venerdì 3 settembre 2010

NON L'HAN MICA DECISO I RICCHIONI

Dunque eccoci posizionati sul bordo della frangia della frontiera più estrema del pensabile, col perineo incastrato su un cavallo di frisia.
Intendiamoci: non che io sia particolarmente sconvolto dal carattere auimmauéannamoseneinlìbbia degli italiani o dal sentimento dirimpettaio, quello del veltronismo perugina. Però siccome sono qui che postulo l'esistenza di un leader politico che inglobi tutta quella fascia degli scontenti che si disloca tra il muro che ho dietro e il computer che ho davanti, ho bisogno di buttare giù un paio di carte.

Ah, prima l'attualità. C'è stato un altro stupro. O strupo, come dicono i giovani. Che si può dire, badate bene. La nostra lingua non è che una sciocca convenzione basata su un vile compromesso tra Alessandro Manzoni, Pietro Bembo e un piccolo manipolo di qualche milione di persone che ha deciso che faceva brutto imparare la propria lingua. Lo dice anche qui Leonardo, che è diventato il mio pensatore di (ri)ferimento da quando ha deciso che qualsiasi cosa dicano le persone intelligenti sia snob e vada ribaltata nel suo opposto. Come se il fatto che Veltroni sia una muffa sui coglioni del peggiore partito di sinistra d'Europa possa essere ribaltato in "però ha scritto dei libri orribili". Sempre a scegliere il male minore, noi.

Dicevo: lo strupo. Questa cosa di mettere il pene nelle persone senza il consenso informato. Beh, la ritengo riprovevole, antidemocratica, disumana e vagamente erotica. Sai, quel pizzicorino.

No, dai, scherzo, come dicono sempre quelli che hanno lettrici femministe.

In realtà si tratta di quest'idea di risolvere tutto con la castrazione chimica. Che sarebbe un'ottima idea se l'obiettivo fosse quello di risparmiarsi di accompagnare lei a vedere l'ultimo della Comencini, ma poi succede che come niente vai a umettare con il lube il sedere del tuo gatto e poi non ti ricordi più quale fosse il passaggio successivo.
Una risposta politica?
L'unica risposta politica alla castrazione chimica è stato rendere Capezzone un volto pubblico.
Una risposta legislativa?
Volevo chiederlo a uno di magistratura democratica ma stava sodomizzando un neonato con una copia arrotolata di Puerofagia Sovietica.
Rimane la risposta viscerale: castriamoli, uccidiamoli, accartocciamoli, rimaniamoli in terra. Condivido il sentimento, sarebbe brutto mandare la propria figlia a un seminario su Hello Kitty e ritrovarsela tutta arieggiata. Ma il dibattito che si sprigiona da queste purulente piaghe dell'animo umano somiglia sempre un po' troppo a un convegno di manguste nevrasteniche che bevono sangue di serpente con un pene di plastica legato sulla testa.

Forse l'ho fatta un po' pittorica, ma tant'è.

A questo punto spero vi siate chiesti dove io volessi andare a parare, altrimenti dovreste seriamente considerare l'ipotesi di citofonare a Beppe Severgnini e salire a stringergli la mano.

Ho detto la mano.

Bene. Siccome la frocia si sta diffondendo per il mondo e presto tutti i buchi di culo saranno trincea (una cosa che la rivista Pontifex Roma denuncia da anni, ingiustamente trascurata a causa del volgare e infondato pregiudizio secondo il quale non si tratterebbe che di una manica di pulitori di sborra dai vetri dei peep-shows che nel tempo libero fanno orge a base di sugo di cadavere frocio venerando un vecchio arrapato con le mollette sui capezzoli di nome COLUI CHE E'), vi dico che lo stupro principale lo stiamo subendo da Nichi Vendola.

