venerdì 8 gennaio 2010

Dai Diari Ritrovati di un Esponente democratico Occidentale

10 Dicembre: Solo. terribilmente solo. Talmente solo che è inutile accendere lo stereo perché le vibrazioni sonore cascano tutte sul pavimento. Oggi sono andato alla prima riunione del direttivo. Presenti: nessuno. Ordine del giorno: strategie d'uscita. Mozioni approvate: birra piccola.

18 Dicembre: Eccitato. Mi hanno promesso un rinfresco.

19 Dicembre: Il rinfresco era vuoto.

24 Dicembre: Vigilia di Natale. Ho chiamato mia madre, ma dava sempre occupato. Ho chiamato mio padre e mi ha detto:
"Tua madre è qui. Pur di non parlarti ha chiamato Polito e si sta facendo raccontare quella della suora che si fa i tagli sulle guance".
"Papà, ho bisogno di civile appoggio e mutua collaborazione".
"Che ne pensa Adinolfi?"
"Non lo so, è lì che gioca a scacchi contro il muro".
"Stammi bene figlio. E smettila di mangiare quel pollo. Dio mio, è un anno che mangi quel pollo".
"Me l'ha consigliato lo psicanalista. Dice che mi aiuta a liberarmi del mio odio per te".
"Stammi bene".
"Ti odio".

25 dicembre: Simmenthal e fagioli. La vicina di casa mi ha regalato dell'uvetta. Poi è venuta in bagno a riprendersela.

29 Dicembre: Leggo Pietro Ingrao ad alta voce. La thailandese mi caccia dal letto per fare entrare un cliente a detta sua "meno morboso".

29 dicembre, più tardi: Mi fermo a piangere fuori dal centro massaggi. Non faccio in tempo a finire che entra il cliente successivo, Paola Binetti.

30 Dicembre: Ho dei problemi non indifferenti. La psicanalista mi ha assicurato che la mia convinzione che i baffi siano opera del demonio deriva da un'educazione politica che ha più in comune con la corrente dorotea della DC che con Nikita Kruscev, come invece sospettavo. Analizzare. Respiro profondamente. Tento di non pensare al pollo.

30 dicembre, poco dopo: Leccandomi le labbra e spezzando le ormai consunte cartilagini della vecchia bestia coi canini, piango come un lattante, mi accarezzo il pelo pubico e adatto un'Ave Maria di modo da ottenere il dono del pollo eterno.

31 dicembre: E' il giorno in cui mi masturbo meglio, di solito. Ma oggi mi è successa una cosa strana. Ero come al solito sul divano, che facevo finta di accarezzarmi con la mano di Concita De Gregorio. Tutto andava bene, come ogni giorno, finché lei di colpo non si è alzata di scatto gridando "Aliquid pro aliquo!" ed è saltata con la vagina sul pollo, infilandoselo quasi tutto dentro. Solo una tetra zampa verdognola spuntava neghittosa dal monte di Venere della mia fantasia favorita. Ho creduto di morire. Ho urlato, ma invece di urlare ho sorriso, e invece di sorridere ho chiamato compulsivamente Scalfarotto e gli ho detto che gli davo dieci euro se mi permetteva di fargli un raspone. Anticipare la seduta.

31 dicembre, mezzanotte: Auguri, cane.

2 gennaio: Il cane è morto. Evidentemente non va lavato in quel modo. Sono ancora più solo. Sento degli uccelli cinguettare, ma scopro che sono le mie ginocchia.

3 gennaio: Nel Lazio mandiamo la Bonino contro la Polverini. credo sia perché Emma ha visto tanti massacri coi suoi stessi occhi ed è una donna che ha lo stomaco. Bisogna stare attenti che anche la destra ha donne con lo stomaco. Come la Carfagna.

4 gennaio: Riunione definitiva per decidere le alleanze locali. Il dibattito è accesissimo, io sono uno dei migliori. Sono carico. Schivo, defletto, metto in minoranza, mi alleo, ostento, estendo, garrisco, mi assottiglio, schivo, fendo, arzigogolo, argomento, reifico, rimando, rilancio, intesso. Dopo un'ora tutti mi odiano e vengo cacciato. Un falegname in cassintegrazione ordinaria mi caca sulla tessera dopo averla strappata. Un membro dell'UDC mi stringe la mano e mi dichiara la sua infinita pietà.

7 gennaio: Questa è la mia ultima nota su questo Diario. Quando avrò mangiato anche la testa di questo pollo -tutto ciò che ne rimane-, sarò morto.
Papà, ho tentato di seguire le tue orme. Svoltavano sempre da qualche parte. Ci ho messo troppo a capire che tentavi di seminarmi. Ti direi che ti odio, ma sono certo che aumentare la tua autostima non sia un contrappeso sufficiente a quello che mi hai fatto. Ti lascio i bigattini che si formeranno nel mio corpo.
Mamma, ti ho voluto bene, ma probabilmente era solo il braccio di un cromosoma.
Concita, la tua fica mi seguirà all'inferno.
Ivan, non sei venuto. Rivoglio i miei dieci euro.

Amici, compagni, fratelli: addio.

Non vi ho voluto tanto bene, ma neanche vi ho odiato così tanto. Mi avete fatto schifo, ma anche senso.
Mi avete deliziato perché eravamo proprio carini assieme, così sfrontati nel fregarci per la fila davanti al bagno e così teneri nel baciarci l'ombelico. No, no. Non vi odio, non vi amo, non vi rimprovero, non vi disconosco, non vi obietto, non vi osteggio, non vi infiltro. Me ne vado per sempre per non svilirvi la mozione. Questa slancio p(o)etico fa schifo.
Ma abbiate pazienza, fu solo l'arte delle giuste misure.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

"garrisco"?
Oh beh, delizioso.
Sì, sono d'accordo, ma ho anche il doppio dei tuoi anni. _Tu_ non dovresti essere d'accordo con te, come dire.
Credo di avertelo detto un po' di tempo fa. Nella mia prosa criptica, come la definiscono. Magari il messaggio arriva meglio in stampatello maiuscolo: PORCA PUZZOLA, HAI DAVANTI CINQUANTA ANNI, PER ARRENDERTI! PRENDI TEMPO, NO?

La merda fa l'onda, non discuto. Ma la merda da sola è merda secca. E l'acqua non è merda.

Ohi! Devo proprio smetterla di mangiare baci perugina, nevvero?

Danilo

Woland ha detto...

Ma quello non sono mica io, eh. Quod video, scribo (what I feel around, I write it down). Io andrei a possedere Concita De Gregorio in un vicolo.

cratete ha detto...

Poi, al terzo giorno si reincarnò in un bilocale.

Massimo Cappellini ha detto...

Vivere a Bangkok modifica il DNA e qui non si accettano discussioni.
Io vedo il mio DNA rotolare felice ed accoppiarsi con gli scarafaggi di Sukhumvit.
Delizia del delirio.
Click

Adesso siete anche liberi di non vomitare