domenica 5 aprile 2009

PER IL CENTENNALE FUTURISTA: UNA GLOSSA by Fabio TETI

Pubblico un breve componimento di Fabio Teti, il meno famoso tra i più celebri autori della Giovine Italia. Vincitore di diversi premi, alcuni inerenti la scrittura poetica, altri inerenti il vestirsi sempre di nero, Fabio Teti si presenta a voi con la sua imperitura fascinazione per il linguaggio e la sua sempiterna antipatia per i cervelli di smegma. Plauditelo e sostenetelo, o vi ridurrò i genitali a qualcosa che ricorda un assai mal riuscito Brit Milà.

Per il Centennale futurista. Una glossa

Sparano in piazza quattro
strobo idioti, quattro
escrementi di note;
ora il vanagloria onomatopeico
hanno deciso

è un genio.

Così montano a frotte
i nuovi futuristi, sù a ganghe grosse, coi gulp!
i wroahmmm!, √prussien etc.,
dentro cappucci, analfabeti,
neri nell’aria delle ronde, – e possono
stuprare le rumene loro, massacrare
handicappati coi calci, (se hanno
le logiche balaniche, se le sinapsi invalse
nella sborra) – guardiamoli drizzare
le ragioni dello scroto
sino al cielo


P.S. : Approfitto per invitare chiunque ne abbia volontà a inviarmi qualsiasi opera bella o qualsiasi orrendo rigurgito sinaptico egli ritenga in tema (o anche no) a questo blog. La NUOVA TAG ("L' Orda d' Oro") racchiuderà un giorno i migliori prodotti delle vostre follie collaterali.

17 commenti:

F.T. ha detto...

Ringrazio, da buon Azazello, l'entità Kerosenectute per l'ospitalità - addirittura inaugurante - accordata a questo aborto di versi, che senso non avrebbero (ma non è detto) al di fuori di una pubblicazione più o meno contemporanea ai fatti di cui trattano.


Un saluto


F.T.

Woland ha detto...

Kerosenectute ti eleva al rango di oplita della parola e copnferisce contestualmente economica targhetta di ottone.

Vedi, Fa'... ti leggono e non ti commentano. Perché sono schivi (e anche perché tra sabato e domenica non c'è un' anima neanche sul web). Questo web 2.0 è parecchio sospettoso verso i nuovi arrivati. Nel mio primo mese di blog ebbi tipo 30 visite, e 4 commenti totali di cui uno recitava: "Cerco mini blu. Chiamare ore pasti".
Se me ne mandi altre due/tre vedrai che inizieranno a commentare e avrai un riscontro.

Artemisio ha detto...

In parte è vero, ciò che dice Woland. Nonostante egli abbia la credibilità di una carta di credito di cartone. La web-community è sommariamente (ma neanche tanto) paragonabile ad una pugno di rozzi montanari analfabeti, campanilisti e diffidenti. Ed in parte io aggiungo che, almeno personalmente, non mi sento di aggiungere molto ai tuoi versi, causa deficit cognitivo e scarse competenze in merito. Un po' come non saprei commentare un articolo sulla massa barionica nei processi di demineralizzazione - ammesso che esista qualcosa del genere, qualunque cosa significhi.

Artemisio ha detto...

Questo per dire che secondo me, sovente, la validità di uno scritto è comprovata dallo scarso numero di commenti a seguito, dato il suo 'spessore' magari non proprio user-friendly.
Per questo sono uno dei più assidui commentatori di questo posto: cerco di screditare gli scritti di Woland. No scherzo, sei un gretto raschiatore di bassezze umane, Woland. Per questo commento. No, vabbè, non saprei. Vi voglio bene.

Anonimo ha detto...

Artemisio: prima di tutto escludo che ogni appartenente alla web-community sia trentino. Voglio dire, io sono un rozzo montanaro analfabeta, campanilista e diffidente, e ok, ma ci sarà anche qualche napoletano colto e di buon carattere, qui e là, no?

Poi vorrei dire che mi sarebbe piaciuto moltissimo commentare questo post di Woland, se fosse stato scritto in una qualche lingua terrestre.

E, in terzo luogo, mi è capitato più di una volta (sui NG, ok...) che i miei commenti passassero sotto completo silenzio, salvo ricevere, anche tre anni dopo, una mail privata della serie "ah, ecco! Ora ho capito e sai una cosa? non avevi mica torto".