Intendiamoci. Mi sta simpatico. Adoro quando fputacchia la effe. Me fa mori'. Ed è anche interessante vederlo collegato ai Luther King, ai Pasolini, ai Gramsci, agli Spandau Ballet. Però io -almeno per scaramanzia- tenderei a considerare l'altra faccia della medaglia, quella per cui "mi piacciono tanto la poefia e il caffo" non sarebbe la punchline migliore di un candidato premier. In Italia, quanto meno. Che è quel paese che sta facendo ancora un sacco di fatica a metabolizzare i testi di Povia.
Senza contare che secondo tutti i più recenti studi commissionati dalla Chiesa Cattolica ad alcuni scienziati calvi e muscolosi con il testo del Tristan und Isolde tatuato sulla schiena, la frocia portarebbe con sé anche lo strupococco, quel batterio che prende sede nell'uretra e ti fa sfondare a cazzo e cazzotti tua figlia sul cofano di una Multipla facendoti anche pensare che la stronzetta se la sia cercata. D'altronde sono donne: se non le picchi e non gli infili dentro l'uccello in modo arbitrario e violento non sono contente.

Ok, dicevamo di Vendola. Mobilita i giovani (quelli di strupo e quelli di stupro, senza distinzione di maglioncino o di tascabili Einaudi), organizza le fabbriche (quelle dove si fa politica vera, mica accordi sottobanco con la CGIL e la federazione della sinistra o balle varie), vince le elezioni (vabbe'). Ma lo sapete qual è la vera novità rappresentata da Vendola secondo il paesereale?

Parla ftrano e gli piace il caffo.

«Fo che fono colpevole di una fpecie di reato: porto abufivo di poefia», dice.

Oh, io ve l'ho detto: non sono convinto. Ma lo voto. In un paese dove c'è gente che proporrebbe la castrazione chimica -oltre che agli strupatori e ai grammarnazi- anche ai ricchioni, lo voto. Se proprio devo. Se come alternativa mi date il cugino scemo di Civati. Sempre che esista un cugino di Civati a cui i cromosomi abbiano fatto uno scherzo sinaptico così crudele da metterlo in secondo piano.
Lo voto. Che ci vuole.

Tanto Nazim Hikmet mi ha proprio rotto il cazzo.

[I commenti su FriendFeed]

sabato 7 agosto 2010

PALLETTE COLORATE (Ma con gran pena le disrutta giù)

Se è oggettivamente vero che la socialrumenta produce per lo più deliri schizoparanoidi e foto di mici che batuffolano, è anche vero che con un buon alleato e una discreta dose di lisergìa barocca e stalinista si può produrre un'opera di estremo rilievo per la cultura nazionale.
Non molti giorni or sono, una discussione lanciata da un celebre disruptive innovator, uno che mena in giro orgoglio marketing e disruptives coloured pallettas (responsabile di molte esperienze internettare, tra le quali figura uno degli ultimi attentati al pensiero razionale della modernità, ossia il portale "forzasilivio.it"), ha generato una nuvola barocca di botte e risposte tra me e Azael, il mio caro amico da decubito.

(Parentesi: no, non lo linko, ve lo gugolate -se proprio vi va- ché non ho alcuna intenzione di fornire accessi. Massimo massimo vi posso far vedere la diapo)

(Un disruptive innovator italiano mentre propone una palletta colorata ad alcuni selvaggi)

Tra l'altro, un suo thread relativo alle celebrazioni di Piazza Bologna ha creato questo post di Francesco Contini, che ci tenevo a segnalare.

Io e Azael -dicevo- abbiamo invece prodotto una solare ed epidermica conversazione, che lui ha messo in forma di poema, e che ha spinto Carducci a dare tre pugni e un calcio al coperchio della bara. Nel linguaggio dei morti significa "ottimo lavoro", mi dicono. L'interessato può non prenderla sul personale, oppure può, non me ne frega assolutamente niente, ma in realtà è dedicata a tutto un mondo. Ve la propongo:


Pallette colorate, o di Gauss. Scusa

Friendfeed è una fogna

e sti pezzi dimmerda mo vi vengono sotto le case gentilizie
a rigarvi le madonne,
per contrappeso di bontà,
per rispetto della fotosintesi clorofilliana,
per amore delle sterpaglie tutte

per salubre sano santo snocciolamento di spermaceti
per redenzione del nocciolo delle pesche da ogni spaccarella e da tutti i liberalismi
affinché le pallette colorate ritornino negli asili insieme al Baphometh
e per il liberatutti dei cognomi, uno a ciascuno, e lemonissimo per i buoni
E possa Giosafatte Il Salterucolo maledire di piorrea la rattanza ovunque essa si metta o non si metta mani sui menti

