mercoledì 3 marzo 2010

Changes Come

[Soon I will be done with/The troubles of the world] Intervallo a cura di Maynard James Keenan, col progetto Puscifer. Dall'album "V is for Vagina", a voi "Momma sed". Non ho abbandonato il blog. But changes come. Be a little patient.

giovedì 18 febbraio 2010

Paté de Bourgeois

Segnalo e volentieri ripubblico un post di Paolo Landi, "Sbatti il Qualunquismo in prima pagina". Per quanto si possa essere già eruditi riguardo alla dimensione reale del Corsera, specie in questi ultimi anni in cui è diventato ciò che in nuce aveva sempre voluto essere -sebbene con il sottile garbo dell'intelletto borghese- e cioè "un foglio reazionario, confindustriale, di destra", (cit.) bisogna fermarsi un attimo ad assaporare il coup de couteau con cui questo pezzo rificca in bocca all'intellighentsijyiyaa (yep, whatevah) le sue stesse figure benaltriste e superpartiste, le icone del proprio distaccato ed eroico mondo di abbrutenti "coerenze". A vous:

"Gentile Direttore,

ho già avuto la tentazione di scriverle, nei mesi scorsi, dopo quella che mi è sembrata, a partire dall'estate del 2009, una specie di svolta filo-governativa e filo-maggioranza del giornale da Lei diretto, il Corriere della Sera.

Ricevo il giornale ogni mattina sullo zerbino, con il servizio di OreSette, e quanto leggo sul suo giornale un po' imposta le mie giornate, almeno per quello che riguarda lo spazio delle idee, colorando l'umore civile delle mie giornate. Da quest'estate, appunto, lo zerbino di cui sopra da incarnato si è nuovamente gassificato in metaforico, soprattutto negli editoriali di Prima Pagina dei grandi pensatori di riferimento, Ernesto Galli Della Loggia e Angelo Panebianco, Scilla e Cariddi del pensiero realista borghese, capisaldi dell'equidistanza laica dai massimalismi della politica italiana, spesso teatrino incomprensibile di strilli insensati e di posizioni mostruose, che turbano il silenzio pensoso dei guardiani della Repubblica meneghina.

L'Estate del 2009, appunto, dopo quei giorni quasi tutti gli editoriali della coppia Della Loggia - Panebianco, sono stati punteggiati da real politik, benaltrismo, distinguo, inviti alla pacatezza, cerchi e botti. I confini già morbidi della morale borghese italiana hanno ceduto al principio di immediatezza, all'esigenza politico-economica del gruppo editoriale RCS a non infastidire più di tanto il governo e la maggioranza attuali. Una maggioranza non necessariamente solo politica, una maggioranza di andazzo, si direbbe, un tanto peggio tanto meglio che in passato il giornale da lei diretto aveva dosato con ben maggiore e più sano equilibrio.

Fino all'editoriale di oggi di Ernesto Galli Della Loggia, La Corruzione e le sue radici, che è non solo uno svogliato esercizio di pubblicistica ma un vero e proprio manifesto del Qualunquismo in Prima Pagina. Già dagli esordi - sì, questa volta a essere presi con le mani sacco sono stati esponenti del Pdl, ma in passato la stessa cosa è accaduta anche con esponenti del Pd - passando da - ma davvero la corruzione italiana si riduce a quella dei politici? Davvero in questo Paese la sfera della politica è malata e il resto della società sano? - per finire, dopo lunga dissertazione con l'avvilente - E' di una lucida resi dei conti del genere che abbiamo bisogno; di guardare a fondo dentro di noi e dentro la nostra storia. Non di credere, o di fingere di credere, che cambiare governo serva a cambiare tutto e a diventare onesti - il che porterebbe a bocciare l'allievo Della Loggia con un netto: "lei è andato fuori tema" o a bollare la sua analisi con l'irrilevanza che saremmo costretti a evidenziare in chi, interrogato per esempio sull'annosa questione meridionale, ci dissertasse sulla curiosa evenienza storico/biologica per cui molti siciliani di nascere biondi e con gli occhi azzurri.

Nel suo editoriale Ernesto Galli Della Loggia usa tutti i sapienti argomenti del qualunquismo classico applicato alla società italiana: siamo tutti ladri, i politici non sono peggiori di noi, al massimo ci rappresentano, la corruzione è la società, non nella politica, le origini sono nella nostra storia, guardiamoci negli occhi, facciamo un respiro profondo, e (questo lo diciamo noi), cristianamente continuiamo ad assolverci in attesa che qualche afflato esterno, magari di origine puritana, venga a moralizzarci senza sforzo.