Danilo

(Che poi, chi se ne frega? Non basta immaginarseli, i lettori? Tanto per cominciare, non cambia nulla, e poi è un utile stretching preparatorio alla masturbazione,io credo.)

F.T. ha detto...

@ Woland e Artemisio: che diavolo, ma mi avete preso per un teletubbie? Le poesie non vengono più lette neppure da chi le scrive, che le scrivono tutti (persino Rondoni e il ''misistro'' Bondi), non mi aspettavo mica spiove di commenti.

Parafrasi per i trentini: un ragazzo, nel guardare le recenti manifestazioni futuriste in Piazza del Popolo, vien preso da orticaria e disgusto. Specie quando sente dire da più parti che Marinetti - con buona pace di Benjamin - era un genio. Naturalmente, riconosce sotto alcune manifestazioni una ri-legittimazione di tutto il movimento a stampo più o meno fascista. Da qui la connessione tra i versi mimetici di certo paroliberismo e le più schiette e leghiste e rondiste e naturalmente xenofobe realtà dei fascisti odierni. Tornato a casa, con rabbia, ci scrive sopra questi versi. Logiche balaniche: logiche del glande: del cazzo. Logiche anche erotiche, come sapeva Gadda quando a proposito del Testa di Morto scriveva Eros e Priapo.

Ma ad ogni modo, io che sono davvero un rozzo montanaro, credo che -tutti- abbiamo problemi ben più gravi al momento.

Salutationes,

Fabio

Artemisio ha detto...

Danilo, io voi trentini vi ammiro perché siete sub-ariani, e dunque una razza superiore, benché non pura (ci fossero dei benpensanti nascosti dietro il mio captcha: recitavo la parte, io sono un negro ebreo col cazzo minuscolo).

Al buon Fabio: la mia voleva solo essere un modo, nelle mie intenzioni evitando di essere patetico, di farti comunque giungere il mio rozzo e meschino apprezzamento, che fu in vero genuino, allorquando lessi il componimento, quantunque silente per ovvia inferiorità intellettiva. E ne colsi anche il senso, dopotutto, fatta eccezione delle logiche balaniche.

Woland ha detto...

Le logiche balaniche hanno sopreso un po' tutti. Ma se posso svelare un piccolo arcano (un arcanino), Fabio ha tonnellate di quaderni pieni di parole di cui gli piace il suono, il significato o la combinazione delle sillabe. Molte sono parole che sono state pronunciate non più di 8 volte dalla data loro creazione. Trovo questa pratica veramente invidiabile.
Io? No. Io ho sì un quaderno, come alcuni di voi sanno, ma ci scrivo in continuazione "paesaggio".

regulus21 ha detto...

E' la prima volta che ti leggo. Trovo che tu sia coraggioso e che il Disperanto (concordemente con un amicissimo) sia afforza LA Lingua del nuovo millegnio! :D

Ah, e t'ho pure linkato e fiddato, così non mi sfuggi più :P

regulus21 ha detto...

Ah, dimenticavo: il mattino ha l'oro in bocca.

Woland ha detto...

Noblesse oblige, Regulus. Presto pubblicherò il mio IBAN così potrai completare la procedura di invaghimento nei miei confronti. Fai bene, per di più, a sottolineare l' importanza del disperanto, che per affermarsi avrà bisogno di molti sostenitori (è una lingua ostica).

Anonimo ha detto...

All'ottimo Artemisio: sui tubbies scherzavo, era un dire: che pensate, che mi defenestrerò per questo?. Poi, s'è trapelato in generale del nervosismo nel mio commento non era naturalmente indirizzato a te - nè agli altri. (A Bondi, e Rondoni che gli scrive le prefazioni, sì, però). Sono con la testa in Abruzzo, that's all.

Idem per la parafrasi. Anche se conosco una che me lo dice sempre: non capisco mai se scherzi o se sei tremendamente serio. Evidentemente ha una parte di ragione anche lei.

Woland, ahi se sei sottile, a meno che non sto sovrinterpretando. Invero di parole non ne segno poi così tante - ma c'è da dire questo: lo faccio per eccesso di precisione. Soprattutto per comprendere - in senso largo - il ''paesaggio''. Ogni parola, specie in una lingua ricca come l'italiano, tiene il polso e dà la misura del suo referente diversamente dalle altre. Ma a te non c'è bisogno che dica queste cose. Suppongo che le sinonimie non convincano troppo neanche te.A me per niente. Intendo la poesie come processo conoscitivo, non estetico, e dunque come progressiva approssimazione all'esattezza. Questo in generale, a prescindere da temi, argomenti.