Che poi, mento.
Il mento bisogna meritarlo
o farselo, o farsene, come con la piscia
O farselo abradere a giastemmoni
per il sacramento zigrinato ingollato nelle bocche dei cani dei disruttivi
dei cani, non dei gatti, dei cani

per il porcodì salvifico liberatore delle reti digitali relazionanti tomistiche da avanguardia
che ne avessero di più di cani lucidi spelati herpetici
nelle stanze dei buttoni chieni di sugna
con cui innovano disruzioni,
pronti a sgranellarci gli stinchi a croccantino.

mercoledì 28 luglio 2010

Valeas, coso

Perché internet è controcultura, internet è libertà, internet è l'alpha e l'omega, internet e lo spauracchio dei potenti, internet è la fucina della rivoluzione ventura, internet è il baluardo delle forze del bene, internet è una serie di proposizioni mal coordinate scritte da un nerd mitomane che sniffa colla con il pisello in mano.

O forse solo l'ultima.

Perché i siti della controcultura, quelli che combattono il potere e il gruppo Bilderberg, quelli che le scie chimiche li hanno resi comunisti, quelli che le BR a noi ci fanno una pippa, sono per la maggior parte delle nebulose di riflussi gastrointestinali sparsi per la rete come la cacarella di ratto, rivoluzionarie quanto è rivoluzionario vomitare nella vasca da bagno al compleanno del figlio del deputato PDL.

No, questo sarebbe divertente.

In realtà molti di voi saranno a conoscenza del fatto che mi ha spinto a scrivere questo post nonostante in questo momento io sia in una vasca Jacuzzi circondato da modelle cattoliche in tanga, una delle quali -essendo l'unica contraria al sesso anale- è stata adibita a trascrivere su una moleskine di pelle di prete cattocomunista le parole che starete in questo momento leggendo.

Ma non dilunghiamoci:
Uno dei più celebri siti di controinformazione, che sarebbe poi una rete internazionale di no-global, contestatori, avversatori ed operatori della dodicesima internazionale, ha postato -per bocca di una vittima della legge Basaglia- un articolo in cui si accusa un celebre blogger di atti gravissimi e lo si minaccia fisicamente.

Ovviamente il tutto non solo è profondamente falso, ma è disposto ad arte per sembrare la cosa più stupida, meschina, priva di logica e passibile di sputo che sia mai stata scritta. Sono già usciti diversi post sull'argomento, e nessuno linka o cita direttamente l'episodio. Ed è meglio così. L'idea che uno di voi possa cliccare su un link che porta da questo blog a quella roba mi riempie di terrore. Ne hanno scritto sia Livefast che M.Fisk.

Queste minoranze paranoiche e fortemente disadattate che popolano portali i quali dovrebbero rappresentare l'alternativa sono applicatrici costanti di stilemi oscurantisti e retorica fascista. E quando attaccano una persona la attaccano direttamente sul piano reale, pubblicando dati personali, indirizzi, nomi e cognomi. Da dietro un nick niventano amicizie, connessioni, retroscena e ti espongono alla possibilità di un linciaggio immotivato.

Ogni epoca ha i rivoluzionari che si merita. Questi non rovescerebbero neanche la tazza del cesso a cui si abbeverano, preferendo slinguar via il poco che gocciola dal pene di uno più bravo di loro.

Libertas non olet.

In particolare -in riferimento alla policy di detto sito (sito di controINFORMAZIONE, notare bene), che non permette minacce personali e accuse diffamatorie- mi ha fatto squirtare le ginocchia la reazione paciosa e menefreghista dell'Admin, il quale in seguito al casino scatenatosi si è dato la premura di rispondere una molle supercazzola che stava per "Mbesticazzi". Una risposta degna di un Fioroni.
Per questo ritengo più responsabili loro che il cerebroleso analfabeta che ha scritto il pezzo. Sarebbe come sparare su un bambino di quattro anni con la sindrome di tourette mentra ha una crisi di panico.