Cazzate! (noblesse)

Il fallimento storico e antropologico dell'italiano medio è sotto gli occhi di tutti, stratificato nella coscienza o nell'inconscio di ogni cittadino, minando l'autostima individuale e sociale. Ma trattasi di un'osservazione ovvia. In quanto tale inutile per analizzare il presente e trovare una soluzione. Il problema invece è incistato in un sottoinsieme della società che identifichiamo con la Politica, intesa come quella classe di persone che in italia vive della Politica o dei suoi derivati, una popolazione variabile tra i 1.000 parlamentari e personale di governo per arrivare a un massimo di 4.000.000 di dipendenti pubblici. Nello spazio tra queste due cifre, tra chi ha maggiori poteri e chi non conta un cazzo, si situano un numero notevole di persone-chiave (possiamo pensare siano almeno 5.000 e non più di 10.000) che, come tali, hanno accesso alla gestione di un flusso di denaro enorme, 750 miliardi di euro l'anno che entrano sotto forma di tasse e tributi vari nelle casse statali e che vengono prontamente spesi, con scelte spesso discrezionali e clientelari, anche facendo ricorso all'indebitamento pubblico. Queste selezionate persone, questi politici, hanno un potere enorme e le mani troppo vicino alla cassa per aspettarsi che la tentazione non faccia l'uomo ladro. Sempre per il fallimento antropologico di cui sopra: l'italiano nasce individualista e ladro, può magari redimersi trovandosi un posto onesto nella società ma se per caso diventa un politico di rilevanza l'occasione lo rende ladro. Questa regola vale non per tutti, ma per quasi tutti gli amministratori politici italiani, questo è un fatto. Non è qualunquismo, è statistica.

Ecco perché nel caso dello scandalo Bertolaso e della Protezione Civile non c'è niente di nuovo, essendo l'ennesima dimostrazione di caso noto. Ma il primo giornale d'Italia può scegliere di eruttare editoriali stracchi e giustificazionisti oppure continuare a picchiare duro sull'intransigenza morale, evitando il distacco e l'ironia sulla magistratura, incalzando i politici incastrati nel pasticciacco fino a che questi non si ritirino dalla scena, sconfitti, lasciando spazio ad altri in prima linea. Il giornale borghese deve continuare a vivere di indignazioni e fermezza borghese, altrimenti non serve, incalzare i cosiddetti mariuòli (se Bertolaso è colpevole bisogna semplicemente distruggero, finirlo, politicamente parlando), battendosi anche per una riduzione del ruolo dello stato tout-court (quei 750 miliardi l'anno di denaro gestito da politici farabutti è veramente troppo) come unica assicurazione che l'appropriazione indebita e lo spreco di denaro pubblico si riducano in futuro.

Di questo c'è bisogno. Di intensità. Di punti fermi e di energìa. Di valori (si metta pure una mano alla pistola, se necessario).

Caro Direttore, spero sia l'ultimo editoriale in cui si vedono le mazzette e la corruzione di politici e palazzinari paragonate alle pratiche di formazione del prezzo dei carburanti o dei voli aerei, o altre pigre sciocchezze simili.

Altrimenti del suo giornale, alla mattina, farò benissimo a meno.

PS
Non le scriverò altre lettere. Le lettere indignate ai giornali sono sintomo di senilità precoce.

[Chapeau, ndW]

giovedì 11 febbraio 2010

TE, DEDECUS NATURAE, QUOD FERRE COGOR, CERTE BIS VIDEOR MORI

Apparve un mattino nella catena dei didascalismi che affollano il feeding della mia rete. Sapevo che non ci sarebbe stato altro modo di ricondurre l'universo a ragione se non scrivendo questo testo.
Parlo di questo articolo apparso su Metilparaben, che linkava -con tragica e lapalissiana ironia- quest'altro articolo di Pontifex Roma. Il Dottor Francesco Bruno.


[A volte ho l'impressione che l'intraducibilità dell'espressione inglese "full of shit" sia in qualche modo deleteria per la lingua italiana. Noi dobbiamo settorializzare, in quanto "pieno di merda" o "sacco di merda" si riferiscono rispettivamente a un supposto contenuto ideologico o a una serie di malversazioni comportamentali e a un fenomeno fisico sì disgustoso, ma privo di particolare portata cognitiva. "Full of shit", nell'accezione di George Carlin, riguarda un piano che egli stesso inserisce tra "Stupid" e "Nuts" ["Mh. He's fairly intelligent. But wait a minute. Ah! He's *full of shit*"]; questo semplice termine, proletario ed emigrato, renderebbe superflua l'ansia definitoria che il semplice sussitere di quest'essere degradato e degradante inferirebbe nell'uomo di senso.]

