martedì 31 marzo 2009

DON'T YOU DARE PICK UP THE GUN, KID

Il primo -alert: sue warnings- si è presentato, in maniera -devo ammettere- inattesa, proprio ieri. Una specie di finestra di Pop-Up sociale. Tra i commenti al post su Luca Mastrantonio (lo trovate qui sotto), è comparso questo "anonimo":

"attento al titolo del post. che poi ti arriva una denuncia sul serio. informati prima di fare il cane sciolto, chè la rete non è un giardino dove portare a far pisciare i propri umori. in rete ci si lavora. e trovando in giro cose del genere, si fa presto a segnalare".

Beh, alcune parti sono indubbiamente divertenti, tipo "informati prima di fare il cane sciolto" e "attento al titolo del post".

Come se per fare il cane sciolto uno dovesse informarsi più di qualsiasi altra persona "schierata". Ah ah. Ovvio. Vivo in Italia da 25 anni, ma grazie del pleonasmo.

Ho comunque provveduto (per sicurezza) a cambiare il titolo del post da "Un altro figlio di puttana senza l' uccello" a "Un altro figlio di puttana senza il cazzo". In effetti rischiavo di essere frainteso. Questo fatto però mi mette una pulce nell' orecchio per cui, se avessi chiamato il post "Uno squisito arrosto di legumi", non avrei avuto problemi. Ma sapete com'è, alla fine, tanto per prendere un po' le distanze da questo INFERNO di FINTA NAZIONE in cui noi si vive, ecco, ho preferito SCRIVERE QUELLO CHE PENSO.

Per quanto riguarda l' informarsi, avrei capito se avessi scritto un post tipo "Sono convinto che esista un tizio da qualche parte di nome Luca Mastrantonio che è una testa di cazzo". Ma non l' ho scritto. Perché? Oh, ma perché il post l' ho scritto (notate bene) DOPO aver assistito alla presentazione del libro di Mastrantonio, e non (notate bene) PRIMA di sapere anche solo chi cazzo fosse. Per di più, il fatto di aver inserito informazioni, foto e video, credo che in qualche modo dia qualche significativo indizio sul fatto che io abbia effettivamente compiuto delle ricerche (anche se non incredibilmente approfondite e non palesemente false, non sono Renato Farina) sulla persona in questione.

"Si fa presto a segnalare"? Riflettiamo sulle parole. Che significa "si fa presto"? E' ovvio che si fa presto. Copia-incolla-inserisci in mail-inserisci indirizzo-spedisci. Prestissimo. Il problema è:

Perché? Cioè, perché alcuno dovrebbe segnalare quel post? Perché gli piacciono le guerre legali? Oh, meraviglioso. In effetti, cosa c'è di meglio che mettere contro uno studente spiantato con il responsabile della cultura (eh, eh, "cultura") de "Il Riformista"?

E nel caso, un altro interrogativo mi tortura la testa:

Cosa me ne dovrebbe fregare? Me ne frega, in effetti, meno delle attività mattutine di un broker guardone di Cincinnati. E forse ancora meno. Segnala pure, l' importante è che risulti abbastanza chiaro che se Luca Mastrantonio (che palle ripetere sempre 'sto nome) vuole insultarmi di rimando, o spiegarsi, o intervenire pubblicamente, o sconfessarmi, o farmi una sega, può fare tutte queste cose (anche contemporaneamente). E' che proprio non vedo perché dovrebbe denunciarmi. Io non lo farei. Lui vuole scrivere sul riformista che c'è questo blogger che è un coglione pazzo delatore ignorante folle rincoglionito abulico presuntuoso? Che lo faccia, no? Se poi volesse scrivere anche qualcosa su di me, lo faccia comunque.

(Ricordo ai cerebralmente meno abbienti che questo è un blog principalmente di SATIRA, UMORISMO e SCRITTURA/E).

Non ho tutte le risposte, ma posso tranquillamente asserire di aver scritto una mia -peraltro simpaticissima- opinione di essere umano sulla funzione pubblica e culturale di un altro essere umano, non sull' essere umano in sé rispondente al nome Luca Mastrantonio, con il quale non ci siamo presentati e grazie a questo dato empirico la mia mano ha ancora una sua dignità.

Non ho scritto: "Luca Mastrantonio strozza cuccioli di scimmie in via d' estinzione mentre si masturba sul video in webcam della madre che si fa il bidet usando urina di ratto".
Mi direte: "ora però l' hai scritto". Si, è vero, ma non lo volevo scrivere, non lo penso. Voi mi direte: l' hai scritto, quindi l' hai pensato.
Siete degli inguaribili precisini. Grazie dello zelo.