No, anche questo sarebbe divertente.

Comunque.
Augurandomi che la diarrea di un coro di angeli frigga i pc e le nuche di tutti i responsabili di questa sezione del suddetto network, ci tenevo a esprimere al blogger in questione, che ho conosciuto personalmente -e col quale [figurarsi!] alcune volte non sono per niente d'accordo-, il mio più grave mapporcoddismo, e gli consiglio di stare tranquillo. I vermi mangiano solo i morti.

Valeas, coso.

Voi invece posate quella cazzo di colla.

venerdì 25 giugno 2010

DI UFI E GALLINE

L'adolescenza è un periodo orrendo, secondo forse solo agli anni del genocidio armeno o della deportazione degli ebrei nei campi di concentramento della Giamaica, dove gli ebrei venivano costretti a fumare gigantesche quantità di Marijuana e poi gli venivano insegnati i tempi in levare da gente con piedi sporchi e puzzolenti funi da ormeggio al posto dei capelli.

Come sarebbe, "no".
Sì, forse questo è un po' il mio modo di interpretare quella sventura, giacché i più parlano piuttosto di disumane vessazioni fisiche e psicologiche e di forni crematori.

Eppure io resto convinto della Giamaica e dei ritmi in levare, perché la mia immaginazione è molto più crudele di quella di uno smunto e triste Mengele. Ma tant'è. Non sono uno storico, non starò qui a chiosare e cadere da altissimi peri come un qualsiasi Ministro per l'Attuazione del Federalismo. Qualsiasi cosa tutto ciò voglia significare (Ciao Brancher, mi mancavi: mi devi ancora 45 euro per quel plico che ho dato ad Andreatta. Non te la caverai con una scusetta stronza come "mi serve tempo per costituire il Ministero per l'attuazione del federalismo". Pure io ho fottuto un sacco di volte il mio pusher dicendogli "ti porto i soldi domani, oggi devo costituire il Sottosegretariato alla ricostituzione delle barriere architettoniche lungo l'area di scivolo di quell'ala del cervello delegata a tradurre una pessima scusa in una lunghissima frase ad effetto che ti disorienti lasciandoti come un pesce morto a pagare un dodicesimo delle tasse che pago io firmato "sei un povero stronzo").
Volevo infatti spostare l'attenzione su un altro dicastero, il Mistero dell'Istruzione. Ora vi dividerete in due categorie. Quelli che penseranno al refuso e quelli che penseranno al banale gioco di parole. Vi lascio tutto il tempo di farlo, tanto la disoccupazione preme, lo sfaldamento sociale incombe, le prospettive si restringono fino a scomparire, la disperazione posa le mani sul timone della nave e mi pare giusto che in questa situazione voi vi dedichiate a dividervi per l'ennesima volta tra in due categorie qualsiasi. Ma siete italiani.
Fate pure.

Fatto?

Bene.

Niente, siccome ci sono state delle polemiche sui temi della maturità, la maggior parte dei quali si possono associare per sensatezza alle polemiche Gilardino-Pazzini o a quelle Cavour-Camilo Cienfuegos (si, certo che ci sono state), volevo dare il mio contributo.
La maggiore perplessità è stata generata dal tema sugli ufi. Tanto che non capisco perché ancora Eddiemac non si sia espresso al riguardo. I litiganti (sui social network le persone civili che affrontano temi sensibili non si chiamano tra loro "litiganti", ma "Sto solo discutendo non vedo perché ti scaldi"/"IMHO"/"Certo che sei finocchio, però"/"Certo che sono finocchio, che problemi hai"/"Me la dovresti sucare con la rincorsa"/"Fascista rotto in culo"/"Vabbè Hide"/"Vabbè block" e così via) si sono per lo più divisi in due categorie:

1)Gli ufi si, perché no?

2)Gli ufi no, perché no.