Mi è faticoso e pesante comunicare con quale sentimento di disgusto e repulsione mi appropinquo a fare carne morta di quest'eunuco della vita; mi preme solo assicurarvi che lo faccio per il mio quanto per il vostro bene, e che ciò comporta il sacrificio disumano di doverne osservare i lineamenti, le deformità, le protuberanze, la orrificante decadenza psicofisica; di doverne leggere le escrementizie esternazioni, osservarne scorrere le parole venefiche e la sintassi mortifera. E di ingerire un antiemetico. Ma andiamo al testo. In corsivo le risposte dell'ennesimo [c]rasso Anticristo.

"Che cosa pensa sia oggi una lebbra etica?: "francamente ci sta l'imbarazzo della scelta, dica lei". Il libertinaggio sessuale, per esempio: "credo che la catalogazione sia giusta. Ogni forma di libertinaggio appartiene al campo della mancanza di responsabilità, il non saper scegliere bene dal male. Una condotta irresponsabile ed infantile, oltre che nociva". Che cosa intende per libertinaggio?: " il vivere la sessualità disordinatamente, senza alcun codice etico o morale. Facendo come pare. La sessualità invece va gestista con misura e buon gusto, come ogni cosa della vita".

Uhm. Mi chiedo (no che non me lo chiedo, lo so) perché ogni forma di libertinaggio del pensiero convenga allo scopo di creare libertinaggio sessuale. Ma più ingenuamente ancora scelgo di chiedermi perché il fustigatore per eccellenza del libertinaggio del pensiero, affidandosi così teneramente alla superstizione perfetta incarnata dalla morale, arrivando in questo modo a sostenere il solito vetusto "Scopa con garbo, peccatore, se proprio devi", debba spesso pesare sopra i 240 chili per essere creduto, e perché questi 240 chili non corrispondano mai, nella mente di nessuno, a un'immagine di felice libertinaggio sessuale (co-incidentia prima). O di pensiero, ecco (co-incidentia secunda). Intendiamoci, non sto dando dell'obeso al Dottor Bruno. A nessun essere novecentesco verrebbe mai in mente di dare a Hitler dell'imbianchino (il che mi porta fuori tempo massimo, devo dire). Sto dando dell'obeso al suo pensiero. Ma la categoria allegorica dell'obesità, cioè la pesantezza, l'onnicoprovoro che si autoingrassa di sé stesso fino a non discernere più tra il bolo, le feci e la materia cerebrale, è gravemente (gravemente, appunto) insufficiente di fronte a un tale anatomopatologo dello spirito.
Insomma, esiste una "lebbra etica", di ovvia derivazione papalina (si, certo che sono parole di Josif, parole che contengono già al livello epidermico un crimen sollicitationis) che rende la sessualità un laboratorio del principio giuridico. Ma rivediamo in azione il -Loro, certo non Nostro- Gargantua tartarino:

"La sessualità invece va gestista con misura e buon gusto, come ogni cosa della vita. Inoltre, deve essere esercitata secondo natura e mai contro le leggi della stessa".Che cosa intende per contro natura?: "Tutto quello che constrasta con la fisiologia e le leggi del corpo. Per esempio ritengo ingiusto ed eticamente riprovevole la promisquità sessuale che poi spesso causa malattie tragiche e dalle conseguenze mortali".

[Tenete a mente il termine "deve", vi è necessario per decifrare il successivo sesso anale tra etica, medicina e diritto] Partendo giocosamente e in maniera terribilmente seria dalle proposizioni "La psicologia è la malattia di cui pretende di essere la diagnosi" / "La malattia più diffusa è la diagnosi", io penso che quegli orrori umani, quella congerie secca e maleodorante di cancerose croste fallocentriche che le soprascritte virgolette racchiudono, rappresentino una lebbra fisica che corrode il corpo, ma anche una lebbra etica che corrode l'anima. La dolcezza sta nel vedere cosa ne pensa il Francesco Bruno:

"Insomma, esiste una lebbra fisica che corrode il corpo, ma anche una etica che uccide l'anima".

Riuscite a unirvi con me nella gioia di questo momento, dove la coincidenza finalmente coincide?