E logorrea è stata.
Besitos,

F.T.

Woland ha detto...

A quanto mi pare di capire sì, hai sovrinterpretato. E sì, so essere sottile, ma non oggi che mi si stanno rabberciando le pupille appresso ai test della patente. Quindi intendevo ciò che ho scritto, cioè che tu hai tutti quei quadernini mentre io non ho un cazzo e se devo scrivere "mesotelioma" me lo devo andare a cercare tutte le volte. Vale anche per "pedissequo". So cosa significa, ma ogni volta devo vedere la definizione per non scrivere una cazzata. Bah. Un giorno leverò i commenti come da scuola Smeriglia/Chinaski, così permarrà il mistero csulle mie scelte lessicali.

Luis ha detto...

F.T. mi piacque ciò che hai detto nell'ultimo commento. "Intendo la poesie come processo conoscitivo, non estetico" soprattutto.
Non ci arrivo ancora, ma per la mia poca conoscenza delle parole e per il mio disprezzo per l'uso eristico (mi sono comprato un dizionario prima di usare questa parola) della dialettica, continuo a provarci.




-Sesso di oggi-
gradi di felicità ottenebrano la fiacca resistenza della speme di un riposo vicino

zadigone ha detto...

Posso dissentire dal contenuto della poesia (a parte che io avevo capito tutta un'altra cosa)? O meglio, io sono convinto che le celebrazioni di oggi siano di stampo revisionista, mi fanno anche un po' (anzi molto) schifo, e mi fa ridere chi oggi gli va dietro, chi oggi si proclama futurista e chi elogiando il futurismo s'innesta nel filone "il fascismo non è stato così male: futurismo, treni, niente mafia, niente ebrei". Però il fascismo ha ucciso il futurismo, l'ultimo Marinetti aveva la stessa vitalità di un ficus benjamin (non ti riferivi a questo benjamin?).
Il primo futurismo era completamente diverso, ha distrutto parecchio permettendo ad altri di ricostruire, Marinetti non sarà stato un genio (le poesie non mi piacciono, i romanzi invece molto), ma prendere tutto il futurismo ed identificarlo con il fascismo (a meno che tu non volessi parlare solo dell'uso che se ne sta facendo oggi) per me è sbagliato. Poi magari il tuo commento è più allusivo della poesia ed in realtà volevi dire che il verismo di De Roberto è una cagata pazzesca.

Woland ha detto...

Non so come finirà questo gioco d' intesa/nonintesa sul futurismo, ma mi riserbo il piacere di confermare che il verismo di De Roberto è una cacata coi vermi.

Anonimo ha detto...

A Zadigone: se non ti permettessi di dissentire farei parte dell'aria delle ronde, suppongo. Anch'io ci ho visto del revisionismo, è questo che mi ha profondamente preoccupato nelle ultime celebrazioni. Naturalmente, in questa "poesia", il bersaglio principale è questa nuova genia di futuristi, il bersaglio storico è invece Marinetti, specie quello dei "quadri" (da uno di questi riprendo i prussien ridotti ai minimi termini, messi appunto sotto radice) e dei proclami, insomma il futurismo che si è subito e contraddittoriamente trasformato in scuola, in precettistica, in estetizzazione totale della politica, via via sino alla completa collusione col Testa di Morto in Stiffelius. Fuori dalle mie intenzioni invece inserire in questa mia sintesi grossolana i Palazzeschi, i Govoni, solo per dirne due. Ma in uno spazio breve come quello della mia glossa m'interessava, principalmente, mettere in luce questa lettura diciamo "neofascista" delle celebrazioni svolte, prima ancora che dei protagonisti storici ai quali con pompa eccessiva sono state dedicate. Una mia sintesi. Una mia interpretazione.

Ma il discorso sarebbe lungo, non so fino a che punto sono in grado di svilupparlo nello spazio commenti.

In ultimo, sì, De Roberto è una diarrea coi controfiocchi. Quello dei romanzi, soprattutto.

Grazie dell'interessante intervento,

Saluti,

Fabio