Ora, che blogger sarei io (a proposito, io non sono un blogger, io ho un blog, poi un giorno questa ve la spiego, o magari no tanto la spiegazione sarebbe inutile quanto qualcuno che me la chiedesse) se partendo da una polemica di cui non mi frega assolutamente una fava tumida e pocoreccia rinunciassi ad aggiungere la mia sguarrata, fastidiosa e sgualcìta opinione?

Sarei uno che non è un blogger, infatti non ho un'opinione e potete tranquillamente appoggiarvi allo spigolo che si è appena formato nell'intercapedine tra i miei disinteressati, enfiati coglioni e la mia tristezza nei confronti dell'umanità intera. Avevo però il desiderio di proporre un paio di temi io me di persona, per consentire alle generazioni future di poter dire "Non mi ricordo assolutamente che tema io abbia fatto, ma nella traccia c'era una gallina". Cosa che vale anche per tutti voi. Ma con la decisiva eccezione -inammissibile in un paese civile- della gallina.

Ecco quindi su cosa inviterei gli adolescenti a esprimersi.

1)Beppe Grillo, comico e istrione genovese, si è lanciato da qualche anno in una campagna politica che potrebbe avere forti ripercussioni sul Sistema Italia. Con un sapiente mix di ambientalismo, retorica avanguardista, ottica commerciale e citizen generated politics egli ha portato nel nostro mondo una rivoluzione culturale che pone le basi per un'Italia più libera, più equa, più giusta, restituita ai suoi veri protagonisti: noi cittadini informati. Alla luce di questa serie di nebulose stronzate, commentate il suo discorso alla Camera del Commercio del 12 luglio 2027, con particolare riferimento a questo passaggio: "AAAAaaaaaaaaaAAAAAARRRGGGHHHH!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! RRRRRRAAAAARRRRRH!!! PROCODDIOPORCODDIOPORCOIL VOSTRO -----£££$IDDDIO, ARRRRRRRRRRRRRRRHHHH ODIOTUTTOODIOVOIODIOQUESTOPIANETAAAAAAAARRRGGGHHHH!!! LAMADONNAINDOSSAIPROTEGGISLIPTUTTOE' MAFIAMORIREMO TUTTI COMPRATE I MIEI LIBRI COMPRATE LA PALLA CHE LAVA I VESTITI CONQUISTIAMO PLUTONE CANE DI PIPPONE EIAEIAALLALLA'"

2)Dati due numeri primi, chiedervi perché essi dovrebbe essere associati alla solitudine in un luogo che esuli dalla copertina di un romanzo teso a sedurre le vostre scarsissime capacità mentali. Trovata la risposta, ammazzatevi.

3)Ammazzatevi.

4)Questa è la foto di una gallina col vestitino. Scrivete quello che cazzo vi pare, non ce n'è mai fregato niente né di voi né delle vostre stronzate.


[Mi ero dimenticato il solito link ai commenti di FriendFeed]

venerdì 11 giugno 2010

Quella puttana madonnina

Per Corso Buenos Aires le donne avevano grandi vene nei piedi. Vene gonfie di sangue fiottoso, come piottassero/(corressero) da secoli, da millenni, da sicurosicuro prima che ci fossero i saldi da Zara.
E Tantissimi pazzi in pochi metri, quello con l'ebola sul collo, quello con la voglia a forma di ferrotramviere, quello col tatuaggio di giorgiogabber sulla schiena insipida, quello che cammina con un fax sotto braccio telefonando ad Alda Merini.
Lui lo abbiamo anche a Roma, ma quello era più svelto, più scafato, come avesse qualcosa da dire e non fosse davvero assorto in una pura conversazione di piacere. Forse una poesia sulle scarpe di Aldamerini che dice

Son qui a Milàn
Chiamo la Alda
Resto sveglio tutta la notte con lei
Fammi un buon moscow mule
Uno per me
Uno per Alda
Per le scarpe rosse
Che ci ha fatto sopra
Dodici poesie
Tutta merda
Ma non me lo fai questo cazzo di moscow mule
Che domani il ceto medio
Deve lavorare?

