Qui stiamo tirandoci scemi anche da soli.

Si potrebbe provare, almeno per un po' -proprio così, in prova, appunto- con la compassione? La sopportazione? E' chiaro che la gente si sfiducia se devi amare il prossimo tuo come te stesso. Ma quando mai? Cioè, io dovrei amare come me stesso il mago Otelma? Mike Bongiorno? Quello che scarica il pesce? L' amministratore di condominio?
Ma se sogno sempre di ammassarli in una fossa comune e farli ammazzare dalle tartarughe Ninja.
E andiamo.

Saremmo davvero più coraggiosi, credo, se ci facessimo bastare la pietà. Quella forma di Amore che non implica il possesso, ma la sensazione di comunione con l' esistente.

Sembro nato a Recanati, ve'?
Ma non è mica stato lui l' unico bardo a beccarci, ben prima della disillusione novecentesca.

"Life is a tale told by an idiot, full of sound and fury, signifying nothing"

E questo è del millessei! Ormai un po' tutti sanno che l' "amore" è un sistema complesso e non un' istanza. Ma si fa finta che corrisponda a quel sentimento di sbornia momentanea (un secondo oppure quarant' anni, ma sempre momentanea) che si vorrebbe prolungare all' infinito. Ed ecco che da qualcosa di complesso e inarrivabile, fatto di chimica, memoria, biologia, paura e insieme disprezzo della morte, impulsi vitali e pulsioni evolutive, si arriva ai messaggi dell Tim. "Scopri il tuo amore. Manda un SMS al 4576". Il servizio che avrei ideato io sarebbe stato più divertente:

"Scopri quando morirai: manda un messaggio al 666. La tua anima gemella ha l' aids? Chiedi al nostro esperto su www.tim.it"
Oh, oh. Il piacere eterno. L' amore che muove il sole e le altre stelle. Si, l' energia volete dire? In questo caso, la pertinenza dell' immaginario collegato all' amore si riduce a una minuscola metonimia (scritta probabilmente da Willy Pasini).

Ovviamente, anche i tossici vorrebbero che la loro pera durasse tre secoli. E poi ci sono io, che vorrei che un mio orgasmo durasse una settimanella, mentre vorrei che quello di Maurizio Costanzo lo uccidesse. E invece no. Cinque secondi di orgasmo e Maurizio Costanzo in buona salute. You can't always get you want.

"Ama e fa ciò che vuoi".

E già che ci sei ascendi al cielo, cretino.

13 commenti:

Woland ha detto...

Si, il primo commento lo metto io per ammettere che si, sono depresso e inconcludente, e soprattutto dispersivo.

Volevo solo puntualizzare, perché non siamo qui per farci i rsaponi su quanto si sta male (mica siamo EMO), che -come diceva Andrea Pazienza- che son fesso me lo posso dire da solo, perché posso sempre stracciare il 90% dei vostri.

Woland ha detto...

Però depresso, via. Che cazzo.
(But I really mean what I wrote)

Anonimo ha detto...

Umore solare?
Bof, non è esattamente insolito, nel fine settimana.
Posso dirti una stronzata? Di cui poi mi vergognerò per sempre?
Eccola, in tutta la sua completezza:
si fa quel che si deve.
Va bene a te? Va bene a chi hai accanto? Ti fa vivere meglio o peggio?
Frega un cazzo.
E' solo che se non sai quello che devi fare sei nella merda, se lo sai e non lo fai sei nella merda, e se lo sai ma fai finta di niente sei nella merda.

E se invece lo fai, beh, sei nella merda lo stesso. Ma, almeno, sai perchè.

Danilo

Woland ha detto...

Esattamente.

Anonimo ha detto...

Sfiga che io sia omofobo...

Danilo

cumpareddu ha detto...

Se posso permettermi,non credo che, per combattere la depressione, prendersi un delfino sia la scelta migliore.
Io proverei con qualcosa di meno impegnativo tipo: pesce rosso o, ancora meglio, pianta grassa.
Rischi che un domani, passata la depressione, ti rimanga sul groppino una bestia di centinaia di chili che non puoi nemmeno abbandonare in autostrada.
Fai tu.
-cumpareddu-

Woland ha detto...

L' unico modo di far fare yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy!!! a un pesce rosso è infilarlo in un ingranaggio.
E con la pianta è praticamente impossibile.
Io resto sul delfino.

Anonimo ha detto...

Oh cazzo!
Ma davvero non si possono abbandonare i delfini in autostrada?

Danilo

Woland ha detto...

No. E' una modifica introdotta col pacchetto della patente a punti. Ti infilano sempre questi provvedimenti antidemocratici all' ultimo momento.

Artemisio ha detto...

Il delfino, il delfino. Decisamente il delfino. Non vi è necessità alcuna di abbandonarlo in autostrada, potendolo gettare in mare, all'occasione. O comunque ci vien fuori un'ottima zuppa.

Anonimo ha detto...

Sì, vecio, tel trai 'n tel mare. Se te abiti a trent, nesì?

El delfino...senti, e se parlesente de caprioi, 'nvezi?

Danilo

cumpareddu ha detto...

AMO : è una parola letale, per gli uomini e per i pesci.

Anonimo ha detto...

AMO: è una parola funzionale, per gli uomini, specie se affamati. E si fottano (anche) i pesci, come dire.

Danilo