Il resto è semplicemente una coltellata ai froci e alle lesbiche, principali portatori, coi libertini, della Lebbra Etica. Un'altra? Direte voi? Si, peraltro condotta con nessuna fantasia, ma in effetti non una qualsiasi. Torniamo al campo del diritto, e al ballo del diritto e della "medicina":

"Partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa,ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica. Intendo dire come una malattia che corrode la integrità dell'anima umana. Poi le associazioni dei gay strepitino. Ma io non sto discriminando nessuno, tanto meno dando dei lebbrosi. Accosto sul piano degli effetti nocivi per la salute dell'anima, come una lebbra o un cancro, la devianza sessuale e quindi la omosessualità"

La morale ha la disgustosa e sovrarrogante prepotenza di farsi buon senso, con un occhio obliquo, che se fissato con troppa attenzione svela un secondo *merdoso*/disgustoso orrore: è puntato di sbieco sul legislatore, il quale in questo periodo storico è pronto a riceverlo lascivamente mentre si tocca l'inguine della giurisprudenza e lo scroto della criminologia; e lo stesso sguardo il legislatore restituisce in un vibrato amplesso di forme deteriori che la Chiesa Cattolica celebra in matrimonio sotto il solito sangue e il solito corpo, quello del Cristo, che infatti mai ha sanguinato più copiosamente.

Tra le singole parole di quest'uomo, nello spazio che si lasciano in mezzo e intorno, si svolge il più disgustoso film pornografico della storia dell'umanità. E c'è da dire non si vede neanche una tetta.

Ora, non ho certo bisogno di diventare omosessuale per sentire ogni fibra del mio corpo che grida vendetta. E' per due motivi che ho scelto Fedro per il titolo. Il primo è che quella frase ["Di certo mi smbra di morire due volte, perché sono costretto a sopportare te, disonore della natura"] la dice un Leone, la seconda è che lo dice morendo, e all'asino che l'ha ucciso.

Ma non preoccuparti Bruno, non mi hai ucciso. E' solo che anch'io, come fecero altri, "mi intaglio gli avversari su misura delle mie frecce".

La tua esistenza su questa terra è per me motivo di tristezza e di sconcerto. Il dipanarsi delle tue malvagie, sataniche stronzate è un affronto a quanto di bello possiamo disporre sul piano della vita. Ed è con la massima deferenza, la massima distaccata crudeltà, e la massima contronorificenza d'ignominia che si possa rivolgere a un mortale, che ti dico:

Ego te dissolvo.

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GLOSSE
[Speravo si aprisse un qualche barlume di dibattito (di pensiero, non d'opinioni, che mi rendo conto essere assai futili sia in generale sia relativamente all'abnormità delle stronzate del Kriminologo) sulle modalità di avversazione di tali schifose pratiche di rinegoziazione del dibattito etico. Vediamo se con queste due glosse succede qualcosa]

Glossa n°1:
"Ciò che la giustizia può ottenere in questo campo è la protezione dell'inermità, della minorità e della salute. Su questi beni ancora tristemente privi di tutela si riveli quella sollecitudine che oggi molesta d'ufficio la vita privata. Il legislatore in veste di cronista ficcanaso che alza davanti all'opinione pubblica le sottane della vita, la giustizia ridotta alla parte di un domestico indiscreto che origlia alle porte della camera da letto e spia attraverso il buco della serratura! Verrebbe da ridere forte di questi "Bruno" ["Bruno", interpolazione mia, visto che l'originale Mikoschwitz non è molto noto in Italia, ndW] criminali se essi non dimostrassero con così sconvolgente chiarezza l'onnipotenza di quel filisteismo da cui non c'è scampo.[...] Qui meno che mai il Legislatore si accontenta si accontenta di punire la violenza e di proteggere la minorità e la salute; al contrario, vuol dare soddisfazione non solo alla morale che gli sembra venga offesa ma anche al gusto naturale contro cui si è agito. Esso si accanisce sempre là dove l'istinto e il libero arbitrio di persone responsabili hanno creato un'intesa. Lo fa in tutte le possibili situazione erotiche: figurarsi in quelle omoerotiche!"

Karl Kraus, "Morale e Criminalità", Milano, Es, 2005, pagg. 16 e 18, 1902 (millenovecentodue)

Glossa n°2

Da "Angels in America" di Mike Nichols, 2003 (duemilatre).



mercoledì 3 febbraio 2010

[Onde, radiazioni]

[Riporto qui sotto un testo, o meglio, un trittico di testi scritti da Fabio Teti. Non sono testi semplicemente fonogamici, come si potrebbe pensare dalla formulazione estetica. E anche qualora le strutture vi consigliassero una lettura avanguardista, non fatelo. Sono i flussi indeterminati delle onde radio e del giornalismo digitale a dettare il ritmo ai tamburi. Lo scrittore ne scola lo sterco, ne umilia il timbro, gli rivolge contro la sua stessa otogenesi. Con questa semplice e in-determinata percezione dello spaziotempo, in cui il contesto si autocerca nella parola mai realmente formulata, si contorce per tenere appesi al pensiero gli apici del senso]


