martedì 23 giugno 2009

IMPRESENZE

Alla svolta di millennio, il tempo è morto. Morta, del tempo, anche la narrazione. Si va verso i flussi, verso la teoria delle compresenze. Non c'è in-presenza, non è necessaria. Adombro qui -al contrario- un' impresenza e una compresenza, un' elenco di fenotipi, parte mostruosamente esistenti in via di immaginazione, altri esistiti che pure dall' immaginazione scivolano in storie troppo sottili per essere ricordate nella follia dei giorni.

Ah----->Non mi sento bene.

Ora vi spiego, ché son confuso anch' io. Il Kabbalista Jehuda Manohel non diceva niente del dopo duemila, forse perché aveva visto nei fondi di caffé che una donna sarebbe morta per aver provato a fare dell' autoerotismo con un martello pneumatico (è successo ieri in America); magari aveva pensato a un condimento troppo speziato delle sue Mezuzah dai risvolti allucinatori. Pur sapeva che una buona Mezuzoth è tale perché non si condisce, va'.
Stesse conclusioni per i Veda, che non avevo allungato l' occhio fino alla quarta età di Regno delle stirpi Indo-Ariane, ritenendole forse troppo propense ad acquistare carte da gioco giapponesi e bambolette di propilene che ruttano e petano se gli schiacci il ventre, tutte disposte nell' atto mimetico di un sorriso sugli scaffali di giganteschi centri commerciali pieni di scritte Tagalog. Il futuro, nelle loro visioni trascendenti, doveva essergli sembrato confuso.
Per non parlare degli alchimisti, dei fratelli astronomi del sole, dei cercatori d' oro della stirpe favolistica dei Rosenkreutz; o i liberi muratori maltesi de La Valletta, ancora a decifrare quelle poche righe lasciate dai cavalieri teutonici non così tanto tempo fa. Costoro, conservatori e nostalgici, non potevano immaginare che gli architetti avrebbero un giorno eretto nient' altro che peni, peni di vetro e acciaio, tanto per star sicuri che qualcosa di eretto durasse più dei templi del passato, che ai loro occhi sarebbe sembrato nient' altro che un' esperimento barzotto.
Quindi ho pensato di elencarvi ciò che questi mistici temevano. Questi fenotipi si sono infine manifestati, e non in demonologia come essi speravano, ma in pusillanime sottorealtà. Per questo i grandi mistici non parlano granché del 2000 . Ne parlano solo i Maya perché si erano intestarditi sull' elettromagnetismo, ma già sapevano che i posteri, con la loro somma intelligenza, avrebbero attribuito il tutto a una razza aliena di colore verde, con magari dei tentacoli e una forte propensione a costruire, chissà perché, delle pistole laser.


Ecco alcune immagini che potreste, forse, vedere oggi. O domani.

1)Un despota senza capelli, con gli occhi tubeoridi, che si sciacqua i testicoli con il latte materno.

2)Delle prostitute che fanno sesso solo per soldi.

3)Ritrattisti che dipingono una foto.

4)Dentisti col sangue nei capelli.

5)Uomini che corrono. Perché? Perché è tardi.

6)Uomini che si fermano, perché non c'è niente da fare.

7)Donne che partoriscono senza dolore.

8)Uomini che lavorano senza sudore.

9)Sacerdoti del linguaggio macchina.

9b)Divinità scritte in Word.

10)Una guerra senza armi, ma con tutti i morti.



Cose che non vedrete più:

1)Il Maestro di Malamocco, seduto su una veranda di Buenos Aires, che si addormenta mentre disegna il solito gabbiano, svogliato obliquo a pochi passi dall' orizzonte.

2)Il cantastorie di Via Pré, che bussa alle porte di un albergo, alle cinque di mattina, e girda: "Tutti giù per il sorteggio". Non c' era nessun sorteggio.

3)L' anarchico dell' Est, rifugiarsi sulle spiaggie del Regno di Sardegna. La gente gli portava il pane, come era usanza con i briganti.

