mercoledì 3 febbraio 2010

[Onde, radiazioni]

[Riporto qui sotto un testo, o meglio, un trittico di testi scritti da Fabio Teti. Non sono testi semplicemente fonogamici, come si potrebbe pensare dalla formulazione estetica. E anche qualora le strutture vi consigliassero una lettura avanguardista, non fatelo. Sono i flussi indeterminati delle onde radio e del giornalismo digitale a dettare il ritmo ai tamburi. Lo scrittore ne scola lo sterco, ne umilia il timbro, gli rivolge contro la sua stessa otogenesi. Con questa semplice e in-determinata percezione dello spaziotempo, in cui il contesto si autocerca nella parola mai realmente formulata, si contorce per tenere appesi al pensiero gli apici del senso]


[onde, radiazioni]

avviata l’opera – le basi – di un futuro – gettate – erano altre – hanno tralasciato – nel messaggio – la cosa – non riesco a – non vedo proprio il senso – uno dei sette – diversi ruoli – no ovviamente – è per vedere – quanto più aspre – necessarie – che riciclarono – a esaurimento – declameranno – per i più giovani – una e una sola – linea di mezzi – venti milioni – a combattimento – il raduno dei – tuoi vuoti a rendere – che sono dentro – che può causare – dare qualcosa – impareremo come – da mercoledì – caduta la maschera – del clown – temono si tratti di – un sequestro – della realtà – prevedono temporali di forte – fuori rotta – se bruciate – certo il fulmine – può essere – una di queste – e comunque – direi che alla fine – un collasso

*

tornano i dirigibili Zeppelin, la democrazia

spiegata dall’orso Yoghi, / «abbattetelo,

nasconde la vista del lago», / per 500mila dosi, crepe e letti

rotti / parla un’autrice dello studio, è come

un muscolo e si può allenarla / la

caccia al cinghiale tra frigo e Carava-

ggio-Bacon, a raggi ultravioletti / comincia nel peggiore

dei modi, il corpo dello spettatore

è coinvolto / la scena prima, la tragedia

di Montezuma / lo spazio curvo,

modificato dalla

luce

*

vano cancellate, brutalmente – non c’è nessuno, tu continua a pregare, poi ci risentiamo il 26 di dicembre – ognuno dorme a modo suo, in mezzo al mare, non per cantare la sua nuova – e si da il caso che il freddo di oggi – non si compenetri totalmente nella narrazione – all’imbrunire, essendo sole, il mio facebook dove sono io – chiedilo a Serpico, prossima volta, perfino il tuo dolore – i censimenti della presenza del lupo si fanno attraverso le feci, dovresti vedere dentro se ci sono setole di cinghiale – mai quando guido, ho un mio metodo di studio, un I-pod touch al giorno – scoprite come dormire più comodi, kiss kiss, già fatto – lo stiamo perdendo, insieme all’auricolare, vicino in un mo-mento difficile – tutto il calcio minuto per minuto, pensavo di essere più serena – mai di mercoledì, è una malattia che porta via le persone – pronto, volevo stringermi a questa grande perdita – voi continuate gli aneddoti, un sacrifizio, oh tacete – farewell the ashtray girl, che rinasce ogni anno – vi siete dimenticati appositamente, uno che fa seicento partite in serie a – tu sei un matematico, cosa delle larve, sulle mie ossa – we’ll both forget the breeze, most of the time, e avete finito di preparare questi ottocento ravioli? – direi soltanto per noia, lattina scopro che hai, una scorza un po’ più dura – nerali di stato per mike bongiorno, quel pastore che ci ha battezzati – no one need you more, la videosorveglianza, quel certo non so che allo stoma – a morsi ti divorerei, sono assolutamente d’accordo – quindici anni sulla breccia – in questo momento il premier è vulnerabi, sono molto preoccupato – questa affermazione di zeman lascia supporre – è una cosa abnorme, ormai non bagna più – edda mi ricorda di te, respiravo l’aria fredda con te – devono andare in carcere e devono avere il tempo per farlo – mi sento proprio così, un letto di radicchio e olive – ti può lasciare senza parole, per la giornata nazionale dell’afasia – chiuso il tratto compreso, che forse poteva andar meglio – ora basta faticare per le pulizie, scese in terra e si incarnò, con il suo decalcificatore magnetico – peccato solo che è un dispositivo


17 commenti:

cratete ha detto...

mi sento proprio così, un letto di radicchio e olive. vado a ripettinarmi le ciglia.