Si, è Milano.
Dove tutto è più buono, più buoni i panini, più buoni pranzi e cene, più buoni i concerti (di media), più buone le cinture false di Luigi Vuittone.
Le ragazze in bici con le vocali a elastico.
I cocktail con la menta.
I marocchini che dicono "figa".

E gli uominisessuali. Tutto pieno di uominisessuali. Una città uomosessuale, donnolosessuale, ibridosessuale, asessuale. Ma sessuata.
Tanto che ogni divertimento reca qualcosa di sessuale, il cui appetito forse sminuito dal cappone grigio ma resistente, forse invece da esso accresciuto quindi montante -esso, qualcosessualitante- si accanisce dai vicoli ai locali, creando regine brasileire ventitreenni che in realtà son di Poggio Mirteto, o buffi araldi di una Fiorella mannoia riscoperta, o Marcelle Belle dalle chiome rutilanti e dalle vocali ancora più anguste.
Che voglio dire, è meglio. E' molto meglio che sia pieno di uominisessuali rispetto a, che ne so, i laziali.
Perché almeno è difficile che avvenga questo:

[Esterno notte. Un giovane ragazzo etero (R.E.) rincasa passando per Corso Como ascoltando Ligabue. Un gruppo di gay gli si avvicina minaccevole]

Gay1: Guardaguarda.
Gay2: Hai visto cara? Guarda chi abbiamo lì. Un leccapasserine.
R.E: ...?
Gay3: Ha proprio l'aria di uno che gli piace la carne pisciata.
Gay4: Vevo. Ovvibile.
R.E: Ragazzi, cosa vo
Gay1: RagazzI? Questo vuole morire.
Gay2: Che dici, tesora, gli si fa la cura ludovica?
Gay4: E' ovvendo. Un vamavvo etevo.
Gay3: Hai l'Ipod, stellina?
Gay1: Certo Baby. Tenetelo fermo. Mentre io gli metto su tutto il disco di Ambra a palla, voi sapete cosa fare.
Gay4: Scateniamo l'INFEVNO! GVAFFIAMOLO!
R.E: Aaaaaaaaarrrggh...

No. Non succederà. E se succede, che vi devo dire. Mi abbonerò a quel canale youtube.

Non che tutto ciò abbia la benchemminima rilevanza.
Era solo per dire -en passant- che io odiavo un po' Milano, la odiavo per sentito dire, e forse ci avevo preso, per i motivi di cui non vi ho parlato, sì, forse ci avevo preso, forse no. Ma non importa.
Io qui a Roma ci sto più a casa, si. Amo questa vacca stravaccata sul suo triclinio sozzo. Ma Milano me l'ha fatta.
Perché il fatto è che Milano ha le curve, ha il culo, sa bere, sa ballare, è antipatica, è sexy, è stupida, è geniale, è la solita, è una gran troia. Ci ha stile.
E a far pompini -mi dispiace- è più brava di Roma.

[Le reazioni cutanee al post su FriendFeed]

martedì 25 maggio 2010

Scusami se non telefono, ma ho già il mio bel daffare a non contrarre la sifilide

[Non ho smesso. Ero solo lì in fondo a bere]

E' inelegante lasciar morire un blog, lo so. Difatti non era questo il mio intento ultimo. Il mio intento ultimo è sempre il solito. Anzi, sono due:

1)Stabilire un programma minimo dell'umanità (vedi TMF).

Oppure, le volte che proprio non riesco,

2)Riprendermi finalmente il corridoio di Danzica.

Vi accorgerete di cosa abbia preferito occuparmi oggi durante la lettura.

Non dico che i blog siano un'inutile e tronfia protesi spermacchiata dei propri tonitruanti egotismi, né che nella maggior parte dei casi siano un debole ed antiestetico tentativo di riempire il vibrante e incontenibile vuoto di pensieri a cui il pene di un ideale parroco vi ha barbaramente e ingiustamente condannato in quel torrido mattino di un giugno qualsiasi nel retro della sagrestìa, tra rumore di grilli e lacrime inascoltate. Non lo dico, no.