4)Misha che scrive una lettera al compagno Dugasvili, e gli chiede se per favore, può lavorare in teatro, per favore, anche per poco.

5)Victor che muore troppo forte, con la mani rotte, per dare un testo alle mie ninne nanne.

6)Lo sciamano figlio d' indiani e schiavi, che un giorno gira il suo strumento, e con lui la musica del mondo.

7)Una tribù senza uniforme.


Sono solo alcune. Possono bastare, per oggi.
Non vorrei mettervi tristezza. Questo per dire che oggi non mi sentivo tanto bene, che il duemila è un giorno qualsiasi, che oggi ho il sentimento di una certezza, che gli dei se ne siano andati e mi abbiano lasciato qui.

Per giocare.

31 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh, Woland. Tu sai che i tuoi post mi piacciono, ma questo mi ha lasciata senza parole. Dovrai credermi per fede, purtroppo, ma ne ho capita ogni singola parola.
E mi hanno anche un po' impressionato le coincidenze.
B.

l'avv ha detto...

eh?

Anonimo ha detto...

Bel post.
Ma la meraviglia non ha lasciato il mondo. Se tu, se noi, non la vediamo, non è colpa della meraviglia, nè del mondo.

Danilo

Woland ha detto...

B., sei benvenuta nel mio karma, se ti garba :-)

Meraviglie? Le meraviglie, di per loro, non esistono. Danì, lo saccio quello che vuoi dire. Ma la meraviglia ha bisogno di qualcuno che la vesta, sennò è la polaroid di una meraviglia. E quel qualcuno non deve avere i nervi a pezzi, evidentemente.

Avvocato, forse non lo sai, ma il tuo commento mi lusinga più di quanto pensi.

Anonimo ha detto...

L'uomo moderno ha creduto di compiere un'impresa furba, nel frammentare. Si è preso un carpe diem malinteso e frainteso e se l'è ficcato in tasca come amuleto o lasciapassare e si è scaraventato nel mondo chiamandola libertà. Ma la libertà (o la meraviglia) hanno bisogno di coralità per esistere. Hanno bisogno di figli.
L'individualismo è un'amputazione della mente prima che del cuore, è la sterilità dei senza prole, quella che ti consegna alla morte urlante e scomposto.
B.

Fabio Teti ha detto...

Questo pezzo ha la cristallina indecenza del vero, Woland.

E, come diceva la Rosselli:

Lo scritto che in me è folle risponde
a tutto questo dolore con parole sempre
spero sempre vere.

hubrys ha detto...

alla luce di tutto ciò e ripensando a un popst odierno di luigi ruffolo che parlava di un post di daniele luttazzi che parlava di come le battute sono fasciastoidi se tu non sei contestualizzato nella battuta (per eesempio solo un "frocio può fare una battuta sui froci, motivo che poi ha fatto sbroccare un po' di froci dentro il post di qualcosadelgenere che tu citi in questo tuo post in qualche modo canch'esso contro i froci e le cantanti mummificate che tu non potressi farci le battute in quanto non sei a) frocio; b) cantante mummificata, ma su questo non posso esserne certo) volevo dire che questo post mi fa molto ridere ma mi fa molto senitre anche in colpa come un altro che avevi scritto su billi ballo, che mi faceva ridere e lo sottoscrivevo parola per parola, ma poi mi sentivo in colpa.
Oltre a ciò, volevo dire che luttazzi da quando si è messo a insegnare satira, non mi fa più ridere ma mi fa sentire in colpa quando guardo southpark o i griffini.
tant'è.

il cat.sta

emma ha detto...

tanta roba su cui riflettere. le cose se vengono elencate tristemente da un uomo che sta male e dice: mio dio mio dio perche` mi hai abbandonato?, debbono per forza far riflettere.
pensa che io che non credo in nessun dio non posso nemmeno prendermela col fatto mi abbia lasciato sola.
sulle ipotesi di fine del mondo leggevo una cosa in proposito sul venerdi di repubblica, venerdi scorso quando un aereo mi portava al sud, un aereo cui chiedevo risposte, ma non rispondeva. e che al ritorno mi ha anche lasciato a piedi.
nemmeno gli dei di metallo.