Anche se voglio evitare in maniera assoluta il Guzzantismo, mi preme ricordare che l' art. 21 dovrebbe (in teoria) concedermi il diritto di opinione, dove per opinione immagino si intenda qualcosa che puoi anche dire in pubblico, visto che se si intendesse che la "cosa" si può solo pensare, non sarebbe 'sto popò di diritto (ne converrete). Nel mio post non c'è nessuna calunnia. Non ho scritto:

"Luca Mastrantonio ha scritto un libro che riduce la circonferenza del glande dei minorenni e pare che, negromanticamente, infibuli clitoridi di ignare lettrici di ogni età con la sola forza degli understatement ivi contenuti" citando falsi dati scientifici.
Voi mi direte: "ora l' hai scritto". Birichini; siete così puntuali che mi sembrate il mio cervello. Non ho citato nessun dato scientifico, però (Yale University Medical Journal, Yale University press, Xi-XII, 2009, pag. 236-238 e ibid. pag. 241-242). Eh.

Non ce l' ho con Luca Mastrantonio in quanto Luca Mastrantonio (ripeto). Non voglio picchiarlo o minacciargli la famiglia. Se fosse un salumiere, non avrei particolare rimostranze da fargli a meno che non mi tagliasse un prosciutto cotto marcio e per di più con uno spessore da carta velina mentre mi tratta come un ignorante che ha bisogno di aiuto per le riflessioni futili inerenti i salumi (che è più o meno una metafora della sua prosa, se non si fosse capito). Solo che non è un salumiere, è uno che si guadagna da vivere coi soldi che gli PAGHIAMO NOI.

E poi, quelli del Riformista non erano "liberisti"? E che, solo sul mercato? Troppo comodo, Dalemini.

INTERVALLO (Musica: "I Just can't get enough" dei Depeche Mode)
"Buongiorno, sono la voce del buon senso, con voi, anche se sporadicamente, fino a qualche decennio fa! Vi parlo da un Bunker costruito sotto un ghiacciaio non lontano da Helsinki. Volevo ricordarvi che questo blog e' GRATUITO e i contribuenti italiani o stranieri NON PAGANO per finanziarlo, mentre QUESTO GIORNALE, in cui scrive e guadagna Luca Mastrantonio, viene così descritto nel NON DENUNCIATO blog www.gennarocarotenuto.it:

"il Riformista è un caso particolarmente repellente proprio per quelle 2.000 copie che vende. Duemila copie sono veramente un’inezia (la newsletter di questo sito ha più abbonati) per giustificare i 2.2 milioni (4 miliardi e mezzo di lire) di finanziamento pubblico, pari a 1.100 (MILLECENTO) EURO per ogni lettore, e pari a quasi 4 (QUATTRO) EURO per ogni singola copia venduta. Avete capito bene, quando vedete in giro (ma quando mai?) qualcuno con una copia de Il Riformista in mano, sappiate che, oltre all’Euro che il tipo ha pagato al giornalaio, altri QUATTRO Euro li paghiamo con le nostre tasse direttamente a Il Riformista (Riformista dde che?). Tra l’altro lavorando al Riformista una quindicina di persone e considerando che i costi vivi siano coperti in edicola, verrebbe la bella media di 150.000 €uro procapite. In media quindi. E quanto guadagna il simpatico (sic) direttore "né destra né sinistra"? Perchè il direttore di un giornalucolo di poche pagine e che nessuno compra deve guadagnare decine di migliaia di Euro al mese? Una cosa è la libertà di stampa e una cosa è far mangiare pane a tradimento ad Antonio Polito e compagnia facendo perfino credere che abbiano qualcosa di indispensabile da dire".

Capisco di rischiare la denuncia. Dovranno prendere i soldi da qualche parte quando i pubblicitari e lo stato se la fileranno.

Poi vi dirò un' ultima cosa, pargoli. Pur piacendomi questo finto anonimato pseudo-carbonaro (il mio nome e la mia licenza Creative Commons sono in basso a destra), non disdegnerei una bella denuncia. In Italia diventano tutti ricchi così (strano, no?). Guardate Travaglio. Ma ora basta, parlare di meritocrazia.
Ma certo non vorrei essere denunciato da Luca Mastrantonio. Che me ne faccio di una denuncia da Luca Mastrantonio? Chi cazzo lo conosce (altro pleonasmo)?
Io ne voglio una da Obama, se no niente, mi si lasci in pace.