Woland ha detto...

Ehi, ehi, occhéi, ma non esagerare che si rischia -agli occhi di un ideale pubblico- di finire illuminati dalla Luci Della Centrale Elettrica.

Anonimo ha detto...

perciò, "collassiamo" il linguaggio per dire il collasso del mondo?

elle.

F.T. ha detto...

osservazione parziale.

nel senso:

http://1.bp.blogspot.com/_HncYa98fnhk/Rj-LXYoWOdI/AAAAAAAAAbk/cNbVKJaHufc/s320/DS-Howwewouldgiveb06_b.jpg

cosa vogliamo vedere?


[ad ogni modo, risponderò meglio dopo, o domani, I have to go]

Hail

f.t.

F.T. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
F.T. ha detto...

@ elle:

i mezzi di comunicazione, radio, giornali, la rete, tutti insomma, sono "dispositivi". dispositio, cioè la versione latina del greco oikonomia, quel concetto separativo di management, di "governo delle cose in terra" con cui nel secondo secolo d.c. i teologi risolsero i problemi derivanti dal dogma trinitario.

perciò il dispositivo è inteso, per dirla con Foucalut, come qualcosa "di natura essenzialmente strategica, il che implica che si tratti di una certa manipolazione dei rapporti di forza, di un intervento razionale e concertato nei rapporti di forza, sia per orientarli in una certa direzione, sia per bloccarli o per fissarli e utilizzarli. Il dispositivo è sempre iscritto in un gioco di potere e, insieme, legato a dei limiti del sapere, che derivano da esso e, nella stessa misura, lo condizionano. Il dispositivo è appunto questo: un insieme di strategie e di rapporti di forza che condizionano certi tipi di sapere e ne sono condizionati" (Dits et écrits, vol. III, pp. 299-300).

lavorare sui materiali linguistici (e qui essenzialmente acustici: aleatorietà doppia) sciorinati dai dispositivi può perciò non essere un collasso del linguaggio, ma il suo contrario. quello che ho tentato (senza inventare nulla: c'è un'ampia tradizione, anche in Italia, di scritture consimili) è stata la messa a punto di un controdispositivo: formato da "oggetti cercati" (non "trovati") al suo interno e composti in modo da creare vettori di senso plurimi, non lineari, e soprattutto ritorti contro il meccanismo di potere del dispositivo stesso. dunque è il dispositivo, a collassare, e tramite il suo stesso linguaggio - che gli viene rivolto contro, presentificato nei suoi nodi deboli.

queste le intenzioni. da qui a dire che questi testi le portino a compimento ci passano fiumi di smegma. intanto tento, cioè mi assicuro - come san tommaso - che abbia davvero ragione Burroughs (e ce l'ha) quando scrive: "non rispondete alla macchina - spegnetela".

Hail

Anonimo ha detto...

io sto con Luzi, mi dispiace.


elle

Woland ha detto...

Luzi è morto.

F.T. ha detto...

bon, continua ad esultare "il capriolo", dunque. luzi, luz, certo.

si ritorna al quadro della Scutz che ho linkato in precedenza: cosa vogliamo guardare?

(e: deve ri-guardare la luce?)

F.T. ha detto...

schutz, pardon

Bartleby ha detto...

La tesi di Fabio Teti non mi convince, anche perché il suo testo senza una voce che lo interpreti adeguatamente non è per niente efficace. Insomma, non discuto della bontà del suo intento ma di un'incapacità che il testo comunica grafologicamente e gli si rivolge contro: non rende proprio l'idea di "oggetti cercati" (del resto una bombardamento di informazioni sconnesse - per giunta scritte - come potrebbe figurarli? al contrario l'informazione, col suo eccesso di significati, interpretazioni, implicazioni, inevitabilmente oscura e frammenta la visione degli oggetti) a causa di un significante estremamente trascurato che non articola bene il suo ambizioso significato; il testo elaborato è anch'esso un dispositivo, cosiccome il linguaggio e lo stesso individuo (rimando allo 'habitus' aristotelico), e in quanto tale dotato di meccanismo di potere.