[onde, radiazioni]

avviata l’opera – le basi – di un futuro – gettate – erano altre – hanno tralasciato – nel messaggio – la cosa – non riesco a – non vedo proprio il senso – uno dei sette – diversi ruoli – no ovviamente – è per vedere – quanto più aspre – necessarie – che riciclarono – a esaurimento – declameranno – per i più giovani – una e una sola – linea di mezzi – venti milioni – a combattimento – il raduno dei – tuoi vuoti a rendere – che sono dentro – che può causare – dare qualcosa – impareremo come – da mercoledì – caduta la maschera – del clown – temono si tratti di – un sequestro – della realtà – prevedono temporali di forte – fuori rotta – se bruciate – certo il fulmine – può essere – una di queste – e comunque – direi che alla fine – un collasso

*

tornano i dirigibili Zeppelin, la democrazia

spiegata dall’orso Yoghi, / «abbattetelo,

nasconde la vista del lago», / per 500mila dosi, crepe e letti

rotti / parla un’autrice dello studio, è come

un muscolo e si può allenarla / la

caccia al cinghiale tra frigo e Carava-

ggio-Bacon, a raggi ultravioletti / comincia nel peggiore

dei modi, il corpo dello spettatore

è coinvolto / la scena prima, la tragedia

di Montezuma / lo spazio curvo,

modificato dalla

luce

*

vano cancellate, brutalmente – non c’è nessuno, tu continua a pregare, poi ci risentiamo il 26 di dicembre – ognuno dorme a modo suo, in mezzo al mare, non per cantare la sua nuova – e si da il caso che il freddo di oggi – non si compenetri totalmente nella narrazione – all’imbrunire, essendo sole, il mio facebook dove sono io – chiedilo a Serpico, prossima volta, perfino il tuo dolore – i censimenti della presenza del lupo si fanno attraverso le feci, dovresti vedere dentro se ci sono setole di cinghiale – mai quando guido, ho un mio metodo di studio, un I-pod touch al giorno – scoprite come dormire più comodi, kiss kiss, già fatto – lo stiamo perdendo, insieme all’auricolare, vicino in un mo-mento difficile – tutto il calcio minuto per minuto, pensavo di essere più serena – mai di mercoledì, è una malattia che porta via le persone – pronto, volevo stringermi a questa grande perdita – voi continuate gli aneddoti, un sacrifizio, oh tacete – farewell the ashtray girl, che rinasce ogni anno – vi siete dimenticati appositamente, uno che fa seicento partite in serie a – tu sei un matematico, cosa delle larve, sulle mie ossa – we’ll both forget the breeze, most of the time, e avete finito di preparare questi ottocento ravioli? – direi soltanto per noia, lattina scopro che hai, una scorza un po’ più dura – nerali di stato per mike bongiorno, quel pastore che ci ha battezzati – no one need you more, la videosorveglianza, quel certo non so che allo stoma – a morsi ti divorerei, sono assolutamente d’accordo – quindici anni sulla breccia – in questo momento il premier è vulnerabi, sono molto preoccupato – questa affermazione di zeman lascia supporre – è una cosa abnorme, ormai non bagna più – edda mi ricorda di te, respiravo l’aria fredda con te – devono andare in carcere e devono avere il tempo per farlo – mi sento proprio così, un letto di radicchio e olive – ti può lasciare senza parole, per la giornata nazionale dell’afasia – chiuso il tratto compreso, che forse poteva andar meglio – ora basta faticare per le pulizie, scese in terra e si incarnò, con il suo decalcificatore magnetico – peccato solo che è un dispositivo


martedì 26 gennaio 2010

FRATTALI-E

Siccome anche ai vulcani capita di lapillare giù e poi sgonfiarsi, mi pare chiaro che si possa abbandonare momentaneamente un blog in virtù di forze maggiori. Cosa che però dileguerebbe l'impegno che le parole che scrivo hanno preso con me.
Non essendoci satira politica da fare perché la stagione si trascina nel buio come una vecchia zingara picchiata da una sinfonia di Mahler mentre gli ascoltatori si masturbano, e mancando inoltre quella umana, poiché in questo momento la res supera la capacità della mia satira di farsi volontà dialettica (è un momento passeggero, presto tornerò a estirpare condilomi dall'inguine del tempo), ecco che vi dovrete accontentare -gente fortunata- di queste frattaglie narratologiche. Sono spunti giustapposti e variegati, selezionati secondo un criterio che risulterà arbitrario a chiunque non abbia un cuore.