Woland ha detto...

Vorrei precisare che non c'è nessuna deriva finalistico-teologica nel post, né esso vuole porsi come un passo evangelico dai toni "padre mio, perché mi hai abbandonato". Tantomeno va verso la direzione mentale che Joyce imputava al Wilde del "de profundis", quella di essersi "inchinato a un Cristo Gnostico". E' invece un quadro allegorico espressionista, che si muove in compresenza tra una nostalgia, un' insofferenza e una speranza. Dove va da qui in poi, questo sì, lo posso lasciare a voi.
Quando uno ha scritto una cosa, il suo compito è finito, e comincia quello del lettore.
Come diceva Marcel Reich-Ranicki, insigne critico tedesco, coloro che scrivono capiscono di quello che hanno scritto quanto un piccione ne capisce di ornitologia.

Non sono proprio un ateo razionalista, perché non sono uno scientista, ma di sicuro non credo in entità pensanti sedute sulle nuvole (e nemmeno in qualche quinta dimensione, dove non sono sicuro esistano divani, che notoriamente di dimensioni ne hanno solo tre).

Per quel che riguarda Luttazzi concordo in parte; più che altro mi dà fastidio che spesso sceglie battute che non piacciono, a occhio e croce solo perché colgono realtà politiche e sociali che lui trova degne di interesse. Penalizzando la sua vena surreale, e quella dei suoi lettori/autori della "palestra".

Infatti io non partecipo. E non mi sento in colpa a guardare South Park e i Griffin.
Per quanto, su South Park non mi sembra che si sia espresso. Anche se ben mascherata, in South Park c'è una moralità molto forte e finemente intessuta, ed è sempre schierata coi deboli. Solo che, in maniera postmoderna -com' è ovvio che sia- i "deboli" e gli "oppressori" si scambiano spesso i ruoli, probabilmente andando a ledere quella partigianeria che dell' etica di Luttazzi è parte fondante.

I Griffin fanno a meno di porsi il problema, e vanno sulla strada del qualsiasi cosa faccia ridere o faccia strano io ce lo metto.

Non ho difficoltà ad ammettere che, di tutte le serie di cartoon comiche e satiriche degli ultimi anni, i Griffin sono sicuramente quelli che mi sono piaciuti di meno.

South Park rimane invece ai vertici. Non solo: è l' unica serie che, a mio umile giudizio e in controtendenza con tutte le altre (compresi Simpson e Griffin), col tempo è migliorata. E non di poco.

Anonimo ha detto...

Maria vergine, che tirata!
Boh, sarò grezzo io.
A me Lutazzi piace senza sentirmi in dovere di fare un'esegesi della sua satira, mi piace perchè è, beh, come si dice di quella gente che ti fa vedere la cosa ovvia a cui non avevi mai pensato? Genio? Qualcosa del genere?
South Park è una figata, con una grafica ributtante.
Il tuo Eibl Eibelsfeld, o come cazzo si chiama, può parlare per sè. Io, quando scrivo, so cosa ho scritto. Compito del lettore è, semmai, fraintendere.
E vabbè, tutto qua.
A parte che Hubrys mi ha fatto andare in apnea.

Danilo

hubrys ha detto...