Se non siete neri e presidenti di una superpotenza, tralasciate il denunciarmi a qualsiasi titolo, per favore, che ho da fare.

Dimenticavo: "chè la rete non è un giardino dove portare a far pisciare i propri umori".

?

Davvero?

E io che mi credevo che la rete fosse un luogo pubblico internazionale famoso per essere l' unico baluardo dell' espressione libera e trasversale a livello planetario, con tutti benefici, le mediocrità e le mostruosità che questo comporta.
Dovrò tornare alla precedente idea di rete, quella per cui essa è più o meno come l' Espresso, ma le tette sono più grandi.

"Non è un giardino per portare a far pisciare i propri umori".

Mi scusi, agente, non avevo visto il cartello.

22 commenti:

Vito ha detto...

ti ho appena scoperto via chinaski, mi piaci (anche sessualmente).
ti leggerò.
l'avv.

Woland ha detto...

Anch' io ho scoperto me stesso tramite Chinaski. Abbiamo già molto in comune.
Baciami, ora.

Vito ha detto...

eh eh. ma quanto cazz'è vero quello che scrivi. sti gran cornuti hanno intasato università e giornali e scuole e tutto, che quel maiale di dio se li ingoi.
cordialmente tuo.
l'avv.

Woland ha detto...

Domanda: ma l' avv. sta per "l' avverbio"?
O magari fai quel lavoro che mi sta per servire come il pane?
Perché in tal caso, capite più sul pisello della principessa.

Anonimo ha detto...

Beh, direi che questo commento è meglio di alcune brevità di sviluppina.

"attento al titolo del post. che poi ti arriva una denuncia sul serio."

Sì. Oppure una del monopoli.

"informati prima di fare il cane sciolto, chè la rete non è un giardino dove portare a far pisciare i propri umori."

La sintassi non la vedo proprio lineare, ma mi pare che il concetto essenziale sia _allineati e coperti_, giusto?

"in rete ci si lavora."

Beh, fallo, no? Cazzo cazzeggi?

"e trovando in giro cose del genere, si fa presto a segnalare".

Oh ecco, era questo il lavoro!
Beh, se era questo, ci sono due opzioni, come mi son trovato a scrivere tempo fa: o devi fare una denuncia vera, o non puoi fare una denuncia vera.

L'intimidazione non credo sia ancora compresa fra le consegne di chi lavora in questo genere di cose. Sì, ok, magari è prassi, ma può anch'essa portare a denunce vere, io credo.

Danilo

(Servisse una mano, no, non sono avv., ma magari fai un fischio)

cumpareddu ha detto...

In rete ci si lavora!
Azz....!
Vuoi vedere che mi (ci) tolgono il sussidio di disoccupazione?

Comunque, una delle tue migliori prose.
Dovebbero denunciarti più spesso.

Artemisio ha detto...

Perché dai da mangiare ai troll? Quantunque le precisazioni da te qui fatte siano state interessanti e chiarificatrici, ne eravamo tutti a conoscenza e ben convinti, meno che il tizio bacchettone - ovviamente -, ergo il post è stato scritto appositamente per lui, dunque stai dando da mangiare ai troll. Oppure non è un troll ed allora barricati in casa e siggillala, verrò a portarti birre e salatini.

Woland ha detto...

Mah, ovvio, cioè, se è un troll mi ha dato comunque lo spunto per una discussione acrimoniosa di quelle che mi interessano, se non lo era tanto meglio.

Anonimo ha detto...

forse non ci siamo spiegati.
io non conosco personalmente il L.M. in questione. ti ho dato un consiglio perchè qualche volta sono passato di qui, ho trovato cose intelligenti e ci sono ritornato. ultimamente però
ci ho trovato un post gratuito. gratuito perchè tu dici di non aver letto il libro. e fai un attacco livoroso contro uno degli autori.
siccome la rete è grande e la rete dei contatti pure, ti ho scritto di moderare le espressioni.
perchè basta una segnalazione e blogspot ti chiude la baracca. ma ancora di più, perdi i tuoi lettori. sò già che fuori di casa mia e fuori di casa tua, c'è molta merda. non serve ribadire che è merda. serve, se vogliamo mettere la testa fuori di casa, spiegare e raccontare perchè quella è merda e cosa non è merda.

se accendo un pc per navigare non è per perdere tempo. voglio idee, contenuti. non voglio imbattermi in un tizio che dice, non ho letto il libro ma è tutta una merda.
voglio che questo tizio mi dia delle spiegazioni. altrimenti è tutto scontato, già detto.

tu mi rispondi con 70 righe che vanno tutte per i cazzi loro. ne bastavano 10, concentrate.

cito le ultime.
"E io che mi credevo che la rete fosse un luogo pubblico internazionale famoso per essere l' unico baluardo dell' espressione libera e trasversale a livello planetario, con tutti benefici, le mediocrità e le mostruosità che questo comporta."

ecco. prima di dare della testa di cazzo a chiunque. assicurati di non incappare tu, nelle mediocrità che comporta la democrazia della rete.

