sabato 6 marzo 2010

WAS IST DAS


Colgo l'occasione per anticipare alcune delle vostre basite, compiaciute, inorridite e claudicanti espressioni facciali ripescando una categoria da me utilizzata in una sola altra occasione, le Unfrequently Asked Questions. Tenterò di essere più esauriente di ogni Ministro per la Semplificazione Normativa che vi possa venire in mente.

D: Ma hai cambiato il template?

R: Si.

D: Ma Davvero?

R: Si.

D: Ma quando?

R: Tra ieri e oggi.

D: Ma guarda tu.

R: Questa non era una domanda.

D: Così mi indisponi.

R: Scusami.

D: Ma perché hai cambiato il template?

R: Perché l'altro ieri sul tram una vecchia con la gonorrea ha risposto alle mie perduranti avances colpendomi ripetutamente in testa con una copia di D di Repubblica. Lei è subito scesa inviperita dal tram, io invece sono rimasto a leggere D di Repubblica.
L'oroscopo di Pesatori diceva più o meno che Saturno entrava nella mia quarta luna, che lei non era per niente consenziente e che questo significava che dovevo dei soldi a Mercurio. Così era meglio lasciar perdere quel menage-à-trois con Marte e Venere per dedicarmi di più alla floricoltura e al sostegno dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.
Inoltre citava Adorno, che era della vergine anche lui, il che mi ha fatto pensare per vie traverse che Lukacs -a prescindere dagli esiiti- era veramente borioso nel suo dare addosso al marxismo di Benjamin, che Adorno in effetti se proprio doveva farlo -e lo faceva- lo faceva meglio. Se aggiungiamo che la stagione calcistica è noiosissima, che Gigi D'Alessio ha un suo programma su Raiuno, che Napolitano è un definitivamente un povero vecchio rincoglionito per cui il matrimonio non s'ha da fare, cioè -in definitiva- tirando le somme, la somma da non zero. Quindi ho cambiato template. E ho sposato quella vecchia davanti a un prete transgenico.

D: Cosa vuol dire quella finta espressione assurda che hai messo sotto il titolo?

R: E' il frutto di alcuni miei studi sulla sovrappopolazione e sulla metereologia. La moltiplicazione ad maiora di enunciati non definiti si riflette sulle nostre esistenze reali creando un campo gravitazionale di virgole radiali. Il che serve sconfessare uno dei più atavici luoghi comuni ai quali normalmente si soggiace, cioè che non esistano più le mezze stagioni. In realtà, ed è questa la vera novità, non esistono neanche quelle intere. Avete mai visto un autunno finire di colpo il ventun marzo e dire "oh, è il ventuno, me ne vado"? No. E a Reykjavik tanto meno. E procedendo per absurdum, questo comporta anche che quando esco per strada c'è troppa gente che non sono né io né quella manciata di persone la cui esistenza ha in qualche modo un valore per me.

D: Forse non ho formulato bene la domanda, riprovo: cosa vuol dire quella finta espressione sotto il titolo?

R: E' una lettera d'amore al mondo. L'ho iniziata con l'intestazione "Caro Eros Alato", ma mi faceva cacare e alla fine l'ho scritta in quel modo.

D: Vuoi farmi credere che tu sai fare queste robe di HTML? Questo non è un template di blogspot. Come devo interpretare?

R: Non voglio farti credere niente, non mi sono candidato alle regionali per poi andare a mangiar panini. La mano fatata dietro quest'operazione, coadiuvata da me che rovino il suo lavoro e le faccio rinsecchire le ovaie a forza di richieste completamente deficienti, è quella della splendida Reloj.

D: Cambierai ancora il template o d'ora in poi confinerai la tua vanagloria nel lessico?

R: C'è un drogato che ti sta rubando l'autoradio.

D: Merda. Un'ultima cosa veloce. Sarai mica il tipo che picchia il proprio animale domestico per un nonnulla e che quando non c'è nessuno a controllare piscia nel lavandino?

R: Questa conversazione è finita.

9 commenti:

Woland ha detto...

Io, da frequentatore saltuario di questo blog, trovo che così sia bellissimo. Grazie, Woland, ci voleva.

F.T. ha detto...

Antonio Porta (e Benjamin?), non me ne voglia(no), a viatico del nuovo kerosene:

Brucia cartucce in piazza, furente,
l'auto del partito: sollevata la mano
dalla tasca videro forata.
Tra i giardini sterili si alza,
altissimo angelo, in pochi
l'afferrano e il resto è niente.

(da Europa cavalca un toro nero, 1958, ne I rapporti, Feltrinelli [oh le beux jours!],Milano 1964

F.T. ha detto...

beaux, pardon

Woland ha detto...

Quale gradito augurio. Ora il blog è vestito per la lunga notte. Faccina.

Anonimo ha detto...

In effetti ero stufo di vedere quel tipo troppo morto.

Danilo

Woland ha detto...

Una mortesfocata e decentrata. Non era male come partenza concettuale, solo che era brutto. Proviamo a muoverci verso maggiore esattezza.

PierPaoloCaserta ha detto...

noto che la strana iscrizione è palindroma, ciò accresce il mio desiderio di conoscerne la pronuncia.

Woland ha detto...

Lo puoi pronunciare in molti modi, quanti sono i nodi sul tefillin. Ma puoi pronunciarlo ῥοδοδάκτυλος Ἠώς, se vuoi.

Anonimo ha detto...

Geesù, Woland mi diventa lezioso...

Danilo