[...]
3) Concordo sulla perdita di surrealità e di grotesqueness da parte di Luttazzi (che non mi sogno di mettere in discussione, anzi); rilevo solo un fossilizzarsi verso certi argomenti a discapito di altri, e un atteggiamento da "adesso vi imparo a fare la satira: su questo potete scherzare e su questo no", come se servisse lui a insegnarmi/ci che se -ad esempio- faccio una battuta sui mongoloidi, è molto facile che se essa battuta viene letta/ascoltata da un mongoloide è altrettanto molto facile che esso ci rimanga male; dipende sempre dal contesto e dal fine e diciamo anche al 30 percento dall'interlocutore (esempio scemo: molte volte, da tifoso, ho fatto battute sui miei contifosanei e per questo insultato/bannato/scacciato; e si parlava di calcio! non di malattie incurabili). Però questo mettersi (da parte di DL) in qualche modo in una posizione di superiorità (ma può anche darsi che è una mia impressione) mette DL stesso nella posizione di essere preso di mira (vedi post di Luigi Ruffolo che non sono buono a linkare; e vedi anche la descrizione "deboli/forti" nella parte del tuo commento riferita a southpark);
[...]
7) come specificato in una puntata di SP gli sceneggiatori di "the Familyguy" (che comnuque mi fa ridere, non riesco a fare una classifica tra SP e FG ma questo dipende dalla mia insicurezza e dal mio oroscopo) sono dei lamantini rinchiusi in una vasca della fox che introducono delle palle con dentro de bigliettini; ogni tre palle deposte, aperte ed estratte del loro bigliettino viene trasformata in una gag (gelato, messico, bin laden: "come quella volte che ero in messico e bin laden gli è caduto il gelato sul vestito);
8. una scusa doverosa per aver commentato nel post sbagliato (volevo commentare in quello precedente in cui si parlava della figlia di cher e poi si virava verso sugli obiettivi e il ruolo dell'ironia-satira-sarcasmo);
[...]
11. sapendo la tua predilezione per lo scrivere bene, mi sono sorpreso In positivo) per il fatto che hai risponso ha un commento non solo scritto nel pos(o) sbagliato ma financo quasi completamente sgrammaticato e scritto con la tecnica della scrittura veloce (di cui ti poso fare un rapido esmpio in questa frase scuitta tra paernetsi); così in questo post mi sono impegnato;
12. mi sento -infine- in colpa, se possibile anche più di prima; non solo perchè rido mentre guardo southpark leggo QdG o te o ecc, perchè ischerzo i negri i gays i nazisti gli ebrei gli intellettuali berlustoni veltroni ecc. ecc., ma anche per aver scritto un commento così lungo e per aver mandato in panea l'amico danilo; non so che dire, mi spiace tanto, sarà la mia educazione cattolica.
tuo
C.sta

hubrys ha detto...

nonostante mi sono impegnato ho fatto molti errori non voluti anche sopra
:(

emma ha detto...

hai ragione (pero` tocca prender ferie per leggere i tuoi commenti).
non intendevo infatti dare una valenza teologica, ci ironizzavo sopra vedendo che non c'era, ma pareva paventata quasi.
su luttazzi non dico altro, non posso che concordare.
in genere non amo chi pensa d'essere geniale, rischia di capirsi da solo e basta, di parlarsi addosso pensando che nessuno sia all'altezza di comprenderlo.
(spesso mi inalbero quando cio` che scrivo viene frainteso o preso un po' per un verso che non ci avevo nemmeno messo, quindi mi scuso doppiamente, tuttavia il mio intento era ironico, con poco tempo a disposizione, in ogni caso prendero` nota delle auto-ammonizioni da farsi e del fatto che cio` che si scrive si perde per sempre una volta scritto, per diventare degli altri... sulla stima per gli altri parliamo un'altra volta)
salut!

Woland ha detto...

Ma per l' amor di dio, Danilo! Io adoro Luttazzi. Praticamente, lo studio. Qualche tempo fa ho pubblicato una recensione del suo ultimo spettacolo, che gli ho anche inviato e che lui ha gradito assai.

Ho letto il post di Ruffolo, C.sta. Non mi sembra abbia capito il merito profondo dell' intervento di Luttazzi sui Griffin. Gliene dò atto perché è una differenza molto labile, ma io l' ho capita, la vedo, e voltairianamente direi che quindi c'è.