Anonimo ha detto...

pesante

ilanio ha detto...

io vorrei solo che tu portassi un po' piu' rispetto ai brokers guardoni di Cincinnati
anche loro hanno un cuore, Bestia che non sei altro...

vito ha detto...

caro wolandkerosenectute, ebbene si, l'avv. sta per quel lavoro che ti sta per servire come il pane.
l'avvoltoio.
non ho capito la cosa del pisello e della principessa però.

Anonimo ha detto...

Beh, Woland, ammetterai che qualcuno che commenta sul tuo blog solo per dirti che non dovresti commentare quel altri dicono in rete, qualche merito ce l'ha.

Danilo

Woland ha detto...

Quindi, amico mio, mi dici che io non ho letto il libro perché io ti ho detto che non ho letto il libro. E' già di per sé un' affermazione molto simpatica, che è resa ancor più simpatica dal ocntesto che il post voleva ritrarre.
Quello che nella satira americana (lo stand-up) George Carlin chiama "a bunch of fucking hatred" e "a couple of things that piss me off". Nello spettacolo "It's bad for Ya" la prima frase dello spettacolo:

"I'd like to begin saying 'Fuck Lance Armstrong[...] I'm tired of that Asshole".

Ora, non volendo assolutamente assurgere alla completezza artistica di uno come George Carlin, ti dirò che nel mio piccolo ho "ricreato" lo stesso meccanismo, che SI, sarai contento di questo, rientra perfettamente nel cannibalismo sociale.

E' un' idea che mi affascina. Specie se praticata da minorenni down incinte.

Vebbeh, ok, faccio un inchino.

Woland ha detto...

P.S.:

Questo per dire che -con tutta l' emotività "unleashed" che ci ho messo, un contenuto c' era eccome.

Se poi non ti piace, come dice Voltaire, cazzi tuoi.

Non credo che perderò lettori per continuare a scrivere quello che mi piace scrivere. E se perdo tali lettori, mi faccio anche una supplementare sega.

Woland ha detto...

(Dimenticavo la versione umile: si, mi sono lasciato andare ad un sentimento distruttivo, e ho tratto piacere dall' attacco frontale a un individuo fatto di carne e sangue e sentimenti come me, e tutto- solo per trarne una volgare prosa che è un affronto alla grandezza a cui una scrittura può assurgere. Ma nella bontà di Dio, so che saprete perdonarmi).
Amen.

Rev. Hieronymous Woland)

lo zio Giorgio ha detto...

Erano anni che inseguivo questa intuizione, ma grazie a te sono riuscito a metterla insieme e farla mia:
i Depeche Mode sono un gruppo da lettore de "il Riformista"!

Woland ha detto...

Purtroppo non credo. Perché credo che i gruppi di uno che ascolta il lettore del riformista (quelli che non ascoltano solo opera e Mahler) siano Gli Stadio, i Platters o al limite estremo i Pooh di Parsifal.

F.T. ha detto...

Che gioia. Gli informatori. Le cimici. Neanche fossimo a Praga - visto ch'è primavera.

C'è una mail per te, su tiscali. Magari prosegue la cosa

Anonimo ha detto...

Che gioia leggere questo post e tutti i commenti. L'ho trovato intelligente e equilibrato.
A sto punto se non ti denuncia qualcuno entro 10 giorni lo faccio io... dobbiamo peró inventarci delle motivazioni decenti perché io sono ignorante e queste cose per me sono un poco difficili... altrimenti si risolve tutto in udienza preliminare, se è che c'arriviamo... famme sape' se hai bisogno va...

ciao,

Carlo

geko ha detto...

ma io denuncerei l'anonimo che ti mette in guardia per lesa maestà e vilipendio alla lingua italiana.
"sò" con l'accento non si può guardare...mi si torcono le budella

Woland ha detto...

Non puoi piacere a tutti. Anzi, se ognuno considerasse i propri orifizi, umori, escrezioni, parlantine, peli, smorfie, tendenze neurotiche, famiglia, epitelii, ciglia ecc., ne dovrebbe concludere che nessuno -in linea di massima- può davvero piacere a nessuno.

E chi sono io per negarlo?