F.T. ha detto...

bartleby,

tu vedi il cane che si morde la coda, e su questo siamo d'accordissimo: non per nulla, il trittico finisce con "scese in terra e s'incarnò, con il suo decalcificatore magnetico - peccato solo ch'è un dispositivo".

l'esperimento di dètour del dispositivo, finisce insomma per produrre un ulteriore dispostivo (il linguaggio è sempre è comunque tale), è inevitabile (vedi più su quanto dicevo di Burroughs).

a mio avviso, il punto sta però altrove, ossia è sul "senso" di questo nuovo dispositivo che si gioca la partita: il "bombardamento di informazioni" è anteriore, e qui non (dovrebbe essere) più tale: non solo perché non viene fornita nessuna informazione, ma perché nel corpo (linguistico e acustico) dell'informazione vengono cercate le excerpta che in qualche modo possono portarlo a collassare, e il collasso è inevitabile in quanto la profanazione è doppia: chi scrive, distrugge il complesso dichiarativo e lineare e aristotelico dell'informazione, riassemblandone le membra in un nuovo composto privo di coordinate ma interpretabile e "nemico"; chi legge, trovandosi di fronte la rimessa in gioco dialettica di meccanismi retorici in origine pensati per altro scopo, è chiamato ad andare in-contro al testo, per aprire/irne le possibili tracce di senso. è un'inversione di movimento: la pappa dell'informazione va verso la bocca deputata per dargli/imporgli qualcosa (con tutti i meccanismi deleteri che sappiamo); questi "ingredienti" invece, cercati in seno (e in serpe) a quella pappa, alle "magnifiche sorti", non impongono nulla, casomai pongono/installano alcuni nodi in attesa che qualunque ente interpretante possa farli agire contro il dispositivo che li ha generati.

"contro", perché è la logica separativa del dispositivo (il sacro e la religione ne sono il principale esempio)che qui vorrebbe essere interdetta. l'otorraggia è profanata, si trasforma in oggetto cocreto (un oggetto linguistico è pur sempre un oggetto) che, oltre a fornire un primo principio di ordinamento, è rimesso all'uomo, e all'uso che questi vorrà farne.


(grazie della tua nota, davvero: come dimostra la mia difficoltà definitoria, questi esperimenti sono totalmente in fieri, e le loro ragioni costantemente bisognose di verifica, di messa a punto. si pubblica in questo contesto proprio per ricevere obiezioni - Luzi a parte - e ragionare)

hail

F.T. ha detto...

ps.


"anche perché senza una voce che lo interpreti adeguatamente non è per niente efficace".

è appunto quello che intendo - non si impone (dispone) un'interpretazione (atto che può anche essere irrispettoso verso il "un" pubblico); si costruisce invece un oggetto in attesa di questa (e di questo).

danilo ha detto...

Il fatto che io non abbia capito un cazzo ha una qualche rilevanza?
Voglio dire, la vostra posizione è che sono rincoglionito io, o che state friggendo aria voi?

Sì, ok, ma lo penso anch'io.

Danilo

F.T. ha detto...

più che l'aria, la friggitoria è di radiazioni.

sempre aghi al fegato, comunque ;-)

(qualcuno mi amputi la mano per aver composto uno smile, ora)

saluti

Bartleby ha detto...

Fabio,
intendevo che il trittico proposto non mi convince perchè è una mera simulazione. Comprenderei irrefragabilmente la tua opera qualora (senza neanche il bisogno di pro-porla) consistesse nell'aver messo appunto e attuato un sistema telematico capace di interferire con tutte le frequenze televisive e radiofoniche, ridistribuendo e in-dis-ponendo frammenti di informazioni sconnesse come sommo gesto di guerriglia al potere; i testi non fanno che imitare i fallimentari (buoni ma pur sempre) propositi del situazionismo.

In ogni caso fa davvero piacere che esistano ancora persone come te..

F.T. ha detto...

Bartleby,

touché (anche se quello che proponi è una specie di blob accelerato, anche se non autorizzato, e allora: quanto utile?)

non mi convince il tuo parere sulla questione della simulazione. qui nulla viene simulato, in quanto nulla è inventato. la tecnica di prelievo e montaggio utilizzata - che, in quanto assimilabile e alla portata di tutti, è poi la prassi proposta - è decisamente il contrario e il contro di ogni virtualità mimetica. per come la vedo io, almeno.


(mi scuso del ritardo e della stringatezza - wireless rubacchiata e desultoria. ti ringrazio intanto per lo scambio, alla prossima)