A) 23/05/2007. Appunti per Kerosenectute quando Kerosenectute doveva essere un'altra cosa:
-Da uno sparuto gruppo di giovini parte un movimento di rivoluzione violenta e circolare contro le persone di età inoltrata. Il movimento è un movimento artistico -sicuramente ferale- che poi si diffonde come olio sull'Europa per via politica. E viceversa. Tra gli obblighi del Nouveau Regìme (KS) che si viene così a creare, vi è quello di darsi la "buona morte" una volta raggiunti i quarant'anni d'età. Conseguenze:
-Eliminazione del reato di pedofilia
-Spinta alla procreazione accelerata
-Eliminazione del concetto di terza età (Ci sono solo due età: Prima Et Secunda)
-Accelerazione dell'oblio *e* del mondo

B)Storia d'amore (c'è sempre in mezzo una storia d'amore, onnò?): Può inerire? Forse al bar.

Lui: Ciao. Ti posso offrire qualcosa?
Lei: Non sono pratica, sono solo un'alcolizzata. Cosa consigli?
Lui: Un Reichstag.
Lei: Cos'è?
Lui: Un cocktail. Non so bene cosa ci sia dentro, ma l'ultima volta mi sono svegliato in una stalla e stavo tentando di licenziare dei vitelli.
Lei: Interessante.
Lui: Inoltre ti dilata i corpi cavernosi e i tessuti molli. Quindi non ti sorprendere se le tue grandi labbra iniziano ad applaudire come nacchere.
Lei: Questa discussione mi ha messo voglia di annusarti. Una persona come te ridesta in me i miei migliori pregiudizi.
Lui: Facciamo sesso? La mia lingua è un diesel.
Lei: Uhm. Qualcosa di te non mi convince.
Lui: Dimmi pure, sto oliando il mio perineo.
Lei: L'assenza di criteri organicamente artistici nella selezione di ipotetiche -e tuttalpiù potenziali- scale di realizzazione sessuale. Per esempio: ti piace Mondrian?
Lui: Solo se è una questione di simpatia. E comunque sarei per il figurativo.
Lei: Casa mia può andare?
Lui: Sempre che non sia orizzontale.

C) Oh, già, la satira politica, il numero 3. Giusto, scusate. Mi schiarisco la voce:

Notavo questo: nonostante il parlare di classi sia, in questa congerie di tempi presenti, un passatempo da giornalisti con probabili baffi probabilmente troppo lunghi, nondimeno possiamo trascurare il fatto che, se la classe operaia è scomparsa anche dal postribolo della morale, una Borghesia inconsapevole e sconfitta -che si arroga senza saperlo perfino il diritto all'obitorio- riesce invece a vivere in sala da pranzo il suo momento di massimo buio.

A, bi, ci.

venerdì 8 gennaio 2010

Dai Diari Ritrovati di un Esponente democratico Occidentale

10 Dicembre: Solo. terribilmente solo. Talmente solo che è inutile accendere lo stereo perché le vibrazioni sonore cascano tutte sul pavimento. Oggi sono andato alla prima riunione del direttivo. Presenti: nessuno. Ordine del giorno: strategie d'uscita. Mozioni approvate: birra piccola.

18 Dicembre: Eccitato. Mi hanno promesso un rinfresco.

19 Dicembre: Il rinfresco era vuoto.

24 Dicembre: Vigilia di Natale. Ho chiamato mia madre, ma dava sempre occupato. Ho chiamato mio padre e mi ha detto:
"Tua madre è qui. Pur di non parlarti ha chiamato Polito e si sta facendo raccontare quella della suora che si fa i tagli sulle guance".
"Papà, ho bisogno di civile appoggio e mutua collaborazione".
"Che ne pensa Adinolfi?"
"Non lo so, è lì che gioca a scacchi contro il muro".
"Stammi bene figlio. E smettila di mangiare quel pollo. Dio mio, è un anno che mangi quel pollo".
"Me l'ha consigliato lo psicanalista. Dice che mi aiuta a liberarmi del mio odio per te".
"Stammi bene".
"Ti odio".

25 dicembre: Simmenthal e fagioli. La vicina di casa mi ha regalato dell'uvetta. Poi è venuta in bagno a riprendersela.

29 Dicembre: Leggo Pietro Ingrao ad alta voce. La thailandese mi caccia dal letto per fare entrare un cliente a detta sua "meno morboso".

29 dicembre, più tardi: Mi fermo a piangere fuori dal centro massaggi. Non faccio in tempo a finire che entra il cliente successivo, Paola Binetti.