Don't warry, Emma, avevo inteso. Ne ho approfittato per mettere due puntini sulle i.
Per passare il tempo, forse. :-)

Anonimo ha detto...

Sì, ok. Ma considera che io adoro anche _Lelio_ Luttazzi :-)

Danilo

Woland ha detto...

Che è ricicciato qui e lì a suonare il piano. Povero Lelio, quasi del tutto dimenticato. :-)

diamonds ha detto...

ogni tanto la sfoggio a vanvera o per fare colpo sulle sconosciute,ma questa è la migliore occasione per ricordarci le parole della mitica Babette Deutsch:

"Il mondo di grandezza ora è cambiato
ristretto a ciò che anche i più sciocchi possono capire
gli squallidi tesori di un forziere d'esilio
non comprendono il passaporto per questo mirabile paese
benche vi si dica che ne siete cittadini.
Lo scenario è mutato
il clima è sciapo
le maschere possenti sono faccie
gli Dei uomini.
Tutte le notti sono lunghe
e nessuna di esse è magica.
Ma ci sono stranieri anche quaggiù"


(e che cazzo.Ho aspettato anni il momento giusto)

Woland ha detto...

Anni di attesa e scrive "faccie" xon la "i".

Sei un rinnegato.

Woland ha detto...

(La mia "x" di "xon" è invece motivabile col fatto che il tasto X è affianco al tasto C)

Anonimo ha detto...

dio ci ha abbandonato?! Ma non era morto?

Woland ha detto...

No.
Lo pensavo anch' io.
Poi però l' ho incontrato sul treno Bari - Foggia.
A detto che andava, che si era fatta una certa.

hubrys ha detto...

anche io l'ho capita; proprio per questo su alcune cose non sono d'accordo (parlo ancora della roba su DL).

Lapidaria ha detto...

Ma sei genovese?

Woland ha detto...

Un po' Genovese, lo sono. Nell' anima.
Ma devo purtroppo declinare sotto il profilo genetico, che contiene, nelle ultime generazioni, tutta roba principalmente Laziale e Sarda, poi Toscana ed Emiliana. Forse andando indietro si potrebbero aggiungere Puglia e Campania, ma si parla di quadrisavoli.

Però sono cresciuto in una città colonizzata ANCHE dai Genovesi per lungo tempo.

Ma quella città, oh!, tutte le volte che ci vado mi fa sempre un effetto bestia.

Lapidaria ha detto...

Nell'anima...ho capito, sei tirchio.
Peccato, avremmo potuto incontrarci, innamorarci, sposarci, avere dei figli...

Woland ha detto...

Wow.
Ti piacciono così tanto i Genovesi? E poi non sono tirchio, va là. Riesco a essere tirchio per un periodo, di modo da risparmiare il tanto che mi basta per fare la cazzata di spendere 50 euro in un ristorante che serve del pesce pescato nel cristallino golfo sottostante, in un' epopea di panorami mediterranei e fresco libeccio serale.

Oh.

Mi sono lasciato andare.

Anonimo ha detto...

Io non mi vanterei di avere antenati pugliesi neanche se avessero vissuto ai tempi di Pirro.
s

Woland ha detto...

Sono solo dei sospetti. Pare che 'o cognome mio abbia origine nel bacino campano-pugliese. Ma far as I know, il mio ramo paterno, fino al trisnonno o più, è romanissimo, come è sardissimo quello materno.

Woland ha detto...

Ma poi, non capsico perché impiccio così tanto negli affari miei. Non dovreste darmi corda, oh.

Anonimo ha detto...

Siamo ficcanaso e vouyeur della blogosfera

Anonimo ha detto...

al di la di tutto, con amichevole comprensione, mi trovo avvolto da una sana e interminabile voglia di insipare ed espirare al fine di prepararmi ad accogliere quella illimitata comprensione che si trova nel fondo di ogni animo umano che abbia bevuto almeno 2 tazzine di caffe'.

per il resto concordo in pieno con l'articolo.

il principe