Ma forse mi sto perdendo.

Volevo dire che l'ansia sociale di prestazione, questo rorido fiore d'oppio che dà artificiali erezioni alle più obbrobriose fra le solitudini umane, non può essere -nella maggior parte dei casi- assorbita da un log personalistico dal feedback lento e vagamente inerziale.

CACCA.

Volevo vedere se eravate attenti.

I Social Network come FriendFeed, Facebook e twitter consentono un'interazione più immediata. Il ritorno di fiamma può essere financo immediato. Il blog no. Il blog, a meno che non siate delle attention whores che si arrampicherebbero sul cazzo di un rom che alleva cani da combattimento pur di essere ripresi per due secondi da Valerio Staffelli (85,7% dei blogger secondo gli ultimi rilevamenti ISTAT), è uno strumento un minimo più complesso.
Avrete notato come da un po' di tempo, per ottenere un numero di commenti superiore ai cinque su un blog che non sia maledetto dalla sventura di un numero di visite giornaliere superiore ai dodici miliardi, sia necessario

a)Rivelare che la propria madre è la causa della morte di Alberto Castagna perché il suo pompino con risucchio è talmente leggendario da essere la vera causa del crollo del muro di Berlino. E in questo discorso nominare Woytila.

b)Insultare un blogger superfamoso, citando un sacco di altri blogger, poi rivalutarlo nel mentre, poi insultarlo nel mentre, poi giocarsi una supercazzola clamorosa sul tavolo di una naiveté che sarebbe adorabile se fossimo in un salotto inglese alle soglie del varo del Titanic. Ne vedete un esempio eloquente qui, grazie a Sciuscia, e un feedback qui, di mio amichetto pucci pucci Livefast col quale secondo parte della blogosfera ci facciamo i pompini da soli.
A proposito, blogosfera (ciao come stai): può succedere, quando si ha il cazzo. Ma tu divertiti, che lo so, è dura. E coraggio. Pure 'sta giornata l'avete tramortita.

c)Postare la propria vagina mentre mangia una mela.

d)Rivelare che la propria madre fa dei pompini col risucchio che a voi sembrano ridicoli, dato che col vostro avete stappato l'Islanda e preoccupato l'Europa.

e)Morire di una malattia grave. O stare per. E scriverlo.

La lingua dei blog è intrinsecamente propagandistica, acclamativa, spesso populisitica e stracciona. Le eccezioni si contano sulle dita di un afghano.
Ma è tuttavia una lingua da comporre, spesso avulsa da connessioni richiedenti nozioni suppletive riguardo alla community circondariale. Per semplificare: capire questo post è possibile anche senza essere a conoscenza del fatto che la blogger che trovate cliccando qua sopra su "blog successivo" ha un figlio maschio di nome Ofelia avuto da un viado di Barcellona Pozzo di Gotto con una palla sola.
Invece su altri social network, un evento linguistico come questo "is indeed bound to take place":

"LULZ! :::))) :D La LuIsInA KE è INCINTA che comm. come quella volta al SUGOCAMP l habbiamo bbracciata SOTTO IL FISCHIO"

Ora: il fatto che per reggere l'impatto dell'attribuzione sistemica dei ruoli una pseudosocietà debba strutturarsi intorno a luoghi più o meno comuni e a figure umane tra le più varie e distinte (ad esempio: lo scemo del villaggio, il coglione, l'ignorante, il becero, il neghittoso, il mediocre, il fascista, il semplice, il demente, il sifilitico, il frocio represso, il prete, il prete frocio represso, lo scemo demente sifilitico ignorante becero neghittoso mediocre fascista di un prete frocio represso; o dall'altra parte gente come lo scemo del villaggio, il coglione, l'ignorante, il becero, il neghittoso, il mediocre e così via), rende comunque il tutto un po' triste, umanamente riprovevole e disgustosamente deprimente.

Ecco perché passo lì sopra così tanto tempo.

No.

Volevo che lo sapeste.

[Infatti tanto per non smentirci, i commenti di Friendfeed sono più di questi, guarda un po']