30 Dicembre: Ho dei problemi non indifferenti. La psicanalista mi ha assicurato che la mia convinzione che i baffi siano opera del demonio deriva da un'educazione politica che ha più in comune con la corrente dorotea della DC che con Nikita Kruscev, come invece sospettavo. Analizzare. Respiro profondamente. Tento di non pensare al pollo.

30 dicembre, poco dopo: Leccandomi le labbra e spezzando le ormai consunte cartilagini della vecchia bestia coi canini, piango come un lattante, mi accarezzo il pelo pubico e adatto un'Ave Maria di modo da ottenere il dono del pollo eterno.

31 dicembre: E' il giorno in cui mi masturbo meglio, di solito. Ma oggi mi è successa una cosa strana. Ero come al solito sul divano, che facevo finta di accarezzarmi con la mano di Concita De Gregorio. Tutto andava bene, come ogni giorno, finché lei di colpo non si è alzata di scatto gridando "Aliquid pro aliquo!" ed è saltata con la vagina sul pollo, infilandoselo quasi tutto dentro. Solo una tetra zampa verdognola spuntava neghittosa dal monte di Venere della mia fantasia favorita. Ho creduto di morire. Ho urlato, ma invece di urlare ho sorriso, e invece di sorridere ho chiamato compulsivamente Scalfarotto e gli ho detto che gli davo dieci euro se mi permetteva di fargli un raspone. Anticipare la seduta.

31 dicembre, mezzanotte: Auguri, cane.

2 gennaio: Il cane è morto. Evidentemente non va lavato in quel modo. Sono ancora più solo. Sento degli uccelli cinguettare, ma scopro che sono le mie ginocchia.

3 gennaio: Nel Lazio mandiamo la Bonino contro la Polverini. credo sia perché Emma ha visto tanti massacri coi suoi stessi occhi ed è una donna che ha lo stomaco. Bisogna stare attenti che anche la destra ha donne con lo stomaco. Come la Carfagna.

4 gennaio: Riunione definitiva per decidere le alleanze locali. Il dibattito è accesissimo, io sono uno dei migliori. Sono carico. Schivo, defletto, metto in minoranza, mi alleo, ostento, estendo, garrisco, mi assottiglio, schivo, fendo, arzigogolo, argomento, reifico, rimando, rilancio, intesso. Dopo un'ora tutti mi odiano e vengo cacciato. Un falegname in cassintegrazione ordinaria mi caca sulla tessera dopo averla strappata. Un membro dell'UDC mi stringe la mano e mi dichiara la sua infinita pietà.

7 gennaio: Questa è la mia ultima nota su questo Diario. Quando avrò mangiato anche la testa di questo pollo -tutto ciò che ne rimane-, sarò morto.
Papà, ho tentato di seguire le tue orme. Svoltavano sempre da qualche parte. Ci ho messo troppo a capire che tentavi di seminarmi. Ti direi che ti odio, ma sono certo che aumentare la tua autostima non sia un contrappeso sufficiente a quello che mi hai fatto. Ti lascio i bigattini che si formeranno nel mio corpo.
Mamma, ti ho voluto bene, ma probabilmente era solo il braccio di un cromosoma.
Concita, la tua fica mi seguirà all'inferno.
Ivan, non sei venuto. Rivoglio i miei dieci euro.

Amici, compagni, fratelli: addio.

Non vi ho voluto tanto bene, ma neanche vi ho odiato così tanto. Mi avete fatto schifo, ma anche senso.
Mi avete deliziato perché eravamo proprio carini assieme, così sfrontati nel fregarci per la fila davanti al bagno e così teneri nel baciarci l'ombelico. No, no. Non vi odio, non vi amo, non vi rimprovero, non vi disconosco, non vi obietto, non vi osteggio, non vi infiltro. Me ne vado per sempre per non svilirvi la mozione. Questa slancio p(o)etico fa schifo.
Ma abbiate pazienza, fu solo l'arte delle giuste misure.

domenica 3 gennaio 2010

BUON ANNO, TANTO E' L'ULTIMO

Il disordine si accalca, ma i resistenti sono costretti a nicchiare in un angolo, perché ha un papillon. Nella città dei fiori -disse chi lo vide passare- che forse aveva bevuto troppo, ma per lui era normale.

Certo che sto parlando di Povia.

Se fossi un illuso, direi che si tratta di Satana. Invece credo sinceramente che sia solo una sua malriuscita, viscida e micragnosa catàbasi rettiliana. Mi ricordo la gioia di quando lessi le sue parole "Mi sento un provocatore, va bene così": finalmente avevo trovato il Minotauro. Purtroppo il Minotauro era sull'affresco, e sotto ci dormiva una puerpera carmelitana con il collare borchiato troppo stretto e un prolasso dell'utero.

Sui vocalizzi dei bambini non mi esprimo, che praticamente citerei Sade. Ma non so se abbiate poi davvero sentito con attenzione questa cosa:



Il testo, se così è possible chiamare questo maestoso arabescarsi di stronzate, sarebbe questo. Vediamo insieme di analizzarlo secondo i precetti della linguistica anamorfica (non andate a cercare anamorfica su wikipedia, non è quella):

"Vorrei avere il becco
[Si, Darwin, certo, come no. La selezione. Certo]
Per accontentarmi delle briciole
[Invece purtroppo sei costretto a intascarti i soldi per i poveri bambini negri. Si vede ch'era destino]
Concentrato e molto attento
[Non avevo dubbi]
Si, ma con la testa fra le nuvole
[Li avevo]
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
[Prova a chiamare Giacobbo]
Perciò vorrei avere i sensi per sentire il pericolo
[Buono a sapersi. Vado ad accendere il motore]
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
[Anche voi non avete idea di cosa tutti quanti sanno? Mandatemi una mail]
Oh, ce l'ha fatta mia nonna per 50 anni con mio nonno in campagna
[Mica cazzi]
Più o meno come fa un piccione
[Ovviamente]
Lo so che e brutto il paragone
[Non ti buttare giù così]
Però vivrei con l'emozione
Di dare fiducia a chi mi tira il pane
[Si chiamano servi]
Più o meno come fa un piccione l'amore sopra il cornicione
[Si scoperebbe anche il Duca di Avignone su di un tetto. E' un peperino]
Ti starei vicino nei momenti di crisi
[Mica mangio solo pane, prendo anche gli indennizzi della previdenza sociale]
E lontano quando me lo chiedi
[Guardo l'orologio]
Dimmi che ci credi e che ti fidi
[Delenda Cartagho]
Un giorno avevo il vento che mi accompagnava su una tegola
[Se fai così mi distraggo]
A volte sono solo e mi spavento, cosa cì fanno due piccioni in una favola?
[Vomitano]
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
[Questa particolare forma verbale si chiama indicativo eufonico]
Oh, me l'ha detto mia nonna
[Quella traditrice della razza umana]
«Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno?»
[Adesso me le dice tutte. Una per una]
Più o meno come fa un piccione
[Volatili non particolarmente interessati a bipedi ottuagenari. Che sciocco a non averci pensato prima]
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
[Il diavolo è nei particolari, ma dopo questo verso si è dimesso]
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull'asfalto
[A scuola la similitudine si impara dopo la parola "zampe"]
Chi guida crede che mi mette sotto
[Ma te giela farebbi vedere, ahò, porcoddio, sti stronzi! Annamo ar baretto dei lazziali che ve racconto]
Ma io con un salto all'ultimo momento volerò
[Quelle pizze che vedete in strada stanno solo dormendo]
Ma non troppo in alto
[Massimo un metro, infatti, poi c'è l'impatto e poi ancora lo spazzino]
Perché il segreto è volare basso
[Vedo già il nuovo manuale di autoaiuto Mondadori prendere le stampe]
E un piccione vola basso
[Ci leggo un po' di gelosia]
Ma è per questo che ti fa un dispetto
[Si, cacano per esprit de liberté postmoderno. L'ho sempre sospettato anch'io]
Ma è per questo che anche io non lo sopporto
[Ve lo volevo dire tra i denti]
Noi però alla fine resteremo insieme
[Reductio ad passeram. Prendete pagina 1]
Più o meno come fa un piccione
[Ma un po' tutti i pluricellulari si dilettano in questa cosa di scindersi. Non ne farei una questione personale]
L'amore sopra il cornicione
[Massì, sbilànciati]
Ti starò vicino nei momenti di crisi
[Tipo quando le sei vicino]
E lontano quando me lo chiedi
[Spero che in questa cartiera abbiano abbastanza moduli]
Dimmi che ci credi
[Mi sa che mi tocca]
Ci sveglieremo la mattina, due cuori sotto una campana"
[Grazie a Dio c'è la messa]

Non bastando questo fantastico strumento di tortura, Povia ha avuto un idea.

Disseppellire il cadavere di Eluana Englaro e ficcarglielo in bocca.

Se volete rileggere male la frase, allora c'è Povia che il cadavere di Eluana lo infila nella bocca del papa. Se invece siete necrofili, giù le mani dal pacco che fate schifo.

Ah, buon anno.